EUROPA, NON TUTTO È PERDUTO – BEN VENGA LA BOTTA DI OTTIMISMO DELL’ECONOMISTA AMERICANO PREMIO NOBEL MICHAEL SPENCE: “TUTTI GLI EUROPEI E IL RESTO DEL MONDO TRARREBBERO BENEFICIO DA UN'EUROPA PIÙ UNITA. NON AL LIVELLO DI AGIRE COME UN UNICO PAESE, MA CENTRALIZZANDO LE DECISIONI E LE SCELTE CHE CONTANO DAVVERO” – “IL DINAMISMO DELL'EUROPA SAREBBE MAGGIORE E LA CRESCITA PIÙ ELEVATA. L'EUROPA SAREBBE UNA GRANDE POTENZA BENEVOLA E BENEFICA PER IL RESTO DEL MONDO. CI ALLONTANEREBBE DA UNA SITUAZIONE IN CUI L'ECONOMIA GLOBALE E TUTTO IL RESTO SONO DOMINATI DA AMERICA E CINA” - MA PER FARLO, SERVONO INVESTIMENTI COMUNI E MENO CHIACCHERE...
Estratto dell’articolo di Mariarosaria Marchesano per “QN – Quotidiano nazionale”
[…] Quando l'economista americano Michael Spence, insignito del Premio Nobel nel 2001, ha rilasciato quest'intervista a Qn, le urne non erano ancora aperte ma alcuni sondaggi d'Oltreoceano avevano già pronosticato la vittoria dei democratici sia alla Camera che al Senato come riflesso della caduta verticale di popolarità di Donald Trump.
Una delle questioni che resta centrale sui mercati finanziari, e non solo, è il debito americano di cui Spence si dice preoccupato, anche se, osserva, rispetto all'Europa dove pure il debito pubblico è elevato, gli Stati Uniti crescono di più. Così non ha dubbi: «L'Europa – dice – ha bisogno di un'agenda per la crescita economica. Perché un'Europa più forte è un bene per il resto del mondo».
EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE
[…] La soluzione è tagliare la spesa e aumentare le tasse? In Europa i giovani sono scesi nelle piazze… Qui da noi i decisori politici sono più tentati dall'aumentare la spesa piuttosto che ridurla.
«Aumentare le tasse e ridurre le uscite […] è una ricetta troppo semplice o incompleta. Quando parliamo con i giovani dovremmo spiegare i problemi in modo concreto e con un linguaggio chiaro. Dobbiamo dire loro che abbiano certamente ereditato questa situazione e che ci vuole un po' di tempo per uscirne. Allo stesso tempo dovremmo offrire loro una prospettiva».
In che modo?
«La mia opinione è che tutti gli europei e il resto del mondo trarrebbero beneficio da un'Europa più unita. Con un po' intendo non al livello di agire come un unico Paese, ma almeno centralizzando le decisioni e le scelte che contano davvero.
Il finanziamento della ricerca di base, il completamento dell'unione del mercato dei capitali, certi tipi di politica industriale, sarebbero gestiti al meglio. Se ciò accadesse, il resto del mondo ne trarrebbe beneficio per due ragioni».
Quali?
UE STRITOLATA TRA USA E CINA - VIGNETTA BY ITALIA OGGI
«Primo, il dinamismo dell'Europa sarebbe maggiore e la crescita più elevata. Secondo, l'Europa sarebbe una grande potenza benevola e altamente benefica per il resto del mondo. Penso che questo sarebbe molto positivo perché ci allontanerebbe da una situazione in cui l'economia globale e tutto il resto sono dominati da America e Cina».
In cosa deve investire l'Europa per diventare più forte?
«Tra gli investimenti che vedrei necessari, ci sono quelli che possono accelerare la riduzione della dipendenza dalla Russia e da altri combustibili fossili, e la difesa. Quindi, penso che occorra essere reattivi rispetto alla situazione attuale e porsi degli obiettivi di lungo termine. In definitiva, c'è bisogno di politiche fiscali restrittive con eccezioni per le cose importanti».
Lei sta dicendo che l'Europa, al di là dell'aspetto fiscale, si avvantaggerebbe sul piano geopolitico da una maggiore crescita. È così?
brigitte macron con friedrich merz
«Guardiamo a come stanno le cose oggi. Penso che la Cina stia sostenendo la Russia nella guerra in Ucraina. E lo penso perché l'economia russa, che nel suo complesso ha dimensioni simili a quella italiana, nell'ordine di 2,7-2,8 trilioni di dollari di pil, non potrebbe finanziare uno sforzo bellico di quella portata per così lungo tempo. Dunque, sì: un'Europa che cresce a ritmi più elevati potenzierebbe il suo ruolo di forza 'buona' in campo nell'attuale polarizzazione americana e cinese».
EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE
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