CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL SITO DI “TGCOM 24”: “VITTORIO SGARBI, LA COMPAGNA SABRINA COLLE: ‘MARTEDÌ ‘ANDATA’ TUTTO BENE. POI AL RISVEGLIO LA CORSA IN OSPEDALE’”. ANDATA CON RITORNO. FORZA, VITTORIO! (LE LOCUZIONI CORRETTE SONO “È ANDATA BENE” OPPURE “È ANDATO TUTTO BENE”) – IL “CORRIERE DELLA SERA”: “A FAR SCOPPIARE LA BOLLA FARAGISTA È STATA UNA SERIE DI RIVELAZIONI SULLE FINANZE DEL LEADER E DEL PARTITO: E L’ULTIMO SCANDALO È DEFLAGRATO PROPRIO ALLA VIGILIA DEL CONGRESSO, FINENDO PER ‘DERAGLIARNE’ L’AGENDA”. “DERAGLIARE” È UN VERBO INTRANSITIVO, CHE NON PUÒ AVERE UN COMPLEMENTO OGGETTO (“L’AGENDA)…
Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio"
Estratto
• Fallaci. «Cia, pugni e virgole: la tragica Oriana» s’intitola un velenoso ritratto di Oriana Fallaci, «egocentrica, scrupolosa, megalomane, avara» (così il sottotitolo) sul Fatto Quotidiano. A firmarlo è Massimo Fini, che non perde l’occasione per autocelebrarsi («Quando anni dopo lasciai L’Europeo Giglio disse: “Con le qualità di Fini ho visto entrare all’Europeo solo Bocca e la Fallaci”»).
Ecco un capoverso: «Un giorno era tornata a Roma dopo un’intervista a Golda Meir, con una rosa che le aveva donato. Ma nella notte la rosa era appassita. Lei pretese il licenziamento immediato della cameriera che avrebbe dovuto occuparsene. Si ritrovò sul marciapiede: lei non la cameriera».
A proposito di virgole: nella prima citazione ne manca una dopo «L’Europeo» e nell’ultima frase del capoverso ne manca un’altra dopo «lei». Il che, per tornare al titolo, spiegherebbe come mai Fallaci avesse chiesto a Fini – è lui a raccontarlo – di farle «da ghost writer» per un’autobiografia. (Postilla: il soggetto sottinteso della relativa «che le aveva donato» fa sembrare che la rosa l’avesse donata Fallaci a Meir, anziché viceversa). [22 settembre 2026] […]
• Eccellenza. Incipit di Mario Giordano, sulla prima pagina della Verità: «Caro cardinal Parolin, sua Eccellenza, mi perdoni se mi prendo questa licenza e se oso indirizzarle questa cartolina di oggi». Licenza fin troppo ampia, che retrocede il segretario di Stato vaticano al rango di vescovo.
A un cardinale spetta il titolo eminenza. Poi Giordano scrive che Leone XIV «si è fatto fotografare mentre diceva messa». Scelta del verbo alquanto prosaica: la messa si celebra. Infine, l’editorialista osserva: «Al conclave chi entra Papa, esce cardinale», infilando una virgola sbagliata che separa il soggetto («chi») dal verbo («esce»). [19 ottobre 2026]
• Bangladesh. Nell’editoriale d’apertura su Panorama, il direttore Maurizio Belpietro denuncia le magagne dei molti minimarket gestiti da immigrati del Bangladesh, ma anche la sua grammatica lavora in nero. Ecco un esempio: «Si tratterebbero, secondo i critici, di misure discriminatorie».
Il verbo è impersonale, il plurale abusivo: la locuzione si tratta di richiede la terza persona singolare indipendentemente dal numero del sostantivo che segue, quindi «si tratterebbe». Belpietro specifica: «Sono i minimarket gestiti da stranieri, quasi sempre dal Bangladesh».
