franco gabrielli polizia bologna

IL CAMPO LARGO RIPARTA DA GABRIELLI – L’EX CAPO DELLA POLIZIA, CON IL SUO PROFILO SECURITARIO-ISTITUZIONALE, INCHIODA ELLY SCHLEIN, GIUSEPPE CONTE E GLI ALTRI LEADERINI DI SINISTRA ALLE LORO RESPONSABILITÀ: “IL PRINCIPALE ERRORE È AVER PENSATO CHE LA SICUREZZA NON FOSSE UNA PRIORITÀ, MA LA SICUREZZA È UNA PRECONDIZIONE PER TUTTI I DIRITTI E TUTTE LE LIBERTÀ E RIGUARDA SOPRATTUTTO LE PERSONE PIÙ DEBOLI” – E PARLA DA ANTI-VANNACCI: “DELLA REMIGRAZIONE PENSO TUTTO IL MALE POSSIBILE. I VIDEO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN CUI ORDINA LA MORTE DEGLI AVVERSARI SONO MESSAGGI AGGHIACCIANTI” – MA (PER ORA) SI CHIAMA FUORI DALL’AGONE POLITICO: “HO GIÀ AVUTO MOLTE OCCASIONI E RESPONSABILITÀ E NON SONO ATTRATTO DA UNA PROSPETTIVA DI QUESTO GENERE”

Estratto dell’articolo di Gianluca Lettieri per “il Centro”

 

FRANCO GABRIELLI A REPUBBLICA DELLE IDEE

La sicurezza può diventare il pretesto per comprimere libertà e diritti, fino al rischio di uno «Stato di polizia».

 

Franco Gabrielli parte da qui per leggere il caso Roggero, le scelte di un governo «che insegue le pulsioni emotive del momento», l’ascesa di Vannacci.

 

L’allarme non arriva da un leader politico di opposizione, ma da un uomo delle istituzioni dalla carriera luminosa: Gabrielli è stato capo della polizia, prefetto di Roma e dell’Aquila, sottosegretario con Draghi, capo della Protezione civile e capo dei Servizi segreti.

 

Mario Roggero

Gabrielli, iniziamo dalla vicenda Roggero. Dove aveva fallito lo Stato prima che il gioielliere decidesse di inseguire i rapinatori, sparare loro e ammazzarne due? Nella prevenzione, nel controllo del territorio oppure nella protezione di chi aveva già subito rapine?

«Individuare una sola delle cause che lei propone appartiene quasi a una sorta di roulette russa. Sui temi della sicurezza bisognerebbe evitare un approccio manicheo o settoriale.

 

La sicurezza è il concorso di una serie di azioni e condizioni. Il contrasto al crimine resta la principale attività di chi è preposto a garantire l’ordine pubblico, attraverso il controllo del territorio. Ma bisogna anche intervenire sulle cause che determinano devianza e criminalità».

 

GIUSEPPE CONTE NICOLA FRATOIANNI ANGELO BONELLI ELLY SCHLEIN

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che la pena per Roggero è sproporzionata. Si può ritenere corretta la condanna e, allo stesso tempo, considerare eccessiva la pena? Oppure questa distinzione alimenta il populismo penale?

«La determinazione della pena avviene secondo criteri definiti.

 

Si calcolano aggravanti, attenuanti e il loro concorso. Se si comparano in maniera acritica pene inflitte per reati diversi, senza ricostruire i meccanismi con cui sono state determinate, non si dà un buon contributo né a distendere gli animi né a comprendere la complessità di queste situazioni. Trovo poi preoccupante il gioco di scaricare sempre sui magistrati».

 

In che senso?

Mario Roggero Mariangela Sandrone

«Molto spesso il problema principale sono le leggi e il modo in cui sono state scritte. È una questione che dovrebbe interessarci dal punto di vista dell’educazione civica».

 

La grazia può ricomporre la distanza tra giustizia e sentimento popolare o rischia di trasformare il capo dello Stato in un giudice politico delle sentenze definitive?

«Bisognerebbe salvaguardare una delle istituzioni di maggiore garanzia del nostro sistema e non coinvolgerla in questa battaglia.

