pasolini

FINI AL MASSIMO - ''MA QUALE MATTANZA FASCISTA! PASOLINI E' MORTO, CERCANDO DI INFILARE UN BASTONE NEL CULO DI UN 17ENNE - ''SMONTATI'' FALLACI, ECO E IL GIRO INTELLETTUALE CHE NON POTEVANO ACCETTARE CHE PASOLINI FOSSE MORTO PER IL SUO SESSO SELVAGGIO

PASOLINI, 40 ANNI DALLA MORTE TUTTI GLI EVENTI

PASOLINI OMICIDIOPASOLINI OMICIDIO

Da “la Repubblica”

 

«La sua morte è stata una mattanza», ha detto Dacia Maraini. «Su di lui grave ritardo delle istituzioni», ha chiosato il ministro Franceschini. Pier Paolo Pasolini fa ancora discutere a 40 anni dalla morte, avvenuta il 2 novembre 1975.

 

Il Mibact con il Teatro di Roma ha presentato un calendario di iniziative, incontri, spettacoli (30 ore solo sulla Rai) dal Friuli alla capitale, compreso il “treno corsaro“ che percorrerà le città dove il poeta regista ha vissuto.

 

2. PASOLINI, QUARANT' ANNI NON SONO ANCORA BASTATI

Massimo Fini per il “Fatto Quotidiano”

 

Anticipando di qualche giorno l' anniversario del quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta nella notte fra il 1° e il 2 novembre del 1975, Il Fatto Quotidiano ha dedicato una serie di articoli a quell' evento. Nel complesso quel che ne viene fuori è la tesi che Pasolini fu vittima di un complotto fascista.
 

PASOLINI 3PASOLINI 3

Fu lanciata da Oriana Fallaci che lavorava allora all' Europeo. In quell' Europeo c' ero anch' io e fra noi colleghi era notorio che la Fallaci dal parrucchiere, mentre sfogliava qualche rivista, aveva raccolto dei boatos in tal senso. Questa era la serietà delle sue fonti, come del resto è avvenuto in tanti altri casi.

 

Ma la grande giornalista, che non so se abbia mai incontrato Pasolini e che comunque non conosceva assolutamente il mondo notturno che bazzicava, non poteva rimanere estranea a una storia così clamorosa. Così lanciò, con la consueta violenza (si legga l' articolo di Antonio Padellaro) la comoda tesi del complotto fascista.
 

PASOLINI COMIZI AMOREPASOLINI COMIZI AMORE

Allora attribuire ogni nefandezza ai fascisti era uno sport nazionale, tanto più facile perché in quegli anni i fascisti erano scomparsi e tutti, dal sociologo paraculo del Corriere della Sera, al Corriere stesso, ai democristiani, a chi scriveva manuali di cucina ma, beninteso, sempre in un ottica "rivoluzionaria", all' ultima cocotte erano diventati di sinistra (qualche tempo prima l' Europeo aveva fatto un' inchiesta dal titolo: "Ma dove sono finiti i fascisti?").

 

La tesi complottista fu subito presa per buona dal giro degli intellettuali, da Eco in giù, che non potevano accettare che Pasolini fosse morto, com' era morto, cercando di infilare un bastone nel culo al diciassettenne Pino la rana.
 

PASOLINIPASOLINI

Non stava bene. Invece ogni artista ha delle profonde zone d' ombra che sono spesso proprio all' origine della sua arte (basta leggere la biografia di Proust per capirlo).
Ho intervistato Pasolini nel giugno del 1974 sul tema "Il fascismo dell' antifascismo" e successivamente sul suo controverso film Il fiore delle Mille e una notte. Fra noi era nata una certa consuetudine.

 

Una notte mi portò al Pigneto, allora uno dei quartieri più malfamati di Roma zeppo di 'marchette'. Non si frequentano ambienti del genere con un' Alfa Romeo senza che, prima o poi, accada qualcosa. Pier Paolo lo sapeva, cercava il pericolo e forse, inconsciamente, anche la morte.
 

Pino la rana aveva diciassette anni e tutto l' interesse a denunciare dei complici, meglio ancora dei mandanti, se ci fossero stati. Bisogna aver frequentato quegli ambienti, come dice sul Fatto, sapendo ciò di cui parla, Angelo Pezzana il fondatore del "Fuori", invece di parlare a vanvera, per capire che anche una marchetta a certe richieste si può ribellare.
 

PASOLINI OMICIDIO PINO LA RANAPASOLINI OMICIDIO PINO LA RANA

Qualcosa di simile, sia pur in ambito completamente diverso, avvenne per l' omicidio di Walter Tobagi, che conoscevo benissimo, come conoscevo il pregresso, di cui ero stato protagonista, che porterà alla sua morte, che venne attribuito, nella parte dei mandanti, ai sindacalisti comunisti del Corriere della Sera, in particolare Raffaele Fiengo e Gabriele Pantucci.
 

Una fola lanciata senza prova alcuna daisocialisti di Craxi in funzione politica.
Fiengo e Pantucci erano delle autentichenullitàmapro prio per questo assolutamente incapaci di assumersi non dico una simile responsabilità ma nemmeno di concepirla.
 

Ma a parte questa considerazione anche gli assassini di Tobagi, Morandini e Barbone, in epoca di pentitismo avrebbero avuto tutto l' interesse a denunciare dei mandanti se ci fossero stati.
Ma non c' erano mandanti, c' era solo un clima culturale dissennato, nelle famiglie borghesi come quelle di Morandini e Barbone e nella società, per cui la vita di un uomo non valeva nulla.
 

PIER PAOLO PASOLINI PIER PAOLO PASOLINI

Tutto ciò per chi come me ha avuto la possibilità di essere testimone del tempo, e di conoscere abbastanza da vicino le cose di cui oggi si parla, porta a una considerazione amara: il grande giornalismo si fa dal parrucchiere.

 

massimo finimassimo fini

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...