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ANGELA MERKEL, “IL QUARTO REICH” – CON IL FOTOMONTAGGIO DELLA CANCELLIERA CON I GENERALI DI HITLER E ALLE LORO SPALLE IL PARTENONE, “SPIEGEL” MOSTRA AI TEDESCHI COME LA GERMANIA VIENE VISTA DALL’EUROPA: UNA POTENZA ARROGANTE E PREPOTENTE

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Andrea Tarquini per La Repubblica

 

Angela Merkel come gli occupanti nazisti, la Germania di oggi definita nel titolo interno «il Quarto Reich ». Ecco l’ultima provocazione di copertina dello Spiegel.

Il settimanale di Amburgo la spara grossa, proprio a poche ore dall’attesa visita a Berlino del premier ellenico Alexis Tsipras. Fotomontaggio pesantissimo: la cancelliera, visibilmente incollata in foto a colori, in mezzo a un gruppo di ufficiali della Wehrmacht che si erano fatti ritrarre esultanti sullo sfondo del Partenone, dopo la caduta di Atene.

 

MERKEL VERSIONE BEFANAMERKEL VERSIONE BEFANA

«The German Übermacht» (“l’eccesso di potenza tedesca”, significa più o meno): il titolo di copertina mischia volutamente inglese e tedesco, per lanciare il sasso nello stagno: è così che ci vedono gli altri europei. Un “Quarto Reich”, appunto. E subito esplodono le polemiche, con il quotidiano liberal di Monaco Sueddeutsche Zeitung in prima fila, ed a seguire le altri principali testate tedesche, ossia la Frankfurter Allgemeine e la Welt: stavolta, scrivono, i colleghi dello Spiegel hanno davvero esagerato.

 

VIGNETTA VAURO - MERKEL TSIPRAS VIGNETTA VAURO - MERKEL TSIPRAS

Decenni fa il piatto di spaghetti sormontato da una pistola, per denunciare criminalità e terrorismo nello “Urlaubsland Italien”, il paese preferito dalle ferie. Più di recente lo stivale dominato da Berlusconi, allora al potere, che palpeggia donne nude. Finora, le copertine del settimanale fondato da Rudolf Augstein avevano attaccato paesi «alleati e amici».

 

Questa volta è diverso: il bersaglio è la Germania stessa, appunto. Attenti, avverte lo Spiegel nel servizio, supportato da lunghe corrispondenze dalle principali capitali europee: i nostri partner ci vedono come una potenza arrogante e prepotente, sempre pronta a dettare legge a tutti e mai disposta ad ascoltare gli altri. Come un paese che usa la sua forza economica per darsi un ruolo egemonico in Europa a tutti i costi, dopo decenni non dimenticati in cui tentò di farlo con due guerre mondiali.

 

tsipras con un poster della merkeltsipras con un poster della merkel

Sui media e nei social forum online esplode la rivolta, rilanciata soprattutto dalla Sueddeutsche e dalla Bild: «I nazisti sfruttarono brutalmente i paesi occupati, rubarono le riserve della banca centrale ellenica, noi forniamo aiuti e crediti». La direzione dello Spiegel risponde veloce in rete: «I titoli di questa edizione sono volutamente esagerati per accendere il dibattito. Ma non creano malintesi né espongono paragoni fuorvianti. Pensa così solo chi vuole pensarlo, noi descriviamo come il resto d’Europa ci vede».

 

2 . NON TOCCATE ANGELA HA RISOLLEVATO IL GIGANTE TEDESCO DALLA “GRANDE COLPA”

tsipras merkeltsipras merkel

Guido Ceronetti per La Repubblica

 

Una frase degna di Tacito, apparsa in anni recenti su Der Spiegel: «La si guardi dal cielo o dalla terra, Berlino è un mostro, piantato con prepotenza nelle sabbie del Brandeburgo». Alfieri, nel XVIII, non ci vide che caserme; furono queste a introdurre Berlino nella storia europea, dove nessun altro luogo ebbe lo strano destino di essere designato, dal più grande regista italiano, come Berlino Anno Zero , e Corrado Alvaro, inviato della Stampa , osservava con quanta serietà le donne sbucate dalle macerie le radunavano, le mettevano in ordine, le classificavano. Nei pressi di una chiesa distrutta, un vecchio angelico suonava l’Organo di Barberia: il mostro aveva perso gli unghioni.

