manfred weber roberta metsola antonio tajani ursula von der leyen plenkovic mitsotakis donald tusk ppe

A DARE LE CARTE IN EUROPA SARANNO ANCORA I POPOLARI – IL PPE, PUR RIDIMENSIONATO (E SENZA ESSERE AL GOVERNO IN FRANCIA E GERMANIA) SARÀ IL PRIMO PARTITO E RIVENDICHERÀ LA POLTRONA PIÙ IMPORTANTE: LA COMMISSIONE. MA CHE SUCCEDE SE URSULA DOVESSE FINIRE UCCELLATA PER LE SUE FREQUENTAZIONI MELONIANE? WEBER SPINGE ROBERTA METSOLA, GLI UNICI ALTRI CANDIDATI SONO IL CROATO PLENKOVIC E IL GRECO MITSOTAKIS, CONSIDERATI UN PO’ DEBOLUCCI – COMUNQUE, SARÀ IL POLACCO DONALD TUSK A TRATTARE…

Estratto dell'articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”

 

Manfred Weber e Ursula von der leyen

Concavo e convesso. Moderato, ma all'occorrenza pronto ad allearsi con la destra radicale. Ambiguo quanto basta […] per tenersi aperte tutte le porte. Di lotta, quando necessario, ma preferibilmente di governo. Soprattutto all'interno delle istituzioni di Bruxelles, dove punta a occupare le posizioni cruciali.

 

Con ogni probabilità, il Partito popolare europeo sarà ancora il […] più votato a livello continentale e dunque il primo gruppo al Parlamento europeo, ma – per la prima volta nella storia – non sarà al governo né in Francia né in Germania nel momento in cui bisognerà scegliere i nuovi vertici Ue. E questo potrebbe avere un impatto.

 

emmanuel macron olaf scholz

Sono passati soltanto cinque anni, ma sembra ormai lontanissima l'epoca in cui il Ppe guidava contemporaneamente la Commissione (con Jean-Claude Juncker), il Consiglio europeo (con Donald Tusk) e il Parlamento europeo (con Antonio Tajani) in un regime di quasi monopolio.

 

Ora i popolari devono fare i conti con un emiciclo molto più frammentato e, soprattutto, con un peso nettamente minore al tavolo dei governi. Da un punto di vista numerico, il Ppe resta il partito con più esponenti che siedono al Consiglio europeo (ben 11 su 27), ma il loro peso specifico è nettamente ridotto rispetto a un tempo.

 

donald tusk ursula von der leyen

Detto di Francia e Germania, dove il Ppe sta all'opposizione, il Paese più grande guidato da un premier popolare è la Polonia di Donald Tusk. Spetterà a lui cercare di difendere al primo vertice post-elezioni la candidatura di Ursula von der Leyen, che ha iniziato a zoppicare proprio al congresso del partito tenutosi a Bucarest all'inizio di marzo a causa delle numerose defezioni interne. L'attuale presidente resta al momento la favorita, ma nel caso in cui gli altri leader alzassero un muro, spetterà a Tusk cercare di difendere quel posto per uno, o una, della famiglia.

 

antonio tajani roberta metsola

«Per nessuna ragione al mondo, se si confermerà primo partito, il Ppe rinuncerà alla guida della Commissione» garantisce una fonte di alto livello del partito. «Qualsiasi altro candidato – prosegue – non avrebbe il nostro sostegno in Parlamento. E senza il Ppe non può esserci alcuna maggioranza».

 

E se l'opzione Von der Leyen non dovesse decollare? Secondo diverse fonti, il primo nome nella lista di Manfred Weber è quello dell'attuale presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola […]. Weber ha una certa esperienza con la bocciatura dei candidati Ppe alla presidenza della Commissione, visto che cinque anni fa fu proprio lui la vittima del veto di Macron in un percorso che poi portò alla nomina di Ursula von der Leyen.

 

MANFRED WEBER A PALAZZO CHIGI PER INCONTRARE GIORGIA MELONI

Ora che è il presidente del partito e che intende ricandidarsi come capogruppo in Parlamento, il bavarese potrebbe sponsorizzare la maltese nel caso in cui servisse un piano B. Ma Weber non siede al tavolo del Consiglio europeo e non sarà presente alla cena tra i 27 leader Ue che è in programma il prossimo 17 giugno: toccherà a Tusk negoziare con gli altri capi di Stato e di governo per conto del Ppe.

