marine jean marie le pen

EMMANUEL MACRON E' PRESIDENTE, MA NON CI LIBEREREMO PRESTO DEI LE PEN: BARBARA COSTA RACCONTA UNA STORIA FAMILIARE FATTA DI SESSO, INTRIGHI, TRADIMENTI. E TANTI SOLDI - JEAN-MARIE EREDITA DA UN MILITANTE PATRIMONIO MILIONARIO E CASTELLO. DALLA MOGLIE HA TRE FIGLIE: MARIE-CAROLINE, YANN E MARINE. BIONDE, BELLE, CAZZUTE E SCAPESTRATE - LA MOGLIE PIERRETTE SCAPPA COL BIOGRAFO E POSA NUDA SU 'PLAYBOY' - YANN E LA FIGLIA ILLEGITTIMA MARION, ADOTTATA DAL MARITO (CHE POI LA MOLLA), MARIE-CAROLINE E LA SCISSIONE DAL FRONTE, E INFINE MARINE CHE CACCIA IL PADRE DAL PARTITO

Barbara Costa per Dagospia

marine e jean marie le penmarine e jean marie le pen

 

“Voterò Marine: turandomi il naso”: parla così Jean-Marie Le Pen, patriarca d’una famiglia spina nel fianco della politica francese da mezzo secolo. Una storia familiare unica quella dei Le Pen, piena di sesso, intrighi, imperdonabili tradimenti. E soldi. Quello dei Le Pen è un clan dove la fedeltà viene prima di tutto: se tradisci, sei finito.

 

Jean-Marie Le Pen fonda il Front National nel 1972 e lo finanzia coi pochi soldi della Serp, la sua casa discografica che pubblica i discorsi di Hitler e Mussolini. Ma Jean-Marie è un uomo fortunato: Hubert Lambert, ricchissimo militante del FN, muore e gli lascia tutto, compresa una casa principesca, il castello di Montretout.

marie caroline yann e marine le penmarie caroline yann e marine le pen

 

Vinta la causa contro gli eredi Lambert, Jean-Marie diventa milionario e si trasferisce a Montretout. Da sua moglie Pierrette ha tre figlie: Marie-Caroline, Yann e Marine. Un giorno Pierrette fugge dal castello con l’amante, il “fedele” biografo del marito. Jean-Marie cresce le figlie da solo, tutte e tre belle, biondissime, parecchio cazzute, un po’ scapestrate.

 

le pen castello di montretoutle pen castello di montretout

Le ragazze studiano poco, preferiscono le discoteche, organizzano feste ad alto tasso alcolico a Montretout quando Jean-Marie non c’è. Yann rimane incinta: nasce Marion, il padre è ignoto. Poco dopo Yann sposa Samuel Maréchal, un dirigente del FN, che dà il suo cognome alla bambina. Vivono tutti a Montretout. Marion crede che Maréchal sia il suo vero papà, a 13 anni scopre la verità: suo padre biologico è il giornalista Roger Auque.

 

jean marie marine le pen davanti al loro castello di montretoutjean marie marine le pen davanti al loro castello di montretout

Pure Marie-Caroline sposa un fedelissimo del padre, Philippe Olivier. Hanno tre figli e anche loro vivono a Montretout. Marie-Caroline fa politica attiva accanto al padre e al marito fino al “tradimento” del 1998: Marie-Caroline e Philippe appoggiano Bruno Mégret, la sua scissione dal Front National. Jean-Marie Le Pen caccia figlia e genero da casa e dalla sua vita per sempre. Nemmeno le cose tra Yann e Samuel Maréchal vanno bene: lui la lascia per la nipote di un ex presidente ivoriano. Jean-Marie caccia anche quest’altro genero da Montretout e dal FN.

pierrette le pen madre di marine su playboypierrette le pen madre di marine su playboy

 

Jean-Marie si innamora di Jany Paschos, un’ereditiera greco-olandese. Comincia una dura causa di divorzio da Pierrette che, mostrandosi nuda a 52 anni su Playboy, crede di poter ottenere dall’ex marito più soldi ricattandolo con cattiva pubblicità. Jean-Marie snobba le foto di Pierrette, che perde soldi, reputazione e quel poco d’affetto che le tre figlie abbandonate nutrivano ancora per lei (“Sei un immondezzaio pubblico” la attacca Marine su Paris Match).

 

Il legame si ricuce molti anni dopo, quando Pierrette è perdonata e addirittura riaccolta a Montretout. E’ Jany Paschos ad andarsene della reggia dei Le Pen. La donna si rivela una vera matrigna: chiama Marine una mocciosa ambiziosa, e per Marine la nuova moglie di papà è solo un parassita.

jean marie e marine le penjean marie e marine le pen

 

Marine si laurea in Giurisprudenza e fa l’avvocato. Sposa Franck Chauffroy, attivista FN, e come le sue sorelle lo porta a vivere a Montretout. Hanno tre figli: Jehanne e i gemelli Mathilde e Louis. L’avvocatura non è la strada di Marine: il padre l’ha scelta, è lei la sua erede politica.