 

E la storia lo irrora di disastri, man mano che l’Anno Zero si allontana: il Ponte Aereo di Clark, la ferita aperta della Ddr, lo snaturamento di essere una capitale senza istituzioni, il Muro con la sua sequela di morti, fino al segnale magico congiunto Reagan-Gorbaciov che fa liquefare nell’Ottantanove il Muro.

 

tsipras merkel lagarde tsipras merkel lagarde

La futura signora della Germania unita e dell’Europa continentale unita, viene di là, laureata in fisica con vocazione destinale alla cabina di comando. Come si diventa una grande potenza puramente economica, senza violenza di Kaiser e volontà omicida paranoica di Hitler, come si arriva a tanta solidità di titoli e solitudine di potere?

 

Direi semplicemente che il motore, non meccanico, di tutto, che Angela Merkel oggi perfettamente incarna non è economico né politico, ma spirituale , frutto di revisionismo etico: là, dove il crimine umano ha toccato il suo culmine. Quando sento in tutta la sua brutalità il rigetto delle brutture e delle demenze d’uomo, non mi è impossibile evitare del tutto di credere che la bellezza a cui è dato salvare il mondo sia perduta, per sempre.

ZOMBIENATION MERKEL NATION ZOMBIENATION MERKEL NATION ANGELA MERKEL RITRATTA COME PRIGIONIERA DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO DA UN MAGAZINE POLACCOANGELA MERKEL RITRATTA COME PRIGIONIERA DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO DA UN MAGAZINE POLACCO

 

Undici anni prima che Angela nascesse ad Amburgo, per diventare quasi subito berlinese dell’Est, Karl Jaspers, nelle aule gremite di Heidelberg, già nel semestre d’inverno del 1945 (Anno Zero), teneva un corso ad ignari giovani ex nazionalsocialisti sulla colpa di aver chinato la testa, sulla colpa dei loro padri di averli lasciati intossicare da una religione di sterminio e di morte.

 

In realtà la complicità veniva dal trono più alto della filosofia europea, e lo stesso Jaspers aveva taciuto quando bisognava morire per la verità e il terrore aveva paralizzato tutti. I filosofi parlavano da un trono abbattuto come un qualsiasi monumento del Tiergarten. Jaspers lasciò Heidelberg un anno dopo ma il seme era gettato, il volume che raccolse quelle lezioni memorabili, Die Schuldfrage ( in Italia subito pubblicato col titolo La colpa della Germania , approvato dall’autore, nel 1947), fu un basamento nuovo per un trono nuovo della filosofia tedesca.

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Ripensare, raddrizzare i pensieri storti e bugiardi è riscattarsi. E la grande Cancelliera ha avuto il giusto orgoglio e il giusto coraggio di andare in Giappone a indicare come esempio il revisionismo antinazista e la pacificazione in saecula saeculorum franco-tedesca. Chi potrà dimenticare l’incontro di Verdun tra il generale de Gaulle e Konrad Adenauer, se sia posseduto da autentici sentimenti umani?

 

Un manifesto con la scritta da Hitler a Merkel mostrato dai manifestanti ieri ad Atene Un manifesto con la scritta da Hitler a Merkel mostrato dai manifestanti ieri ad Atene

L’economia non è che una maschera (che spesso non nasconde che polvere e morte); nel midollo etico è la vera forza.

nazzi merkel atene nazzi merkel atene

 

Via via che il revisionismo denazificante e demilitarizzante riagganciava la Germania all’Europa, e che il paleomarxismo dell’Est perdeva i suoi ultimi ripari, il mostro Berlino si schiodava dalla vecchia arroganza; eccone emergere una consapevole capitale della Kultur , a misura del destino che le avrebbe impresso, poco dopo il Duemila, l’eurogermanesimo, non facile ma vivificatore, di Angela Merkel, grinta che non piace agli imbroglioni, ai nostalgici monetari, ai riformati mentali, agli inguaribili corrotti dal denaro dell’Europa mediterranea. Che non si lasci intimidire, la Cancelliera, custode di un focolare che ha una estensione da sacro romano impero medievale. A lei si addice e dedico la sentenza di Marco Aurelio: «Se puoi istruiscili, se non puoi sopportali».

Un manifesto con la scritta da Hitler a Merkel mostrato da un manifestante ad Atene Un manifesto con la scritta da Hitler a Merkel mostrato da un manifestante ad Atene

 

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