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’NDRINE, CORNA E PENTIMENTI DIETRO ALLA FAIDA TRA GLI ULTRAS DELL’INTER – KLAUS DAVI È ANDATO A SORIANO CALABRO, IN PROVINCIA DI VIBO VALENTIA, PER RICOSTRUIRE L’INTRECCIO CRIMINALE INTORNO A PIETRO ANDREA SIMONCINI, PRESUNTO COAUTORE DELL’OMICIDIO DI VITTORIO BOIOCCHI, IL CAPO ULTRAS UCCISO INSIEME A MARCO FERDICO SU “MANDATO” DI ANDREA BERETTA – DAGLI AMBIENTI DELLA ’NDRANGHETA LOCALE  SCOMMETTONO CHE IL PROSSIMO A PENTIRSI CON I PM (DOPO FERDICO E BERETTA) SARÀ PROPRIO SIMONCINI, CHE IN PASSATO ARRIVÒ A SFIDARE IL BOSS BRUNO EMANUELE PERCHÉ SAREBBE ANDATO A LETTO CON SUA COMPAGNA (“DI CARNE E OSSA SONO FATTO IO E DI CARNE E OSSA È FATTO LUI”)...

Articolo da www.corrieredellacalabria.it - Estratti

 

VIAGGIO DI KLAUS DAVI A SORIANO CALABRO

E dopo Andrea Beretta e Marco Ferdico, ora potrebbe toccare a Pietro Andrea Simoncini. A scommettere sul prossimo pentimento del presunto coautore dell'omicidio di Vittorio Boiocchi (accusato insieme all'esecutore materiale Daniel D'Alessandro di aver ucciso Boiocchi il 29 ottobre 2022) sono ambienti di Soriano Calabro ma anche di Vibo Valentia che intrattengono rapporti diretti con le  famiglie Idà e con alcuni soggetti dei Monardo, gruppi criminali che nella vicenda hanno avuto un ruolo di apparenti spettatori nell'agguato all'ex leader della Curva Nord, forse inizialmente sottovalutato dagli osservatori milanesi.

 

PIETRO ANDREA SIMONCINI

A raccogliere gli umori di un territorio sensibile è Klaus Davi che più volte in questi due anni si è recato nella zona di provenienza del presunto killer dell'ex capo ultrà.

 

Già nel marzo del 2025 Davi piombava nelle Preserre vibonesi perché si diceva certo della piena consapevolezza dei clan locali nella vicenda, al punto da raggiungere un posto sperduto ai piedi delle Serre calabresi, precisamente Ariola, riuscendo a scovare la villa, circondata da 50 lupi maremmani, di Gaetano Emanuele, boss riconosciuto della zona, della famiglia che vinse la faida con i Loielo, nonché capo dello stesso Simoncini.

 

La figlia di Emanuele, Marianna, avvocatessa totalmente estranea al contesto criminale, in una concitata intervista rilasciata a Davi nell'aprile 2025, negava il coinvolgimento della sua famiglia nella vicenda di Boiocchi.

 

MARCO FERDICO

Ma ora - sempre da Soriano - arriva la novità che farà più discutere. Il pentimento di Marco Ferdico potrebbe essere solo il primo tassello di una nuova stagione investigativa destinata a incidere sulle dinamiche del mondo del calcio e sui grandi delitti irrisolti delle Preserre. […]

 

 Klaus Davi conosce molto da vicino gli equilibri mafiosi del vibonese avendo negli anni intervistato big come Rocco Anello, Michele Lo Bianco, Salvatore Mancuso, Salvatore Patania, Pasquale Bonavota e più recentemente Domenico "Mommo" Macrì e Francesco Pardea: sa quindi ponderare gli stati d'animo dagli affascinanti ma impenetrabili territori della provincia di Vibo Valentia.

 

[…]  Ma chi è davvero Pietro Andrea Simoncini? A Milano è stato descritto frettolosamente come una sorta di scappato di casa, di gregario della 'Ndrangheta, senza nessun pedigree criminale. Non e' così.

