palamara morra bonafede

IL TROJAN, L'ARMA DI DISTRUZIONE DEL MONDO (DEI GIUDICI) - ''AL CONSIGLIERE CSM IN QUOTA 5 STELLE DISSERO DI VOTARE PER MARCELLO VIOLA ALLA PROCURA DI ROMA MENTRE ERA A CATANZARO''. A UNA CONFERENZA IN CUI ERANO PRESENTI IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA BONAFEDE, IL CAPO DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA NICOLA MORRA, GRATTERI, TRAVAGLIO E MOLTI ALTRI. D'ALTRONDE LA CORRENTE DI DAVIGO E I LAICI DI LEGA E M5S HANNO VOTATO COME VOLEVANO PALAMARA E LOTTI

Giacomo Amadori per “la Verità

 

luca palamara

Eravamo stati facili profeti. Senza fare neppure troppa fatica avevamo preannunciato che il telefonino del pm indagato Luca Palamara avrebbe infettato altri magistrati, dopo aver affossato cinque consiglieri del Csm, il segretario di Magistratura indipendente e il presidente dell' Associazione nazionale magistrati.

 

In queste ore il virus sta aggredendo il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, componente di diritto del Csm e incaricato di portare avanti l' inchiesta disciplinare contro Palamara (il 15 giugno avevamo evidenziato i rapporti tra accusatore e accusato). Ma il pm «untore», indagato a Perugia per corruzione, a quanto ci risulta, non avrebbe ancora finito di mietere vittime. Sono infatti molte le toghe che temono di essere coinvolte e di trovare il proprio nome sui giornali, a causa dei legami con Palamara. Nei giorni scorsi abbiamo elencato alcuni giudici di sinistra a cui lo stesso si vantava di aver fatto favori (appoggiandoli nelle nomine) o che lo chiamavano per nomine ancora da fare.

 

DAVIGO TRAVAGLIO

Premettendo che non esiste ancora il reato di amicizia o di conoscenza, il magistrato sotto inchiesta diceva di essere in ottimi rapporti anche con il primo presidente della Corte di cassazione, Giovanni Mammone (altro componente di diritto del Csm), e vantava legami con Piercamillo Davigo, il leader della corrente Autonomia e indipendenza, che in commissione sostenne per la successione di Giuseppe Pignatone a Roma la candidatura di Marcello Viola al pari di Magistratura indipendente, corrente di riferimento dei parlamentari pd Cosimo Ferri (che è stato anche segretario di Magistratura indipendente) e Luca Lotti. Anche il consigliere laico dei 5 stelle, Fulvio Gigliotti, cinquantatreenne catanzarese, votò in commissione per Viola.

Giovanni Mammone

 

Nella notte tra l' 8 e il 9 maggio il consigliere di Unicost Luigi Spina, indagato per rivelazione di segreto e intercettato dagli inquirenti di Perugia grazie al trojan di Palamara all' hotel Champagne Palace di via principe Amedeo a Roma (soprannominato «Champagne 2» per distinguerlo da quello attaccato al Csm), a un certo punto pare rassicurare Lotti e Ferri e gli altri magistrati presenti sull' orientamento di Gigliotti: «Ha avuto indicazione da Catanzaro di votare Viola». Spina, pm a Castrovillari (Cosenza), è considerato da qualche ben informato amico di Leonardo Pucci, già giudice di Potenza e Arezzo, vice capo di gabinetto vicario del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e vero uomo di fiducia del ministro.

marcello viola procuratore generale firenze

 

Il riferimento di Spina era a un convegno organizzato dallo stesso Gigliotti all' università Magna Grecia di Catanzaro, dove il professore è ordinario di diritto privato.

L' evento intitolato «Legalità dell' azione amministrativa e contrasto alla corruzione» ha avuto relatori d' eccellenza. Nella sessione del mattino hanno parlato Davigo, presidente di sezione della Corte di Cassazione e consigliere del Csm, e il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia.

 

Palamara e Pignatone

Nella sessione pomeridiana sono intervenuti il Guardasigilli Bonafede, il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro. Ma Gigliotti da chi avrebbe avuto l' imbeccata di votare Viola? Spina con chi scrive ha minimizzato la questione: «Era un bluff». Sarà, ma Gigliotti, lo scorso 23 maggio ha votato Viola per davvero, come Davigo, Antonio Lepre (consigliere dimissionario di Mi) ed Emanuele Basile, laico in quota Lega.

 

alfonso bonafede

Gigliotti e Davigo al Csm votano spesso allo stesso modo, ma non avevano bisogno del convegno calabrese per confrontarsi. E allora, escludendo Travaglio che, pur essendo giornalista stimato e molto ascoltato nel mondo grillino, non sembra nella posizione di indicare ai consiglieri laici dei 5 stelle il nome del procuratore di Roma, restano pochi altri possibili suggeritori. Tra questi c' è il procuratore di Catanzaro, Gratteri.

 

Nei giorni scorsi Matteo Renzi, a proposito della vicenda Csm, ha denunciato il «festival dell' ipocrisia contro Lotti» e ha dichiarato: «S' è sempre fatto così e le regole lo consentono del resto. Con i magistrati che si incontrano di giorno e di sera, con la politica che incontra i magistrati.  Questo meccanismo ha portato in molte città, da Roma a Bologna, Milano, Catanzaro e Palermo - solo per citarne alcune - nomine all' altezza». E una delle «nomine all' altezza» era proprio quella di Gratteri, per qualche ora ministro in pectore del governo Renzi.

nicola morra

 

Lotti lo definì «un magistrato formidabile, con un altissimo senso delle istituzioni» e lo volle a capo della commissione di Palazzo Chigi incaricata di elaborare proposte normative contro la criminalità organizzata. Potrebbe essere Gratteri ad aver sponsorizzato con Gigliotti il candidato preferito dal Giglio magico Viola?

 

Ci sentiamo di escludere anche questa ipotesi, visto che è difficile immaginare Gratteri in versione lobbista. Resta una sola altra strada, quella della politica vera e propria. Gigliotti ha condiviso la decisione di sostenere Viola con il ministro Bonafede e il senatore Morra, genovese di nascita, ma cosentino d' adozione? Se indicazione catanzarese c' è stata, questa è l' ipotesi più probabile. Forse al mercato delle toghe qualche consiglio per il nome del procuratore di Roma è arrivato anche dai vertici grillini, sebbene - pare - di giorno e in un' occasione più istituzionale, anziché di notte e in una saletta sgualcita di un hotel alle spalle di Roma Termini.

LUIGI SPINA

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