 

E così nel quartier generale del partito in rue du Commerce a Bruxelles, […] si discute a bassa voce dei piani alternativi. Il nome che circola con più insistenza come alternativa a Von der Leyen è quello del premier croato Andrej Plenkovic, […] esponente di uno Stato piccolo, l'ultimo a entrare nell'Ue e nell'Eurozona, in uno scenario che servirebbe a tendere la mano ai Paesi dell'Europa Centro-Orientale.

 

ANDREJ PLENKOVIC 2

L'altro è quello del premier greco Kyriakos Mitsotakis, altra figura di spicco all'interno del Ppe (nonché primo sostenitore, con Tusk, della candidatura di Von der Leyen), ma il diretto interessato continua a dire di non essere interessato. Entrambi saranno al tavolo delle trattative al Consiglio europeo, il che potrebbe essere un'arma a doppio taglio perché […] potrebbero essere accusati di muoversi favorendo i loro interessi personali.

 

Nelle scorse settimane, socialisti, verdi e liberali hanno chiesto al Ppe di firmare una dichiarazione in cui i gruppi si impegnavano a non cooperare in alcun modo con i partiti che fanno parte dei Conservatori o di Identità e Democrazia. Il partito popolare non l'ha firmata perché sta portando avanti una linea caratterizzata da un'ambiguità strategica.

 

kyriakos mitsotakis vittoria elezioni 25 giugno 2023

Da un lato, il suo leader Manfred Weber continua ad assicurare che «il punto di partenza» per negoziare un programma elettorale per la prossima legislatura sarà la coalizione formata da Ppe, socialisti e liberali. Dall'altro, però, non esclude una collaborazione con i partiti alla destra del Ppe, a patto che siano «europeisti, anti-Putin e a favore dello Stato di diritto».

 

Un identikit tracciato anche da Ursula von der Leyen che aprirebbe per esempio al dialogo con Fratelli d'Italia, ma non con Afd o il Rassemblement National di Marine Le Pen. Il ragionamento è semplice: i margini per una maggioranza "tradizionale" sono risicati e siccome bisogna mettere in conto una quota di franchi tiratori, è necessario trovare un sostegno per superare la soglia del 361 voti necessari per eleggere il presidente della Commissione.

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

All'interno dello stesso Ppe, però, ci sono visioni diverse per quanto riguarda il dialogo con la destra. In Italia, Finlandia, Croazia e Svezia i partiti affiliati al Ppe già governano in coalizione con la destra radicale oppure grazie al loro sostegno esterno, idem a livello regionale in Spagna. Il partito di Donald Tusk, Piattaforma Civica, è invece "allergico" ai conservatori di cui fa parte la formazione Diritto e Giustizia del suo rivale Mateusz Morawiecki.

 

Una cosa però è certa: c'è una forte influenza della destra radicale sulla linea politica del Partito popolare europeo, che su molte questioni si è spostato su posizioni più estreme […]. È il caso per esempio delle politiche migratorie: nel suo programma elettorale per le Europee, il Ppe ipotizza una nuova riforma per consentire politiche simili al cosiddetto "modello Ruanda"[…]. Oppure ancora del Green Deal che ha visto i popolari sacrificare alcune parti della «nuova strategia di crescita dell'Unione europea» […] sull'altare degli agricoltori, altra platea elettorale alla quale il Ppe è particolarmente attento.

Manfred Weber e Ursula von der leyen

 

Un segnale in questa direzione è atteso a breve, quando i cristiano-democratici potrebbero accogliere tra le proprie fila il partito dei contadini olandesi (BBB). […]Dai Paesi Bassi dovrebbero arrivare anche gli esponenti del Nuovo Contratto Sociale, il cui capolista è proprio l'ex portavoce di Weber, Dirk Gotink. E se i liberali di Mark Rutte dovessero essere espulsi da Renew per via dell'alleanza con Wilders (la resa dei conti è rimandata al post-elezioni), il Ppe sarebbe certamente pronto ad accoglierli a braccia aperte. […]

kyriakos mitsotakis al seggio GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN MANFRED WEBER - URSULA VON DER LEYEN - ROBERTA METSOLA - CONGRESSO DEL PPE

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…