 

Il nome di Pietro Andrea Simoncini, nato a Vibo nel 1983, padre della moglie di Ferdico, assume - al contrario - particolare rilievo anche alla luce delle dichiarazioni rese proprio dall'ex capo ultrà dell'Inter. Come è noto il Ferdico avrebbe indicato il coinvolgimento del Simoncini in un omicidio consumato nelle Preserre senza, tuttavia, specificare a quale delitto si riferisse.

 

Ma, scorrendo gli atti giudiziari e le informative investigative finora emerse, un solo omicidio per ora restituisce un quadro nel quale compare la figura di Simoncini, sia pure come oggetto di approfondimenti investigativi: quello di Antonino Zupo.

 

BRUNO EMANUELE

Negli stessi atti emergono addirittura propositi di vendetta da parte di Simoncini nei confronti del boss Bruno Emanuele, fratello di Gaetano. In dichiarazioni datate marzo 2006 e rese ai carabinieri di Soriano Calabro dallo stesso Simoncini e confluite nelle inchieste "Conflitto" e "Jerakarni", viene ricostruita la fine della sua relazione sentimentale attribuita al rapporto intrattenuto dalla sua ex convivente, madre della loro figlia Aurora (moglie di Marco Ferdico), con il boss delle Preserre Bruno Emanuele.

 

POST DI ANDREA SIMONCINI

Una circostanza che, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe alimentato un profondo risentimento personale, con propositi di vendetta: "Di carne e ossa sono fatto io e di carne e ossa è fatto lui", scrive testualmente il killer di Vittorio Boiocchi riferendosi al boss Emanuele. Un'affermazione, tra le tante, che i carabinieri misero nero su bianco.

 

Oltre che presunto "cornuto", anche forse un presunto "sbirro". Gli investigatori annotavano che Simoncini, in tempi antecedenti il 2012, aveva fornito un contributo ritenuto utile alle attività che portarono alla cattura, nel 2006, dell'allora latitante Bruno Emanuele, proprio perché l'ex compagna di Simoncini - suocera di Marco Ferdico - intratteneva una relazione con il boss delle Preserre. Per essere una figura di  ' poco ' rilievo non proprio un fatto marginale.

 

PIETRO ANDREA SIMONCINI

Sempre a Vibo si scommette su una separazione tra Simoncini e l'attuale moglie, cosa che alimenta ancor di più alcune ipotesi al momento non riscontrate. Saranno gli ulteriori sviluppi dell'inchiesta e le verifiche dell'autorità giudiziaria a stabilire se le parole di Ferdico e quello che potrebbe dire Simoncini - qualora veramente decidesse di parlare - potranno contribuire a far luce su una stagione oscura della criminalità vibonese.

 

È certo che Ferdico era consapevole della caratura criminale del suocero e del contesto in cui viveva e si muoveva. E lo stesso ex capo ultrà della Curva Nord dell'Inter sceglie di appartenervi, consolidando rapporti con presunti appartenenti al clan Emanuele e con soggetti come Giuseppe Idà e Vincenzo Monardo, a detta del Ferdico inseriti a vario titolo in contesti criminali, tanto da renderli a conoscenza dell'omicidio di Boiocchi.

 

La relazione con la figlia del Simoncini, con la quale forma una famiglia, chiarisce infine un legame di fiducia tra il neo collaboratore di giustizia e il presunto 'Ndranghetista.

 

VILLA DEL BOSS BRUNO EMANUELE

Nel recarsi a Soriano già nell'aprile 2025 Klaus Davi aveva ben chiaro che Simoncini non avrebbe mai potuto partecipare all'agguato senza un benestare seppure non ufficializzato dei clan vibonesi a cui era indissolubilmente legato.

 

Tutti sapevano ma forse qualcuno non aveva messo in conto le conseguenze che l'omicidio Boiocchi avrebbe comportato. La tesi di Klaus Davi, ovvero "mai perdere di vista la Calabria", trova anche in questo caso un'ulteriore conferma.

marco ferdicoVIAGGIO DI KLAUS DAVI A SORIANO CALABROdebora turiello tesoriera curva e marco ferdico

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