marattin giorgetti bollette

AI DEPUTATI FREGA TALMENTE TANTO DELLE BOLLETTE DEGLI ITALIANI CHE QUANDO SE NE PARLA NON SI PRESENTANO NEPPURE - FIGURACCIA DELLA POLITICA DI FRONTE AL MINISTRO DELLO SVILUPPO GIORGETTI, CONVOCATO DALLE COMMISSIONI BILANCIO E FINANZE PER DISCUTERE DEL DECREO AIUTI E DEL CARO ENERGIA: IN VIDEOCONFERENZA SI SONO COLLEGATI SOLO 15 PARLAMENTARI SU 94, E COSÌ L'AUDIZIONE È STATA PER POCHI INTIMI, INSOLITA E SENZA DOMANDE...

Gianluca De Rossi per “Il Messaggero”

 

audizione con marattin e giorgetti sulle bollette

Un'audizione per pochi intimi, insolita e senza domande, e che ha fatto arrabbiare (e non poco) chi alla Camera dei deputati quell'audizione l'ha convocata: «Mi sembra che non facciamo una bella figura né nei confronti di chi chiamiamo né di chi ci guarda».

 

Le parole del presidente della commissione Finanze della Camera Luigi Marattin, che ieri a mezzogiorno ha chiamato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a parlare del dl Aiuti davanti alla quinta commissione Bilancio, tesoro e programmazione, e alla sesta Finanze, esprimono tutta l'amarezza di chi si è trovato di fronte alle tante assenze e alle bocche cucite dei deputati.

 

GIORGETTI CONVOCATO PER PARLARE DI BOLLETTE

Già, sala deserta e zero domande, nonostante l'importanza del tema dell'audizione trasmessa in diretta sul canale satellitare della Camera: misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina.

 

Alla seduta, quindi, ha partecipato in presenza solo il presidente della commissione Marattin, di Italia viva, mentre si sono collegati da remoto solo 15 deputati su un totale di 94, 48 componenti della commissione Finanze e 46 della commissione Bilancio.

 

giancarlo giorgetti foto mezzelani gmt 057

I deputati, infatti, avevano la possibilità di partecipare all'audizione in videoconferenza, ma sarà che ieri era lunedì (giorno difficile per tutti i lavoratori), oppure il tema, il dl Aiuti, sta di fatto che molti deputati hanno preferito disertare l'audizione del ministro che loro avevano richiesto.

 

E questo nonostante non fosse stata richiesta la presenza alla Camera: la maggior parte dei deputati non si è neppure collegata in videoconferenza, un po' come hanno fatto gli studenti meno diligenti durante la Dad con i prof, o come quei lavoratori definiti «fannulloni» dal ministro Brunetta che hanno interpretato lo smart working come un liberi tutti.

 

E a Giorgetti non hanno rivolto domande neppure i suoi: solo due i leghisti presenti all'audizione (Comaroli e Ribolla) sui complessivi 17 esponenti del Carroccio (8 in commissione Finanze e 9 in quella Bilancio).

 

marattin boschi

LA REAZIONE

Il presidente della commissione Finanze, evidentemente contrariato, alla fine dell'intervento durato 15 minuti del ministro dello Sviluppo economico ha preso l'impegno «di rivedere in senso ancor più restrittivo le audizioni nei provvedimenti di cui saremo responsabili - ha detto Marattin -.

 

giancarlo giorgetti foto di bacco (4)

Ringrazio molto il ministro Giorgetti e mi scuso per quanto accaduto. I deputati hanno pieno diritto di fare oppure non fare domande, ci mancherebbe altro, ma non penso ci facciamo una bella figura a chiamare un ministro in audizione e poi non fargli neanche una domanda».

 

CARO ENERGIA

E pensare che il tema dell'audizione del ministro Giorgetti davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, il caro energia, tocca le tasche di tutti gli italiani. «Evitare che il Paese torni in recessione è un obiettivo irrinunciabile - ha detto ieri Giorgetti -. Per questo il governo è intervenuto a sostegno delle imprese con il decreto Aiuti ed è pronto a intervenire di nuovo, tempestivamente, nel caso in cui il contesto macroeconomico peggiorasse ulteriormente».

 

marattin

Giorgetti ha individuato «gli spazi finanziari indispensabili per supportare il sistema delle imprese sottoposto a un duplice stress: quello causato dal forte innalzamento dei costi delle materie prime e dei semilavorati, oltre che dalle difficoltà di approvvigionamento degli stessi, e quello derivante dalla condizione di incertezza generale che, oltre a frenare la propensione al consumo, specie dei beni durevoli, non agevola le imprese nel programmare gli investimenti produttivi in un arco temporale di medio-lungo periodo».

 

Obiettivo strategico per evitare che il Paese ritorni in recessione che, per Giorgetti, si raggiunge «continuando a perseguire politiche a sostegno dell'offerta del sistema produttivo e, in particolare, degli investimenti privati, che hanno avuto un ruolo determinante nella fase espansiva che il Pil ha registrato nel 2021».

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