elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – SIAMO ALLE SOLITE: IL CENTROSINISTRA LITIGA, SI SFARINA E POI PERDE: ALLE REGIONALI IN EMILIA-ROMAGNA, LIGURIA E UMBRIA, SE VA BENE, PD E M5S VINCERANNO SOLO BOLOGNA. A GENOVA ANDREA ORLANDO HA BRUCIATO UN VANTAGGIO DI 7 PUNTI E ORA È DIETRO A BUCCI – IL RETROSCENA SULLA NASCITA DELLA CORRENTE “D’ARIO”: FRANCESCHINI AVEVA APPARECCHIATO LA SUCCESSIONE PER LA MOGLIE MICHELA DI BIASE, MA I SUOI LE HANNO PREFERITO NARDELLA – QUANTO CONTA CONTE? SE NON VINCE, E BENE, LA SFIDA CON GRILLO ALLA COSTITUENTE, LA SUA LEADERSHIP È FRITTA…

DAGOREPORT

IL CAMPO LARGO VISTO DA ALTAN

Se Giorgia Meloni avesse qualche vago timore che l’opposizione possa danneggiarla, può stare tranquilla.

 

Quelle sabbie mobili soprannominate “campo largo” stanno, di giorno in giorno, risucchiando le speranze di Pd, M5s e centrotavola vari, di andare un giorno al Governo.

 

Nel Partito democratico, si naviga ormai a vista: le difficoltà del Governo meloni non si trasformano in consenso per i dem, anzi.

 

Gli ultimi sondaggi registrano un calo del partito nel gradimento degli elettori. Elly Schlein è stata invisibile per tutta l’estate, lasciando praterie agli esponenti di Governo per suonare la grancassa a un esecutivo in difficoltà.

 

nardella franceschini

Al Nazareno poi non mancano le lotte fratricide: gli ex Ds e gli ex Margherita si schifano cordialmente al punto da evitare di pranzare negli stessi locali intorno a Montecitorio.

 

All’interno delle stesse correnti si consumano vendette e dispetti. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello che ha portato alla nascita della “corrente D’ario”. I pissi pissi dem sostengono che l’onnipresente Franceschini, con un occhio al partito dopo di sé, abbia indicato la moglie, Michela Di Biase, come la persona più adatta a raccogliere il suo testimone alla guida della sua corrente AreaDem. L’investitura “matrimoniale”, però, sarebbe andata di traverso agli altri franceschiniani, che si sono sentiti scalzati dal “familismo” dell’ex ministro della Cultura.

 

FRANCESCHINI DI BIASE

A quel punto, la “rivolta” avrebbe prodotto un nuovo leaderino, cioè Dario Nardella: l’ex sindaco di Firenze si è sentito legittimato a farsi re (ma travicello), vertice alto di un triumvirato che comprende anche Roberto Speranza e, appunto, Michela Di Biase, in Franceschini. Un ruolo, il suo, più pesante anche per la graduale “ritirata” di Base Riformista: l’area che fa capo a Lorenzo Guerini è ormai un gruppuscolo sparso e meno influente di un tempo.

 

RICCARDO MAGI - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - FOTO LAPRESSE

Nardella, che non brilla per carisma e brillantezza, è riuscito a cogliere un aspetto chiave dello sconfittismo de’ sinistra. Nell’intervista di oggi a “Repubblica”, ha sentenziato: “A fare rabbia è che il centrodestra è molto più diviso di noi su tutto, da Putin allo Ius scholae, dall’autonomia ai diritti, eppure restano saldi al potere e riescono anche a tornare uniti a tutte le tornate elettorali.

 

Noi abbiamo molti meno elementi di frizione, eppure non riusciamo a costruire un’alleanza strategica e duratura”.

 

giuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti

Te credo, visto che il principale alleato del Pd, il Movimento 5 Stelle, è dilaniato a sua volta da una lotta di potere tra Grillo e Conte, che vedrà lo showdown dal 4 ottobre, con la Costituente del M5s. L’ex avvocato del popolo è in bilico: per imporre la sua leadership ha bisogno dell’approvazione di almeno la metà più uno degli iscritti.

 

È una partita a scacchi complessa, quella di Conte, perché deve affrontare il malumore di Beppe-Mao, che non vuole essere pensionato; il ribellismo della base dura e pura, che non accetta lo snaturamento dell’alleanza con il Pd; le ambizioni degli ex big trombati (Fico, Taverna, Fraccaro, Buffagni, Spadafora eccetera), che non perdonano a Peppiniello la “colpa” di non averli riciclati in qualche modo, magari con uno strapuntino in qualche cda.

