AVVISATE MELONI E GIORGETTI: LA SANITÀ È IL GRANDE MALATO D’ITALIA - LE REGIONI, MOLTE DELLE QUALI GUIDATE DAL CENTRODESTRA, SONO INCAZZATE CON IL GOVERNO PER LE POCHE RISORSE SULLA SANITÀ INFILATE NELLA “MANOVRINA” - FEDRIGA, IL LEGHISTA CHE GUIDA LA CONFERENZA DELLA REGIONI, SCRIVERÀ UNA LETTERINA A GIORGIA MELONI CON TUTTE LE RICHIESTE DEGLI ENTI LOCALI - IL PRESIDENTE DELL’EMILIA-ROMAGNA MICHELA DE PASCALE: “LE REGIONI DOVREBBERO PORTARE IL GOVERNO DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE”
1. SANITÀ, REGIONI IN RIVOLTA PER I FONDI INSUFFICIENTI: “ANDIAMO ALLA CONSULTA”
Estratto dall’articolo di Michele Bocci per “la Repubblica”
Le risorse per la sanità nella manovra sono insufficienti. Così rischiamo di non garantire i Lea, i Livelli essenziali di assistenza». Partono da questo pesante presupposto le Regioni italiane, tutte quante, per bocciare la Finanziaria e provare a sedersi a discutere con il governo. Ieri, la Conferenza dei governatori ha deciso che il presidente Massimiliano Fedriga scriva a Giorgia Meloni.
«Se la manovra non cambia, le Regioni dovrebbero portare il governo davanti alla Corte costituzionale», ha rincarato la dose il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale: «Sul finanziamento della sanità si sta uscendo dal dettato costituzionale». [...]
La conferenza delle Regioni è iniziata con l'esposizione dei problemi da parte della Lombardia, poi hanno parlato i governatori di centrosinistra, che avevano chiesto la convocazione dell'incontro, criticando le scelte dell'esecutivo.
ORAZIO SCHILLACI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Il Fondo sanitario nazionale è stato alzato di 2,4 miliardi (più uno stanziato l'anno scorso), contro i 6 chiesti dalle Regioni, e in più ci sono 1,6 miliardi usati per pagare il bonus da 300 agli over 75.
Fedriga ha riconosciuto il problema, decidendosi a fare la lettera, che ha avuto un'adesione unanime. «Nessuno intende disconoscere la realtà - dice - i fondi per la sanità sono aumentati con il governo Meloni.
[...] Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, tra inflazione e impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l'iter parlamentare della legge: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa disponibile». [...]
Schillaci, che pure aveva chiesto 5,5 miliardi in più e quindi ha chiesto con forza di avere più fondi (in particolare per il personale), ieri in Parlamento ha difeso la manovra. «Il Fondo è al livello più alto e continua a crescere.
In manovra ci sono 146 miliardi per il Fondo e il voucher è un segnale che va dove serve, agli anziani». Ma il mondo della sanità è in subbuglio. I sindacati dei medici ieri si sono riuniti per discutere quali forme di protesta adottare. [...]
2. TUTTE LE REGIONI CONTRO IL GOVERNO. FI TIRA IN BALLO IL MEF, TROVI LE COPERTURE
(di Valentina Brini) (ANSA) - Margini di bilancio stretti, ambizioni politiche assai meno. A chiedere di riscrivere la manovra non sono soltanto le opposizioni: alla porta di Palazzo Chigi bussano governatori, sindaci e alleati.
ORAZIO SCHILLACI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Le Regioni, all'unanimità e senza distinzioni di colore, avvertono che i fondi per la sanità "sono insufficienti". "Le risorse non sono infinite", taglia corto il capogruppo di Fratelli d'Italia Lucio Malan, negando che si tratti di tagli.
Un fuoco incrociato a cui però si aggiunge la pressione di Forza Italia, che questa volta non si accontenta di rivendicare le proprie priorità e, a porte chiuse, chiama direttamente in causa il Tesoro. Il messaggio a Giancarlo Giorgetti è netto: "La legge di bilancio andrebbe migliorata" e "anche il Mef deve fare la sua parte" per trovare le coperture.
Il verdetto della Conferenza delle Regioni sul sistema sanitario da tutelare non lascia margini d'interpretazione. Il governatore dell'Emilia-Romagna, il dem Michele De Pascale, arriva persino a evocare un ricorso alla Corte costituzionale.
Ma il malcontento attraversa gli schieramenti, coinvolgendo anche Marche e Abruzzo, a trazione meloniana con Francesco Acquaroli e Marco Marsilio. Per i territori si profila uno "scenario a debito", è la sintesi della protesta bipartisan offerta dal presidente della Conferenza, il leghista Massimiliano Fedriga, impegnato ad avvertire che "la salute è un diritto inviolabile".
Un coro trasversale che stride con la lettura del ministro Orazio Schillaci, impegnato alla Camera a rivendicare un Fondo sanitario da record, con 146 miliardi nel 2027. Ma anche i Comuni - per bocca del presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi - presentano il conto nei confronti di una manovra "restrittiva", rischiarata appena da qualche "piccola fiammella" di risorse: servono correttivi dalla scuola all'energia.
Modifiche sollecitate anche dalla segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, direttamente al tavolo di FdI. E su energia e industria anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, riferisce di un confronto "franco e costruttivo" con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi segnato anche dai timori per l'addio all'associazione delle big energetiche.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Al Mef, però, i margini continuano a indicare la cifra di 26 miliardi. Il ministro Giuseppe Valditara, dopo l'iniziale sorpresa, annuncia - senza cautele lessicali - di essere al lavoro per cancellare "i tagli" al personale scolastico.
Se qualcosa va corretto, prova a smorzare i toni il collega di governo Luca Ciriani, "il Parlamento e le commissioni esistono per questo".
Ma è nei rapporti tra alleati che la trattativa è di ora in ora più serrata. Nel quartier generale di San Lorenzo in Lucina, Forza Italia mette il dito nella piaga delle coperture. La manovra "andrebbe migliorata", è la valutazione maturata anche dopo il confronto con Confsal, ma servono risorse "adeguate".
GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Una richiesta al Tesoro che tradisce più di un'insofferenza per il protagonismo di Matteo Salvini - soprattutto sul superamento della Fornero - e lascia affiorare anche un pizzico di "malumore" nei confronti di Giorgetti.
Antonio Tajani mette in fila le priorità e chiede "scelte concrete": rivalutazione delle pensioni, stop ai tagli alla scuola e i 48 milioni da reperire nella Difesa per la previdenza delle forze dell'ordine.
Un dossier caro al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha già mobilitato i tecnici del Viminale. E tra gli azzurri non viene escluso un emendamento soppressivo anche sulla exit tax, vista come una patrimoniale sotto false spoglie.
A Montecitorio la manovra inciampa ancor prima di entrare nel vivo, con audizioni al via il 9: la commissione Bilancio chiede lo stralcio di tre norme estranee alla materia, tra cui quella sui libri di testo digitali scontati.
E, mentre tra gli emendamenti già pronti c'è anche quello di FdI per riaprire il condono edilizio del 2003 in Campania, persino la scelta dei relatori accende lo scontro: la scelta di Alberto Gusmeroli, fedelissimo di Salvini, altro non è - nell'attacco delle opposizioni - che il "commissariamento" di Giorgetti da parte del suo stesso segretario.





