REGENI, UN CASO DI STATO - L’EVENTUALE CONDANNA DA PARTE DELLA CORTE D’ASSISE DI ROMA NEI CONFRONTI DEI QUATTRO UOMINI DELLA NATIONAL SECURITY EGIZIANA, ACCUSATI DI AVER RAPITO, TORTURATO E UCCISO GIULIO REGENI, RISCHIA DI CREARE UN BEL CASINO PER GIORGIA MELONI: DOVREBBE POI CHIEDERE AD AL-SISI L’ESECUZIONE DELLA PENA - NEGLI ULTIMI UNDICI ANNI L’EGITTO SI E’ RIFIUTATO DI COLLABORARE E CONSEGNARE GLI IMPUTATI - PALAZZO CHIGI E’ PARTE CIVILE IN QUESTO PROCESSO: L’AVVOCATURA DELLO STATO HA CHIESTO DUE MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTO, DANNI DI CUI PUO’ ESSERE CHIAMATO A RISPONDERE LO STATO EGIZIANO…
GIUSTIZIA PER GIULIO - DOPO DIECI ANNI DI MANCANZA DI COLLABORAZIONE E DI MEZZE VERITÀ DALL’EGITTO, OGGI È IL GIORNO DELLA VERITÀ PER GIULIO REGENI: DAVANTI ALLA CORTE D'ASSISE DI ROMA, ARRIVERÀ LA SENTENZA PER I QUATTRO UOMINI DELLA NATIONAL SECURITY EGIZIANA ACCUSATI DI AVERLO RAPITO, TORTURATO E UCCISO – IL RICERCATORE STAVA MONITORANDO I SINDACATI INDIPENDENTI DEL PAESE, COMPRESO QUELLO DEGLI AMBULANTI, E IN ALCUNI APPUNTI RACCONTAVA DI COME FOSSERO COSTRETTI A SCAPPARE DALLA POLIZIA CHE ERA A CACCIA DI BUSTARELLE – DOPO ANNI DI ACCUSE INFAMANTI, DAL SUO DIARIO EMERGE CHE NON ERA UNO SPROVVEDUTO E, SOPRATTUTTO, NON ERA UNA SPIA...
BASTA PRESE PER IL CAIRO! - L’EGITTO HA CELEBRATO CON SOLENNITA’ L’INCONTRO TRA QUEL MERLUZZO DI TAJANI E AL-SISI, A DUE SETTIMANE DALLA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA SULL’OMICIDO DI GIULIO REGENI. SUL BANCO DEGLI IMPUTATI CI SONO QUATTRO UOMINI DELLA NATIONAL SECURITY EGIZIANA - AL-SISI VUOLE FAR PASSARE IL MESSAGGIO CHE I RAPPORTI TRA I DUE PAESI SONO IDILLIACI E TOGLIERE DI MEZZO IL CASO DEL RICERCATORE ITALIANO SCOMPARSO AL CAIRO NEL GENNAIO 2016 E RITROVATO MORTO POCHI GIORNI DOPO - LA STORIA DI NESSY GUERRA, L’ITALIANA BLOCCATA DA TRE ANNI IN EGITTO PERCHE'...
1. LA CONDANNA DEGLI 007 POTREBBE RIVELARSI UNA GRANA PER IL GOVERNO
Estratto dall’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”
Antonio Tajani Abdel Fattah Al Sisi
[...] La sentenza che oggi la Corte d'Assise di Roma pronuncerà sul sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni rischia di creare un problema non di poco conto per il governo di Giorgia Meloni.
Perché se la Corte dovesse condannare i quattro uomini della National Security egiziana accusati di quei reati, l'Italia si ritroverebbe tra le mani una sentenza delicata da maneggiare.
Non soltanto per quello che dice. Ma soprattutto per quello che, da quel momento, obbligherà l'Italia a chiedere all'Egitto: l'esecuzione della pena. E il ristoro dei danni da parte egiziana.
Il tempismo, diciamo così, non aiuta. Appena qualche settimana fa Antonio Tajani era al Cairo, ricevuto dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. In Egitto l'incontro era stato raccontato con grande enfasi: rapporti ricuciti, cooperazione rilanciata, stagione delle tensioni ormai alle spalle.
Se arriveranno le condanne, Roma non potrà cancellare nulla. Anzi, dovrà chiedere al Cairo di eseguirle. E dovrà farlo con un Paese che per quasi undici anni non ha consegnato gli imputati e non ne ha fornito neppure gli indirizzi, tanto che per riuscire a celebrare il processo è stato necessario un intervento della Corte costituzionale. Pensare che l'Egitto possa consegnarli adesso è praticamente impossibile. Pensare che l'Italia possa non chiederlo lo è altrettanto. [...]
Ma c'è un secondo fronte, finora rimasto molto più sotto traccia. Ed è quello dei soldi. Palazzo Chigi, infatti, in questo processo è parte civile. L'Avvocatura dello Stato ha chiesto agli imputati due milioni di euro di risarcimento, più una provvisionale immediatamente esecutiva di almeno 500 mila euro. [...]
Ma è qui che una condanna potrebbe aprire un capitolo nuovo. Perché se una sentenza italiana stabilisse che a sequestrare e torturare fino alla morte un cittadino italiano sono stati uomini della National Security, pubblici ufficiali egiziani che agivano abusando delle loro funzioni, si aprirebbe un altro scenario: di quei danni può essere chiamato a rispondere anche lo Stato egiziano.
Il tema è complicato, ma un precedente esiste. Ed è pesantissimo. È quello delle cause per i crimini nazisti e dei risarcimenti chiesti alla Germania. Nel 2014 la Corte costituzionale ha stabilito che l'immunità di uno Stato straniero non può arrivare al punto di cancellare il diritto alla tutela giudiziaria delle vittime di crimini gravissimi contro i diritti fondamentali.
Tradotto: secondo la Procura di Roma dovrebbe essere l'Egitto a risarcire l'Italia. Quello stesso Egitto che oggi è un Paese "amico", come dimostrano le visite ad al-Sisi. Cruciale nello scacchiere del Mediterraneo per l'energia e per la gestione dei migranti.
E che ancora nelle scorse ore provava a fare pressione utilizzando il caso di Nessy Guerra, una cittadina italiana agli arresti in Egitto con la folle accusa di adulterio e che, in via informale, è stata proposta come pedina di scambio. [...]
2. REGENI, GIUDICI IN CAMERA DI CONSIGLIO, SENTENZA ATTESA PER LE 18
(ANSA) - I giudici della prima Corte d'Assise di Roma sono entrati da pochi minuti in camera di consiglio per decidere sulle richieste di condanna avanzate dalla Procura di Roma nell'ambito del processo per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni avvenuto in Egitto nel 2016 e che vede imputati quattro 007 del Cairo.
Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha sollecitato, un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione. Si tratta del generale Tariq Sabir, dei colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. La sentenza è attesa per le 18.
Antonio Tajani Abdel Fattah Al Sisi
helmy uhsam
magdi ibrahim abdelal sharif
striscione per giulio regeni
mohamed ibrhaim athar kamel
Il colonnello egiziano Uhsam Helmi
giorgia meloni al sisi
Giulio Regeni 2 1
giulio regeni tutto il male del mondo
PAOLA DEFFENDI GIULIO REGENI
Giulio Regeni 2 2