 

Ognuno interpreta l’istituto della grazia come gli conviene, arrivando a presentarlo come un quarto grado di giudizio. Ma sono modalità che complicano il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Alla fine, le vittime sono queste ultime e la loro credibilità».

 

SERGIO MATTARELLA - CARLO NORDIO

Che rischio c’è quando si afferma che la difesa è sempre legittima?

«Il Far West. È una dichiarazione di fallimento di uno Stato che non riesce più a garantire i propri cittadini. Ed è anche un modo per trasformare i cittadini in bersagli.

 

Se il delinquente sa che dietro una porta c’è una persona armata, pronta a sparare al minimo segnale, non si presenta con le pistole finte: aumenta la propria aggressività e mette il cittadino in una condizione di pericolo ancora maggiore.

 

Le armi, inoltre, non devono soltanto essere possedute: bisogna saperle usare e conoscere i contesti nei quali vengono impiegate. Una conoscenza non corretta può risultare più lesiva per chi impugna l’arma che per chi dovrebbe esserne colpito».

 

elly schlein e giuseppe conte video dell account robertus vannaccius

Il fatto che Roggero abbia più follower di molti leader politici che cosa significa?

«Esiste nel Paese un sentimento per cui chi è vittima di un’aggressione viene preferito sempre e comunque a qualsiasi altra condizione.

 

Le paure portano i cittadini a immedesimarsi nella vittima e nella possibilità che debba rispondere e difendersi da sola.

 

 Questo dovrebbe interrogarci sul deterioramento dello Stato di diritto e sul fatto che valori come la salvaguardia della vita vengano messi profondamente in discussione. Chi utilizza in maniera disinvolta le paure dovrebbe capire che ci stiamo incamminando lungo un declivio estremamente pericoloso».

 

Sul Decreto sicurezza, è giusto dire che il governo sta inseguendo la destra estrema?

«Direi di sì. Più che inseguire la destra estrema, sta inseguendo le pulsioni emotive del momento. Tutti i provvedimenti hanno un fortissimo aggancio all’ultimo fatto di cronaca. Questo dimostra due cose».

 

Ovvero?

«La prima è che manca una strategia complessiva, altrimenti non saremmo arrivati al settimo provvedimento. La seconda è che la spirale delle pulsioni emotive si sa dove inizia, ma non si sa dove finisce».

 

FAKIR ANTICIPAZIONE FILOROSSO

Qual è il rischio estremo?

«Che si accetti l’idea che questa vagheggiata sicurezza abbia come contropartita la compressione di moltissime libertà e di moltissimi diritti».

 

Quali soprattutto?

«Le libertà delle persone, con controlli estremamente invasivi e la possibilità di diventare oggetto di uno Stato di polizia. Uno Stato di diritto non dovrebbe mai considerare auspicabile una soluzione del genere».

 

C’era necessità di una norma che escludesse il risarcimento per chi si macchia di reati?

franco gabrielli prefetto di roma (2)

«Il tema è considerare le persone titolari di diritti a prescindere dalle loro possibili connotazioni.

 

Può essere un atteggiamento capace di ottenere molto consenso, ma rappresenta un ulteriore slittamento rispetto alla salvaguardia di principi fondamentali. Anche chi delinque può essere destinatario di diritti, altrimenti perdiamo i fondamenti.

 

Poi sono scelte nella disponibilità di chi ha la rappresentanza politica del Paese: si può non essere d’accordo, ma bisogna essere consapevoli della direzione che si prende».

 

[…] A Bologna, nel caso della morte di Abderrahim Fakir durante un arresto, il fatto che la bodycam dell’agente fosse accesa dimostra la correttezza dell’intervento, almeno nelle intenzioni?

«Assolutamente sì. È ancora presto per un giudizio finale, ma considero molto positivo che l’operatore abbia acceso la bodycam prima di iniziare l’intervento. Continuo a ritenere che le nostre forze di polizia siano fondamentalmente sane».

 

In generale, che idea si è fatto?

scontri in piazza a bologna

«Sono situazioni molto delicate. Il contenimento è una delle attività più complicate per un operatore di polizia. Richiede professionalità e presenta molte variabili.

