renzi pisapia

“BASTA CON IL FUOCO AMICO O FARÒ UN PASSO INDIETRO” – COME DAGOANTICIPATO, PISAPIA STA PENSANDO DI RITIRARSI – “FARE IL LEADER NON ERA LA MIA INTENZIONE. ME LO HANNO CHIESTO AI PIU’ ALTI LIVELLI DI MDP” – POI ASSICURA: “ALLE ELEZIONI MAI IN UN LISTONE COL PD - LA BOSCHI? LA RIABBRACCEREI…”

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

 

 

bersani pisapiabersani pisapia

Giuliano Pisapia, lei sette mesi fa annunciava al Corriere la sua discesa in campo.

Ha cambiato idea? Sarà o no il leader della forza che dovrà pur nascere alla sinistra del Pd?

«Oggi è ancora più necessario un soggetto politico di centrosinistra, o sinistracentro, capace di assumere responsabilità di governo e rispondere ai bisogni del Paese, dal lavoro alla povertà. Di fare il leader non avevo nessuna intenzione. Me l' ha chiesto in particolare Articolo 1 ai suoi più alti livelli. Non ho alcun interesse personale, non cerco ruoli o poltrone».

 

Cos' è cambiato, allora?

«Più che cambiate, diciamo che molte cose si sono aggravate. I 5 Stelle dimostrano di avere difficoltà a individuare una classe dirigente, e ogni giorno cambiano idea su quasi tutto. Il centrodestra si rintana su posizioni sempre più estremiste e conservatrici. C' è ancora più bisogno di un progetto responsabile, ampio e aperto di centrosinistra in grado di diventare maggioranza.

SPERANZA PISAPIASPERANZA PISAPIA

 

Non è il momento di accontentarsi di fare testimonianza. Ma deve essere chiaro a tutti che possiamo vincere solo se supereremo le divisioni fra noi. Io sono e resto in campo per questo, per fare di tutto affinché una sintesi si trovi e il centrosinistra vinca. Ma non ho nessun problema a fare un passo indietro o anche di più. La mia professione, che si occupa di diritto e di diritti, continua ad appassionarmi. Mentre proprio non mi appassiona la politica urlata, l' insulto degli avversari e, ancor meno, il "fuoco amico"».

 

Ci sono davvero le condizioni per far nascere Insieme, l' alleanza che doveva unire le anime della sinistra che non si riconoscono nel renzismo?

«Le condizioni ci sono nella società, nel sindacato, nell' immensa prateria del volontariato laico e cattolico, nel mondo dell' ambientalismo e del civismo, tra le persone che non hanno tessere di partito. Poi, certo, quando la parola "insieme" diventa operazione di ceto politico, le cose si complicano.

GIULIANO PISAPIA IN TRIBUNALEGIULIANO PISAPIA IN TRIBUNALE

 

Vorrei farle vedere la mia agenda delle prossime settimane: mi invitano a confrontarmi nelle feste dei partiti, delle associazioni, la Caritas e Sant' Egidio. Le assicuro che non sono affatto solo a pensarla così. E voglio essere chiaro: il nuovo soggetto politico alle elezioni non farà parte di un "listone". Per quanto mi riguarda, è offensivo ritenere che Campo progressista possa accogliere un' eventuale richiesta di avere "nelle liste Pd alcuni posti più o meno blindati", come ha detto chi vuole far polemiche strumentali».

 

C' è però l' ostacolo della Sicilia. Renzi e Alfano hanno candidato Micari. Bersani vuole Fava. Come se ne esce?

«Fin dalla sua nascita Campo progressista ha fatto una scelta precisa: non partecipare direttamente a elezioni comunali e regionali, ma appoggiare candidati civici o espressione di una coalizione di centrosinistra. Ho letto in queste settimane vere e proprie "fake news" su mie prese di posizione che non ci sono mai state.

ORLANDO PISAPIA PRODIORLANDO PISAPIA PRODI

 

Mi sono limitato ad ascoltare alcuni sindaci siciliani. E tutti mi hanno confermato che una divisione del centrosinistra rischia fortemente di portare a una sonora sconfitta. Ecco perché nei giorni scorsi Campo progressista ha rivolto un appello a Micari e Fava: vedetevi, parlatevi.

 

Un ultimo, disperato tentativo. Solo ora Alternativa popolare, che era profondamente divisa, si è schierata con Micari, il quale avrebbe anche indicato un rappresentante di quel partito come suo vicepresidente. Una "coalizione" non civica, né tanto meno di centrosinistra, come era stato prospettato. Si poteva fare di più per evitare una situazione che probabilmente, ma spero di no, porterà in Sicilia alla vittoria delle destre o dei 5 stelle».

 

Quale dovrebbe essere secondo lei la legge elettorale?

«Il Mattarellum potrebbe garantire governabilità e rappresentanza, oltre al diritto dei cittadini a scegliere il proprio rappresentante».

pisapia sinistra a romapisapia sinistra a roma

 

Ma non ci sono i numeri in Parlamento.

