mattarella salvini di maio conte

DAGOESCLUSIVO - ATTENTI CHE MATTARELLA SBROCCA: IN UNA RIUNIONE COI SUOI COLLABORATORI PIÙ STRETTI HA MANIFESTATO TUTTA L'INSOFFERENZA PER L'ATTIVITÀ DI GOVERNO, E IN PARTICOLARE PER IL ''CARO'' CONTE, CHE PROMETTE PROMETTE MA POI FINISCE SEMPRE TRAVOLTO DAI DUE SCIAMANNATI VICEPREMIER - DECRETO SICUREZZA, SAVONA ALLA CONSOB, DECRETO SEMPLIFICAZIONI, POLITICA ESTERA, TRUPPE IN AFGHANISTAN: TUTTI I DOSSIER CHE FANNO INFURIARE LA MUMMIA SICULA. CHE DOPO LE EUROPEE CAMBIERÀ REGISTRO…

DAGONEWS

MATTARELLA E CONTE

 

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione di Mattarella con i suoi collaboratori più stretti, da cui è trapelata una notevole insofferenza per come procede l'attività di governo. Soprattutto, pare essersi incrinato il rapporto finora molto stretto e cordiale con il premier Conte. Intendiamoci, il rapporto resta cordiale, ma al Quirinale si sentono un po' presi in giro.

 

Ogni volta che Giuseppino l'avvocato degli italiani parla con Sergione, non manca di ascoltare le sue richieste, i suoi suggerimenti, i suoi pareri, davanti ai quali annuisce convinto, sorride, assicura ''Ci penso io''. E poi fa un po' come gli pare. Ci prova a trovare una mediazione tra ciò che è istituzionalmente corretto e le sparate di quella banda di sciamannati che guida il Paese. Solo che finisce quasi sempre nel caos, e con i suggerimenti del Colle totalmente disattesi.

 

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

Qualche esempio? La questione di fiducia sul decreto Semplificazioni, che segue quella sulla Finanziaria, due strappi che Mattarella avrebbe evitato volentieri. Ma ci sono state anche questioni più delicate: sul decreto Sicurezza di Salvini qualche profilo di incostituzionalità era stato sollevato dagli uffici del Quirinale, ma in modo ''soft'', perché Conte aveva garantito che tutto sarebbe stato aggiustato prima della conversione in legge.

 

Invece nisba: il Truce in divisa si è impuntato e non ha voluto modificare il testo, facendo fare una figuraccia al Capo dello Stato: ma come, lui firma, promulga e poi i presidenti di regione fanno i paladini del diritto rivolgendosi alla Corte Costituzionale?

 

carla ruocco con laura bottici e marcello minenna

Altra grana è la Consob. Premesso il ''no'' invalicabile su Minenna, Mattarella aveva chiesto un nome al di sopra delle parti e dei sospetti. Il dettaglio è che Salvini e Di Maio, un nome così non ce l'avevano. Così hanno scelto Savona per risolvere due problemi: l'impasse sulla poltrona da troppo vacante e il desiderio di dimissioni dell'82enne economista, che in otto mesi al ministero non ha lasciato traccia di sé.

 

Risolvere questi due problemi ne ha creati altri, ovviamente, come la pioggia di ricorsi che potrà funestare il mandato di Savona, tra legge Madia sui pensionati nella Pubblica Amministrazione e legge Frattini sugli incarichi per gli ex ministri (fermi per un anno). O come la furia della falange minenniana dentro al M5S, capitanata dalla sua carissima Carla Ruocco, che ora lo vuole almeno come direttore generale (e non è detto che ce la faccia).

SERGIO MATTARELLA PAOLO SAVONA GIUSEPPE CONTE

 

Quando Salvini ha chiesto perché mai non si potesse tenere al suo posto Mario Nava, ha capito che l'unico motivo per cui è stato cacciato era proprio per far posto a Minenna. Anche perché le ''incertezze'' sul distacco da dirigente dell'Unione Europea impallidiscono davanti al bordello giuridico-istituzionale che innesca la nomina di Savona.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

Altri motivi di scoramento? Quanti ne volete. Sul fronte internazionale, l'Italia fa una figuraccia dopo l'altra. Il governo è una banderuola impazzita. Il putiniano Salvini sostiene il trumpiano Guaidò, il Movimento 5 Stelle tiene in vita Maduro, caro a Putin. Di Maio, due volte ministro e una volta vicepremier, incontra i facinorosi gilet gialli sul loro territorio. Toninelli sfancula i francesi poi gli dà l'analisi prima che al governo. Con i leader europei, si passa dall'''ubriacone Juncker'' al ''Babbo Natale'' Moscovici, e in tutto questo il ministro degli Esteri Moavero, voluto da Mattarella, pare un figurante con tragico riporto che non sa che posizione tenere perché non esiste una linea comune su niente.

elisabetta trenta e mattarella

 

Chiudiamo l'elenco con la mossa della ministra Trenta che annuncia l'addio delle truppe italiane dall'Afghanistan senza aver prima consultato Mattarella né Moavero. E visto che il Presidente della Repubblica ''ha il comando delle Forze Armate e presiede il Consiglio supremo di Difesa'' (art. 87 Cost.) e che l'ultima parola spetta al Parlamento, diciamo che la ministra che dispone di centinaia di soldati è uno schiaffo istituzionale gravissimo. Lei ha poi corretto il tiro parlando di ''progressivo ritiro'', ma il danno è fatto.

 

di maio salvini

Dunque, come si muoverà Mattarella davanti a questo campo minato pieno di corpi smembrati? Conta di stringere i denti fino alle Europee, e in base ai risultati deciderà il da farsi. Finora ha lasciato che il governo facesse e disfacesse con relativa libertà. Dopo il 27 maggio potrebbe diventare molto più decisionista…

SALVINI DI MAIO CONTE

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…