 

I giudizi a caldo, sia assolutori sia di condanna, dovrebbero lasciare spazio a una verifica più attenta di ciò che è accaduto».

 

[…]

 

A Bologna il problema potrebbe riguardare il comportamento dei singoli o l’assenza di protocolli efficaci tra polizia, 118 e servizi di salute mentale?

scontri in piazza bologna 1

«Prima aspetterei di capire esattamente come sono andate le cose. Dovremmo superare l’atteggiamento preventivamente assolutorio, come se riconoscere un errore fosse sempre negativo.

 

 L’errore è possibile in professioni complesse come quelle degli operatori di polizia e dei sanitari che intervengono in emergenza.

 

Se emerge una responsabilità, va sanzionata, ma bisogna anche capire dove si è sbagliato, correggere le procedure inadeguate e fare tesoro dell’errore. La ricerca del colpevole, da sola, non basta».

 

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore 33

Il sindaco Lepore avrebbe dovuto attendere prima di organizzare il presidio in piazza, considerando il rischio incidenti, che peraltro poi si sono verificati?

«Conosco la qualità morale del sindaco di Bologna e immagino che abbia agito proprio per evitare derive.

 

Purtroppo anche le intenzioni nobili non sempre producono risultati positivi, soprattutto quando si ha a che fare con chi considera la violenza uno strumento per esprimere un pensiero o un giudizio.

 

In democrazia dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che la violenza non è mai una modalità accettabile di manifestazione del dissenso. Va condannata senza se e senza ma».

 

[…]

 

Vannacci intercetta una domanda reale di sicurezza, alla quale la politica non ha risposto, oppure offre soluzioni semplici e pericolose a problemi complessi?

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

«Sta ripercorrendo qualcosa che abbiamo già visto. Ha il vantaggio di non aver governato e può sostenere cose che chi governa fatica a sostenere.

 

Governare è molto più complesso che fare proclami o ipotizzare soluzioni che sembrano risolutive. Quando si prova a metterle a terra, spesso quella capacità di risolvere i problemi scompare».

 

Della remigrazione che cosa pensa?

«Tutto il male possibile».

 

Ovvero?

SCONTRI BOLOGNA MANIFESTAZIONE DOPO MORTE FAKIR

«Un conto è rimpatriare chi non ha titolo per restare nel nostro Paese o costituisce un problema secondo le procedure previste. Un altro è sostenere che oltre una certa percentuale non possano esserci stranieri perché metterebbero in pericolo l’identità nazionale.

 

Prima prendiamo coscienza che abbiamo bisogno degli stranieri, prima possiamo costruire percorsi di integrazione. Perché proprio l’integrazione è la vera precondizione per evitare marginalità, illegalità e criminalità».

 

In quali ambiti l’Italia ha bisogno degli stranieri?

«Abbiamo un inverno demografico pazzesco. Negli anni Sessanta nascevano oltre un milione di italiani; oggi, compreso il contributo dei nuovi italiani, ne nascono poco più di 350mila. Gli stranieri sono presenti in molti lavori essenziali che noi non vogliamo più fare. È interessante anche un recente studio di Polis su Milano».

 

Che cosa afferma?

no tav scontri chiomonte

«Parla di circa 220mila persone, in massima parte immigrate, il cui lavoro povero costituisce la base sulla quale si regge un’economia così avanzata e di prima grandezza come quella milanese.

 

Lo stesso governo, che non è di certo tenero sul tema dell’immigrazione, ha previsto con il decreto flussi 450mila ingressi in tre anni. Il bisogno, dunque, esiste.

 

Ma il problema è anche ciò che accade dopo l’arrivo: il destino di queste persone, l’integrazione e la possibilità che diventino un’occasione di crescita per sé e per le comunità».

 

roberto vannacci

Il video realizzato con l’intelligenza artificiale e pubblicato da Vannacci, in cui ordina la morte di Schlein e Conte, che messaggio trasmette?

«È un messaggio agghiacciante. La stessa presidente del Consiglio ha sentito il bisogno di prenderne le distanze. È un segno della degenerazione e del degrado del dibattito politico».