 

giuseppe conte beppe grillo

Anche se dovesse uscire vincitore dalla Costituente, sarà rilevante il come: una vittoria di misura lo renderebbe “Vis-Conte” dimezzato, spaccando ulteriormente il M5s. E c’è l’ipotesi, neanche così remota, che il piano di “riforma” del Movimento in partito venga bocciato, tanto che lo stesso ex premier non ha escluso l’addio: “Non intendo nascondere la responsabilità per la sconfitta ed offro la disponibilità a mettermi per primo in discussione. Sono pronto a farmi da parte”.

 

È questo scenario ad aver inasprito i toni e le posizioni di Giuseppe Conte? Nel Pd se lo chiedono, visto che nelle ultime settimane il fu avvocato del popolo non ha perso occasione di mettersi di traverso: dal mancato Aventino sul cda Rai alla solita guerra in Ucraina, fino al rapporto con Renzi. “Lo fa perché è in campagna elettorale”, sentenziano i più ottimisti, convinti che dopo la Costituente Conte tornerà il solito bonaccione democristiano.

 

RENZI CONTE

Elly Schlein è confusa: il suo principale alleato non dà segnali di affidabilità, e il suo migliore amico, oggi, è il suo ex peggior nemico: Matteo Renzi.

 

In questo sfarinamento politico, il centrosinistra viaggia dritto verso la solita scoppola elettorale. Se qualche mese fa al Nazareno si dava per certo un tre a zero alle regionali in Emilia-Romagna, Umbria e Liguria, ora viene considerato un miracolo vincerne una sola (l’Emilia-Romagna). Un esempio su tutti: a Genova il candidato del centrosinistra, Andrea Orlando, qualche settimana fa era dato in vantaggio (+7%) su Marco Bucci. Ora è stato sorpassato ed è indietro di un punto percentuale.

 

BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE - MEME BY BOCHICCHIO

Come scrive oggi Serenella Mattera su “Repubblica”: “la sfida contro Marco Bucci è sul filo: se il centrodestra a fine ottobre riconquistasse la Regione di ponente, affronterebbe con più slancio, tre settimane dopo, le elezioni in Umbria ed Emilia Romagna. E non è detto che non si riapra intanto anche lì, dove il campo largo già ingloba i centristi, una discussione sulle liste: in casa M5S non lo escludono più.

 

Per fortuna, dalla prospettiva dei dem, Bologna non è Genova, lì i renziani già sono in maggioranza e la coalizione è forte. Meno salda l’Umbria, dove il centrodestra per vincere ha imbarcato il discutibile Bandecchi. Così uno slittamento umorale già si avverte: gli stessi che nel Pd un mese fa scommettevano sul 3 a 0, ora fanno notare che si parte da 2 giunte a 1 per la destra, se si ribalterà il risultato sarà un successo”

 

 

andrea orlando elly schlein

APRITE LE FINESTRE AL NAZARENO, ARRIVA LA CORRENTE “D’ARIO”! I RIFORMISTI DEM, SENZA LEADER DOPO CHE BONACCINI HA INCASSATO LA PRESIDENZA PD, SI RIORGANIZZANO. DARIO NARDELLA LAVORA A UN ASSE CON LA SINISTRA DI ROBERTO SPERANZA, LA MOGLIE DI FRANCESCHINI MICHELA DI BIASE E PEZZI DI "AREADEM", LA STORICA “MACCHINA” DI "SU-DARIO" (PER QUESTO LA CORRENTE E’ STATA RIBATTEZZATA “D’ARIO”) – DIETRO QUESTO RIMESCOLAMENTO C’E’ LA LONGA MANUS DI FRANCESCHINI, IL “PADRINO” DI SCHLEIN (CHE NON DORMIRA' SONNI TRANQUILLI)

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/aprite-finestre-nazareno-arriva-corrente-409451.htm

 

NARDELLA: “RITROVIAMO L’UNITÀ SUI TEMI”

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

(integrale: https://www.repubblica.it/politica/2024/09/30/news/dario_nardella_campo_largo_unita_temi-423526154/)

dario nardella chiara lanni foto di massimo sestini

 

Onorevole Dario Nardella, l’alleanza di centrosinistra è in crisi?

«Non parlerei di crisi. Certo ci sono divergenze, come abbiamo visto in Liguria, dove fra un mese si terranno elezioni importanti, ma non sono le Politiche. E ricordiamoci anche che in Umbria e in Emilia Romagna corriamo con una coalizione larga. Dopodiché non dobbiamo mai sottovalutare i segni di difficoltà».

 

E che cosa ci dicono queste difficoltà?

«A fare rabbia è che il centrodestra è molto più diviso di noi su tutto, da Putin allo Ius scholae, dall’autonomia ai diritti, eppure restano saldi al potere e riescono anche a tornare uniti a tutte le tornate elettorali. Noi abbiamo molti meno elementi di frizione, eppure non riusciamo a costruire un’alleanza strategica e duratura». […]

IL MEME POSTATO DA NARDELLA SULL ASSONANZA CON BARDELLAtoti bucciandrea orlando elly schlein foto di bacco

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)