Si sottintende «provenienti», ma l’ellissi è infelice: fa pensare a negozi gestiti a distanza dal Bangladesh. Il direttore di Panorama cita «l’espulsione nelle vie principali di quelle attività commerciali legate al territorio», anziché «dalle vie principali»: in pratica vorrebbe denunciarne la cacciata, invece con la sua preposizione le fa accomodare. [30 settembre 2026]
• Levata. Federico Fubini sul Corriere della Sera: «I negoziatori di Pechino, naturalmente, hanno anche priorità commerciali e tecnologiche. Aspirano alla levata del divieto della Casa Bianca, che oggi blocca la vendita alla Cina di alcuni dei semiconduttori più avanzati per l’intelligenza artificiale».
Con «levata» il vicedirettore ad personam intende evidentemente «rimozione», ma, se è vero che levare può significare tanto «innalzare» quanto «rimuovere», il lemma levata ha tutt’altre accezioni, secondo Lo Zingarelli 2026: il levare, il levarsi («la levata del sole», «l’alzarsi dal letto»); levata della posta; levata di scudi; inizio della fase di rapido accrescimento primaverile dei culmi dei cereali; rilievo grafico di un terreno; acquisto di generi di monopolio presso i magazzini dello Stato. Nessuna definizione si attaglia all’uso che Fubini fa del vocabolo levata. [22 settembre 2026]
• Andata. Titolo dal sito di Tgcom 24: «Vittorio Sgarbi, la compagna Sabrina Colle: “Martedì andata tutto bene. Poi al risveglio la corsa in ospedale”». Andata con ritorno. Forza, Vittorio! (Le locuzioni corrette sono «è andata bene» oppure «è andato tutto bene»). [4 ottobre 2026]
• Balzelli. Titolo dalla prima pagina della Verità: «Meloni pronta a dire dei “no” a Bruxelles». Sommario: «Il premier ad Assolombarda: “Rivedere i balzelli sul clima, danneggia le aziende”».
Quindi è la revisione dei balzelli a produrre il danno? Il soggetto di «danneggia» è infatti l’intera proposizione «Rivedere i balzelli sul clima», con una virgola a separarlo impropriamente dal predicato verbale.
L’esatto contrario di quanto si legge nel testo: «Giorgia Meloni chiede una revisione dell’Ets, la tassa per il clima che “danneggia le aziende”». Perciò bisognava scrivere così: «Rivedere i balzelli sul clima: danneggiano le aziende». [13 ottobre 2026]
• Né. Pasquale Chessa sul Messaggero: «“Il re è nudo” deve tutta la sua forza esemplare a I vestiti nuovi dell’imperatore di Andersen così come senza Esopo e La Fontaine non ci sarebbero nè La volpe e l’uva e tantomeno La formica e la cicala».
Anzitutto si scrive «né», con l’accento acuto, non «nè», e poi c’è un problema di coordinazione: a «né» sarebbe dovuto seguire un altro «né», o in alternativa «e nemmeno», «e neanche», «e neppure», ma non «e tantomeno» (semmai, «né tantomeno»).
Prosegue Chessa: «“Li proverbi e’ er Vangelo so pparenti...” si legge nell’incipit di un sonetto di G.G. Belli». In realtà, nel sonetto in questione si legge: «Li proverbi e ’r Vangelo sò pparenti...».
Tra l’altro, «e’», scritto con l’apostrofo, avrebbe senso solo se fosse il troncamento dell’antico «ei», cioè «egli», mentre in questo caso si tratta chiaramente della congiunzione e. [27 settembre 2026]
• Deragliato. Luigi Ippolito, corrispondente da Londra del Corriere della Sera: «A far scoppiare la bolla faragista è stata una serie di rivelazioni sulle finanze del leader e del partito: e l’ultimo scandalo è deflagrato proprio alla vigilia del congresso, finendo per deragliarne l’agenda». Deragliare è un verbo intransitivo, che non può avere un complemento oggetto («l’agenda»). Qui l’unico a deragliare è Ippolito. [5 settembre 2026]








