“STEFANO DE MARTINO FA DI TUTTO PER INFANTILIZZARE IL PUBBLICO” – ALDO GRASSO FA PELO E CONTROPELO AL CONDUTTORE DI “AFFARI TUOI”: “SEMBRA CONVINTO CHE, PER TENERE INCOLLATO IL PUBBLICO ALLO SCHERMO, OCCORRA RIPORTARLO A UN’ETÀ IN CUI BASTANO UN PACCO DA APRIRE, UNA SORPRESA, UNA CANZONCINA. IL CAGNOLINO, I BALLETTI, LE MOSSETTE, LE BATTUTE DI HERBERT BALLERINA: TUTTO CONCORRE A TRASFORMARE IL GAME SHOW IN UN GIOCATTOLONE. È UNA FORMA DI REGRESSIONE MEDIATICA: PIÙ CHE CHIEDERE ALLO SPETTATORE DI CAPIRE, GLI SI CHIEDE DI REAGIRE. SARÀ COSÌ ANCHE IL FESTIVAL DI SANREMO?”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per www.corriere.it
stefano de martino cane gennarino affari tuoi
“Affari tuoi” (Rai1) è diventato una specie di festa per bambini. Meglio: la conduzione di Stefano De Martino fa di tutto per infantilizzare il pubblico. Non perché lo consideri necessariamente bamboccesco, ma perché sembra convinto che, per tenerlo incollato allo schermo, occorra riportarlo a un’età in cui bastano un pacco da aprire, una sorpresa, una canzoncina e qualcuno che faccia «Oh!» al momento giusto.
Il gioco, in fondo, è una tombola travestita da thriller economico (con soldi veri, e tanti). Si scelgono pacchi, si spera nella fortuna, si esulta per un numero, si teme il colore sbagliato. [...]
STEFANO DE MARTINO - AFFARI TUOI
Il calcolo delle probabilità? Un dettaglio troppo adulto. Poi c’è De Martino, che sembra avere fatto della regressione un preciso linguaggio televisivo. Il cagnolino, i balletti, le mossette, le battute di Herbert Ballerina: tutto concorre a trasformare il game show in un giocattolone. Il pubblico non deve soltanto assistere: deve partecipare, applaudire, ballare, urlare, commuoversi, ridere a comando.
È il regime della festa scolastica, dove anche l’adulto viene autorizzato a comportarsi da bambino. Una volta i giocattoli avevano un’ambizione curiosa: erano «formati ridotti» del mondo adulto. Preparavano il bambino a entrare nella realtà. Qui avviene il contrario: è la tv degli adulti a diventare un balocco. E il pubblico, invece di essere educato alla complessità del gioco, viene educatamente ricondotto alla sua versione infantile.
È una forma di regressione mediatica: più che chiedere allo spettatore di capire, gli si chiede di reagire. Più che seguirne l’intelligenza, si sollecita il suo riflesso condizionato. [...]
De Martino è molto bravo in questo: ha capito che il pubblico televisivo non vuole sempre essere adulto, desidera tornare bambino. Il problema è che “Affari tuoi” sembra aver trasformato questa nostalgia in una poetica. Sarà così anche il Festival di Sanremo?


