LA VENEZIA DEI GIUSTI - FINALMENTE UN FILM ITALIANO CHE PARLA DI ATTUALITÀ, DEI PROBLEMI CHE ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI, DELLA NOSTRA INDIFFERENZA E DELLA CAPACITÀ CHE ABBIAMO ANCHE DI PERDONARE NOI STESSI E I NOSTRI LIMITI. STO PARLANDO DI “NESSUN DOLORE”, ULTIMO FILM DI GIANNI AMELIO, PRESENTATO OGGI FUORI CONCORSO - IL FILM SEGUE UN SUO PERCORSO DI RACCONTO MORALE DI ALTO LIVELLO, DOVE AMELIO INSERISCE ECHI E UMORI DI SUOI FILM PRECEDENTI, DA “IL LADRO DI BAMBINI” A “IL PRIMO UOMO” - UN FILM CHE CI RACCONTA QUELLA REALTÀ CHE IL CINEMA ITALIANO SEMBRA AVER DA TEMPO DIMENTICATO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Finalmente un film italiano che parla di attualità, dei tempi che viviamo, dei problemi che abbiamo sotto gli occhi, della nostra indifferenza e della capacità che abbiamo anche di perdonare noi stessi e i nostri limiti. Sto parlando di “Nessun dolore”, ultimo film di Gianni Amelio, scritto con Davide Serino, prodotto da Kavac, Our Films, Be Water Film, Rai Cinema, presentato oggi fuori concorso.
Siamo a Roma, e un giovane libraio, professione decisamente demodée, Alessandro Borghi, entra casualmente in una realtà che non sa affrontare. Per strada, siamo a Prati, in una zona molto frequentata, vicino al cinema Eden molto amato dal regista, viene affrontato da un uomo, maghrebino, che gli affida un bambino. Sembra una situazione rovesciata de “Il ladro di bambini”.
valerio mastandrea alessandro borghi nessun dolore
Non capisce, e non sa cosa fare per liberarsi del bambino. Lo caccia, lo strattone e il bambino finisce travolto da una moto. Va in ospedale. E muore. La cosa sconvolge il giovane libraio, che quasi come reazione apre la sua casa a una ragazza incinta senza tetto, che gliela riempie di una marea di immigrati.
Deciso a dare almeno una tomba al bambino sconosciuto, su indicazione di un lavorante dell’obitorio, Valerio Mastandrea, va alla ricerca del padre che ricorda vagamente. Se non lo ritroverà, perderà la possibilità di dargli un nome e quindi una sepoltura.
valeria golino alessandro borghi nessun dolore
In tutto questo muoversi verso una sorta di liberazione dal senso di colpa per avere in qualche modo causato la morte del bambino, stringerà amicizia con l’uomo dell’obitorio, con una professoressa di lettere che frequenta la sua edicola di libri usati, Valeria Golino, finirà per un po’ in galera per aver aperto la casa a persone senza documenti, ma ritroverà la sua dignità.
In tutto questo, nel perdersi nel senso di colpa, e nel ritrovarsi tra gente di buon cuore, in una Roma autunnale e piovosa, il film segue un suo percorso di racconto morale di alto livello, dove Amelio inserisce echi e umori di suoi film precedenti, dal già citato “Il ladro di bambini” a “Il primo uomo”.
Con la ricerca del nome da dare al bambino. Rispetto agli ultimi film, “Il signore delle formiche” e “Campo di battaglia” si presenta come un’opera più piccola, ma almeno ci racconta quella realtà che il cinema italiano sembra aver da tempo dimenticato. Esce in sala il 24 settembre
alessandro borghi nessun dolore 1
nessun dolore
valeria golino nessun dolore
alessandro borghi nessun dolore 4
valerio mastandrea nessun dolore
alessandro borghi nessun dolore 5
alessandro borghi nessun dolore 3
alessandro borghi nessun dolore
alessandro borghi nessun dolore 2
valeria golino nessun dolore
valerio mastandrea nessun dolore
nessun dolore
