DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...
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Contrordine camerati, si torna a destra! L'irresistibile ascesa di Roberto Vannacci sta possedendo come un incubo gli otoliti di Giorgia Meloni.
Di certo l'Evita Peron del Colle Oppio non poteva prevedere l'exploit dell'ex parà della Folgore di riuscire a fondare un partito ai primi di giugno 2026 e dopo appena 30 giorni balzare prepotentemente nei sondaggi al 6%, sgretolando la Lega di Salvini come un giochino della Lego.
Cannibalizzato il Carroccio, ben alimentato dallla galassia MAGA, Vannacci ha cominciato a erodere i consensi di Fratelli d’Italia e a imbarcare i parlamentari che affidano a Futuro Nazionale la speranza di essere rieletti nel 2027 (l'ultimo, il forzista siculo Calderone). Se a Montecitorio Futuro Nazionale conta ben 9 deputati, gli ultimi sondaggi lo rilevano all'8%.
Numeri che hanno pesantemente sovvertito, fino al punto di accendere l'"allarme rosso", l'ultima riforma rimasta in mano alla Ducetta dopo il flop del premierato, giustizia e autonomia: la nuova legge elettorale dotata di un premio di maggioranza decisamente fuori dalla ragione democratica (70 deputati e 35 senatori per la coalizione che raggiunga il 42%).
Ma se i numeri di Vannacci venissero confermati dalle urne alle politiche del 2027, il traguardo del 42% diventerebbe una chimera che si potrebbe trasformare in un boomerang per l'Armata Branca-Meloni, issando a Palazzo Chigi un centrosinistra miracolato dal Campolargo.
Che l'Underdog sia particolarmente agitata si è intuito chiaramente dal suo intervento a Fenix, la kermesse dei fratellini d’Italia, in cui ha annunciato il divieto di burqa e hijab a scuola e il numero limitato di stranieri nelle classi. E' vero, manca una legge anti-kebab, ma date tempo al tempo ed arriverà pure questa.
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
Un cambio di rotta per la fu Draghetta, che in una volta sbarcata al governo con il suo manipolo di camerati ha cercato di barcamenarsi inventandosi prima "pontiera" tra l'Unione Europea e Trump, poi flirtando con Ursula von der Leyen e il centrismo del Partito Popolare Europeo, infine mollando, una volta sconfitto, il filo-putiniano Orban per aggrapparsi alla giacchetta del cancelliere tedesco Merz.
Un camaleontismo senza limitismo che non poteva non lasciare spazio libero alla sua destra nel quale si è infilato come uno squalo l'ex generale, che ha ripescato e propagandato lo stesso programma populista-sovranista che ci ha inflitto Giorgia Meloni quando sedeva nei banchi dell'opposizione.
La Statista della Sgarbatella, che avrà tanti difetti ma di certo sa annusare l’aria che tira, ha una priorità: riposizionarsi a destra e riacciufare quello zoccolo post-fascio che oggi preferisce l'originale al taraccato, lo zucchero al dietor, la postura da gerarca di Robertino alle smorfie e alle battute romanesche di Giorgia.
Un riposizionamento che va condotto con la massima urgenza, vedi l'atteso cambio dello staff della comunicazione che si apprende a fare, con l'uscita di scena del suo social manager Longobardi e le voci ricorrenti su Gian Marco Chiocci come suo portavoce.
friedrich merz donald trump giorgia meloni g7 evian francia
Anche perché, agli occhi della Fiamma Magica, il sistema di potere democristiano dell’Unione Europa sta scricchiolando. Il vento di destra soffia in Francia, dove Martine Le Pen è data favorita per il voto per l’Eliseo del prossimo aprile, e in Spagna, dove il socialista Pedro Sanchez rischia seriamente di dover lasciare alla poltrona nelle elezioni nel 2027, in caso di un’alleanza tra i popolari e i neofranchisti di Vox di Pedro Abalscal per creare un esecutivo.
Uno scenario in cui Meloni aggiunge la Germania flagellata dai para-nazi di Afd: se il cancelliere Friedrich Merz fosse costretto a rassegnare le dimissioni, molti esponenti del partito cristiano-democratico tedesco (Cdu) sarebbero già pronti a governare insieme all’Afd.
GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN - FOTO LAPRESSE
E a quel punto, in caso di una netta svolta a destra in Europa, la Ducetta avrebbe gioco facile ad “aprire” a un’alleanza con Roberto Vannacci, costringendo così Lega e Forza Italia a ingoiare l'amaro boccone di Futuro Nazionale per poter restare al governo.
Ecco perché, in barba alle mille voci di voto anticipato, alla
"Premier Duracell" conviene provare a portare a termine la legislatura fino alla scadenza naturale, a ottobre 2027, quando sarà chiaro l'assetto delle forze in campo nell'Unione Europea e magari, ciò che oggi è bollato come una follia (imbarcare il post fascio Vannacci), diventerebbe una abile mossa per riprendere potere a Bruxelles.
giorgia meloni guida una mini a madrid con santiago abascal
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
matteo salvini selfie con jordan bardella e marine le pen alla festa della vittoria a mormant sur vernisson
GIORGIA MELONI CONTRO ELLY SCHLEIN - FENIX
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
SANTIAGO ABASCAL CON GIORGIA MELONI
roberto vannacci 2
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
roberto vannacci alla versiliana 3
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3


