COCCI ROTTI A DESTRA! - DIETRO AL RICATTO HARD A TOMMASO COCCI, ASTRO NASCENTE DI FRATELLI D’ITALIA A PRATO, CI SAREBBE ANDREA POGGIANTI, ANCHE LUI EX MELONIANO - LA PROCURA HA CHIUSO LE INDAGINI: POGGIANTI È ACCUSATO DI DIFFAMAZIONE E DIFFUSIONE ILLECITA DI MATERIALE INTIMO. AVREBBE RICATTATO COCCI E DIFFUSO LA SUA FOTO CON L'AUGELLO DI FUORI - MA NON E' TUTTO: GLI INQUIRENTI FANNO RIFERIMENTO AD ALTRE PERSONE COINVOLTE. IL SOSPETTO NASCE DA INFORMAZIONI CONTENUTE NELLE LETTERE ANONIME EMERSE DURANTE L'INCHIESTA: I RICHIAMI ALLA LOGGIA MASSONICA "SAGITTARIO", DI CUI COCCI ERA STATO SEGRETARIO, FANNO IPOTIZZARE CHE EVENTUALI COMPLICI POSSANO ESSERE DEI "GREMBIULINI" - NELL'ATTO DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI NON COMPARE CLAUDIO BELGIORNO, CHE...
(ANSA) - PRATO, 18 MAR - La procura di Prato ha chiuso le indagini sul presunto ricatto a luci rosse ai danni dell'ex capogruppo di FdI nel consiglio comunale pratese, l'avvocato Tommaso Cocci. L'ex vicepresidente del consiglio di Empoli Andrea Poggianti - ex FdI - è accusato di diffamazione e diffusione illecita di materiale intimo nei confronti del suo ex collega di partito.
Le accuse sono legate all'invio di numerose lettere anonime contenenti fotografie private ed intime di Tommaso Cocci, 'astro' nascente della politica pratese la cui carriera è stata fermata da questa vicenda. Tra i reati ipotizzati figura anche il tentativo di violenza privata, poiché l'azione avrebbe avuto l'obiettivo di compromettere la candidatura alle Regionali di Cocci, come poi è effettivamente accaduto.
Secondo la procura di Prato, il piano avrebbe avuto un respiro ancora più ampio: colpire l'area politica vicina all'onorevole Chiara La Porta (FdI), adesso consigliera regionale. Partendo da motivazioni private — riconducibili a rancori personali — sarebbe nata, secondo le ricostruzioni dell'accusa, l'iniziativa di Poggianti.
Nel provvedimento di chiusura delle indagini si fa riferimento ad altre persone coinvolte, la cui posizione è trattata separatamente. L'ipotesi è che Poggianti abbia agito in concorso con altri. Il sospetto nasce da informazioni contenute nelle lettere anonime emerse durante l'inchiesta. I richiami alla loggia massonica Sagittario, di cui Cocci era stato segretario, fanno ipotizzare che eventuali complici possano provenire da ambienti massonici.
Nell'atto di conclusione delle indagini non compare Claudio Belgiorno, altro ex consigliere comunale di FdI a Prato - anche lui è uscito dal partito meloniano - ; inizialmente perquisito con l'ipotesi di un coinvolgimento nella presunta manovra diffamatoria. Secondo quanto si apprende, la sua posizione è stata momentaneamente separata - stralciata - per ulteriori verifiche.
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ANDREA POGGIANTI