«Personalmente avrei tentato: ci sono state aperture anche da parte di chi era contrario. Credo che ormai sia tardi per una nuova legge elettorale: andremo alle elezioni con il Consultellum, di fatto proporzionale. Dopo il voto ci potranno essere solo alleanze del tutto diverse, se non opposte, da quelle su cui i partiti si sono impegnati in campagna elettorale. Rispetto ai programmi su cui si è chiesto il voto ci saranno compromessi ignobili, al ribasso. Un vero e proprio tradimento degli elettori».

 

bersani pisapiabersani pisapia

È impossibile quindi una coalizione di centrosinistra, che vada da lei ad Alfano?

«Gli elettori chiedono chiarezza. Un accordo politico tra chi ha visioni profondamente diverse, se non opposte, porta alla palude. Questa maggioranza di governo è stata una necessità, ma guardare avanti significa costruire un progetto coerente. Il Pd non è autosufficiente; per questo ho sempre ritenuto che dovesse guardare a sinistra e non a destra. Purtroppo sta avvenendo il contrario».

 

orlando dalema bersani boldrini pisapiaorlando dalema bersani boldrini pisapia

Con Bersani come va? E con D' Alema? Ogni tanto la punzecchia, le ricorda il suo passato in Rifondazione comunista.

«Abbiamo un obiettivo comune: creare le condizioni perché il centrosinistra possa governare il Paese. Non basta dire cose di sinistra, bisogna essere capaci di farle. E per farle bisogna essere in maggioranza. Questa è la sfida, quindi usciamo dal personalismo e dal politicismo. Per quanto riguarda il mio passato di deputato indipendente in Rifondazione, ricordo che dopo aver votato la fiducia a Prodi mi sono astenuto sulla fiducia a D' Alema. Poi c' è stata la guerra in Kosovo e io, dopo aver votato contro, sono andato a dare il mio aiuto in un campo profughi».

 

PISAPIAPISAPIA

Ma D' Alema in Parlamento lo candiderete?

«Per le candidature - tutte - andranno individuati insieme criteri che tengano conto del radicamento sui territori. E la giusta miscela tra la novità e le esperienze. Per questa ragione ho chiesto che a valutare le candidature siano anche dei garanti che non andranno in Parlamento».

 

Gentiloni è un buon presidente del Consiglio? La manovra che si profila la convince?

PISAPIA BOLDRINIPISAPIA BOLDRINI

«Gentiloni interpreta la leadership in modo molto sobrio e solido. È considerato un interlocutore affidabile dai partner europei e mondiali. Ma la manovra non è, e non può essere, un aut aut a scatola chiusa. Si può trovare lo spazio per punti dirimenti: nuova occupazione e nuovi investimenti, lotta alle diseguaglianze, mondo della scuola. È importante che si faccia di tutto, ma davvero di tutto, per approvare alcune leggi, tra cui lo ius soli temperato e il biotestamento. Perché se vinceranno le destre non saranno mai approvate».

Giuliano Pisapia3Giuliano Pisapia3

 

E Minniti? Idranti nel centro di Roma, e la Brigata 48 in Libia contro i migranti: questa stretta sta portando a una violazione dei diritti umani?

«Non dimentichiamo che l' Italia ha salvato decine di migliaia di migranti nel Mediterraneo. È vero che sono diminuiti gli sbarchi, ma non possiamo ignorare le migliaia di profughi che sono nei campi libici in condizioni disumane, sottoposti a torture e violenze. La tutela dei diritti umani deve essere la nostra priorità. Dobbiamo creare le condizioni per un controllo sovranazionale sui campi profughi in Libia.

Non è facile, ma non possiamo tacere».

 

Laura Boldrini è diventata una sorta di capro espiatorio nazionale, sui social infuria una campagna contro di lei.

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«Frequento poco la rete, capisco sia utile ma è anche un luogo pericoloso, che deresponsabilizza le persone e le fa sentire libere di scrivere qualunque infamia. A Laura, che è stata vittima di una vera e propria barbarie, sono molto vicino. Condivido non solo la sua campagna per rendere la rete un luogo di confronto civile, ma anche il suo impegno per il rispetto dei diritti umani. La sua battaglia è la mia».

 

Da milanese che effetto le fa il ritorno di Berlusconi? Fuoco fatuo o resurrezione?

«È la dimostrazione della debolezza del centrodestra e contemporaneamente della sua forza. Per mantenere in vita il suo partito, Berlusconi è costretto a fare scelte che in più occasioni ha dimostrato di non condividere. Eppure, ricordando un protagonista di Carosello, intorno a Ercolino sempre in piedi il centrodestra, pur di vincere, riesce a essere unito».

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Invece su di lei il Foglio titola: "Pisapia subisce ancora".

«Preferisco subisca una persona sola che tante. Perché quello che stiamo cercando di fare non riguarda solo il futuro della sinistra ma anche, e soprattutto, il futuro del nostro splendido Paese».

Riabbraccerebbe la Boschi?

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«Certo».

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