 

Le insegna tutto, ogni astuzia, come parlare, muoversi, di chi fidarsi e no. Alle elezioni presidenziali del 2002 Jean-Marie è al ballottaggio con Chirac: un milione di francesi scendono in piazza contro Le Pen, e Chirac rifiuta con lui ogni confronto televisivo. Il FN ottiene solo il 17% dei voti. Le elezioni successive vanno anche peggio. Inizia l’era Marine, inizia la sua rivoluzione, e il suo tradimento al padre.

yann jany paschos jean marie marine e marie caroline le penyann jany paschos jean marie marine e marie caroline le pen

 

Per Marine il FN deve cambiare, sdemonizzarsi, togliersi di dosso ogni residuo fascista e antisemita. Via il colore nero da palchi e comizi, dentro il blu marine, basta sproloqui xenofobi, sì a un FN moderno, più moderato, nazionalista, in prima linea nelle battaglie di oggi che non sono più quelle di ieri, quelle di Jean-Marie.

 

La rivoluzione di Marine uccide l’amore col padre: la sua devozione filiale, il suo “è l’unico uomo della mia vita” che sfiora il complesso di Elettra, va in frantumi. Lui che l’ha cresciuta e plasmata, che si commuoveva in pubblico lodandola (“Marine è una vera femmina, un vero uomo politico”), ora non la riconosce più.

yann le pen roger auqueyann le pen roger auque

 

Marine divorzia dal primo marito e trova altri amori, e nuovi mariti, all’interno del FN. Marine apre alle unioni gay, si circonda di collaboratori gay dichiarati che posano nudi su riviste omosex. Per Jean-Marie tutto questo è orrore puro: vede i baffetti di Hitler vezzo sulla vagina della figlia per quei burloni di Charlie Hebdo, e non credo gli sia sfuggito il “parricidio” di Marine su Charlie Hebdo ridotto a materiale fecale.

marion marine e yann le penmarion marine e yann le pen

 

Nell’ottobre 2014 Marine va via da Montretout: la rottura col padre è totale. Jean-Marie si dichiara politicamente immortale, dice che le camere a gas sono un dettaglio della Storia, e Marine lo caccia dal FN. Al vecchio Le Pen nemmeno la carica di presidente onorario.

 

Marine Le Pen non rivendica meriti, quote rosa, diritti speciali perché politico-donna. Non si presenta migliore né peggiore dei suoi avversari maschi perché ha tette e vagina. Con lei è bandito ogni sculettamento, ogni posa ammiccante a favore di telecamera. E’ lì con le sue battaglie, giuste o sbagliate, in quanto individuo.

 

marion e jean marie le penmarion e jean marie le pen

Il suo programma politico è chiaro, le soluzioni tutt’altro: no all’euro, no alla Nato, stop a Schengen e immigrati, sì a Putin (e ai suoi 9 milioni di euro al FN!), no ad una Francia “amante degli USA e prostituta d’emiri panciuti”. Sì (stiracchiato) all’aborto, sì alla pena di morte per assassini, pedofili e stupratori, lotta alle prostitute e non ai clienti.

 

marine le pen samuel marechalmarine le pen samuel marechal

Marine se ne infischia delle accuse d’istigazione all’odio razziale per le sue frasi verso l’islam, delle critiche per le foto di decapitazioni Isis postate su twitter e per essersi rifiutata d’indossare il velo in Libano. Sa come parlare e spaventare. Ha occupato un posto politico lasciato pericolosamente vuoto, ha fatto suo un odio sociale che altri politici hanno a lungo snobbato, irriso.

marine le pen louis aliotmarine le pen louis aliot

 

Non ci libereremo facilmente dei Le Pen, sebbene per i politologi Marine abbia raggiunto il suo zenit e la conquista dell’Eliseo del toy-boy con la zeppola “non-sono-gay-scopo-Brigitte-da-oltre-20-anni” Emmanuel Macron sia scontata.

 

marine le pen collaboratore gaymarine le pen collaboratore gay

Marion Maréchal-Le Pen, la nipote di Marine, scalpita: ha idee più retrograde sui temi etici (è contro l’aborto, l’eutanasia, le unioni gay) ed è ai ferri corti con la zia. Di se stessa ha detto: “Sono una ricca viziata, non mi sono mai dovuta battere per ottenere qualcosa. Io sono nata già qualcuno”. 

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