 

Vannacci si è circondato di personaggi che fanno discutere: dall’abruzzese imputata per corruzione, che parlava di “bidet con lo champagne” regalato da un imprenditore, fino al picchiatore delle Marche. Che giudizio ne dà?

«Mi preoccupano più le idee e il consenso che raccolgono. I singoli personaggi, talvolta folcloristici, possono anche non portare a nulla. Il fenomeno politico è più importante.

 

Dovrebbe interrogarci il fatto che parole d’ordine, paure rappresentate e soluzioni facili abbiano una presa. I sondaggi non sono il voto, ma sono già un segnale».

 

IL POLLICE VERSO DI ELLY SCHLEIN

Qual è stato il principale errore della sinistra sulla sicurezza?

«Aver pensato che non fosse una priorità. La sicurezza veniva vista soltanto nella sua declinazione securitaria e quindi lasciata al linguaggio e all’agenda della destra.

 

È stato un errore perché la sicurezza è una precondizione per tutti i diritti e tutte le libertà e riguarda soprattutto le persone più deboli.

 

Chi ha disponibilità economiche o potere la sicurezza se la compra o ce l’ha per status. Mi sembra però che la sinistra stia prendendo coscienza del problema, e questo è positivo: deve costruire una propria proposta politica».

 

Con risorse limitate, nel campo della sicurezza che cosa metterebbe al primo posto: pattuglie, investigazione o formazione?

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 24

«Un migliore coordinamento delle forze. Le risorse saranno sempre limitate, per le grandi uscite e per i problemi demografici. Ottenere nuovo personale sarà sempre più complicato.

 

La vera sfida è utilizzarle al meglio. La politica, però, troppo spesso prova a occupare gli apparati invece di governarli. Finché manterrà questo atteggiamento, un coordinamento efficace sarà difficile».

 

La sua idea di sicurezza democratica, di cui parla nel libro “Contro la paura” scritto con Carlo Bonini, è soltanto una proposta culturale rivolta alla sinistra o può diventare un programma politico? E lei intende partecipare direttamente alla sua costruzione, magari con un incarico di governo?

carlo bonini - franco gabrielli - contro la paura

«Non è una proposta rivolta soltanto alla sinistra.

 

Può interessare anche il campo moderato che si colloca a cavallo tra gli schieramenti, chi non vive la politica come una curva da stadio. In questo momento sono interessato al dibattito.

 

Gli incarichi? Ho già avuto molte occasioni e responsabilità e non sono attratto da una prospettiva di questo genere».

 

Quindi, per il momento, non è interessato a eventuali ruoli di governo?

«Non pongo ipoteche sul futuro e non ho retropensieri. Se questo percorso si esaurirà, avrò comunque la coscienza a posto per aver provato a dare un contributo.

 

In questo momento non ricopro alcun ruolo e provo a mettere quasi quarant’anni di esperienza al servizio di un dibattito che riporti la sicurezza dalle emozioni ai dati e a un linguaggio di verità.

 

Il libro scritto con Carlo Bonini nasce da questioni che ho vissuto direttamente: mette in evidenza criticità e propone soluzioni. Mi interessano cose concrete, non le smargiassate propagandistiche o le posizioni fantasmagoriche».

 

La segretaria del Pd Elly Schlein ha dichiarato che lei è stato coinvolto nella proposta della sinistra sulla sicurezza. In che cosa consiste questo coinvolgimento?

«Partecipo a iniziative nelle quali porto il mio contributo. Questo corrisponde alla realtà. Se si intende un coinvolgimento diverso, non so a che cosa si riferisse». […]

roberto vannacciScontri No Tav cantiere Chiomonte 21Scontri No Tav cantiere Chiomonte 23giuseppe conte elly schlein 2Roberto Vannacci Sergio Mattarella video IA grazia Mario Roggero Mario Roggero video IAabderrahim fakirIl sindaco di Bologna Matteo Lepore 32bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse20presidio per abderrahim fakir a bologna foto lapresse LA MOGLIE DI MARIO ROGGERO MARIANGELA SANDRONE E LA FIGLIA LAURA

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