giorgia meloni all onu

GIORGIA, L'ANTI-AMERICANA: PRIMA BRIGAVA PER INCONTRARE TRUMP, ORA GLI USA NON LI VUOLE VEDERE NEMMENO IN CARTOLINA - MELONI NON ANDRA' ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE DI FINE SETTEMBRE. È LA PRIMA VOLTA DOPO QUINDICI ANNI CHE UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON VA ALL'ONU (AL SUO POSTO, L'ITALIA SPEDIRA' QUEL MERLUZZONE DI TAJANI) - PERCHÉ LA DUCETTA DISERTA IL CONSESSO INTERNAZIONALE? SAREBBE VOLATA NEGLI USA SOLO SE TRUMP AVESSE DECISO DI ORGANIZZARE UNA RIUNIONE CON I LEADER MONDIALI ACCORSI A NEW YORK - DATO CHE CIO' NON ACCADRA', GIORGIA PREFERISCE RIMANERE IN ITALIA E LAVORARE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL 2027

ONU: MELONI NON SARA' AD ASSEMBLEA GENERALE A NEW YORK, AL SUO POSTO MELONI

giorgia meloni 3

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non sarà alla prossima riunione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto. L'Italia sarà comunque presente, su delega della premier, con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Lo apprende l'Adnkronos da fonti di governo.

 

La scelta - spiegano fonti di Palazzo Chigi interpellate - si inserisce in un orientamento già esplicitato pubblicamente da Meloni, che lo scorso 8 luglio, al termine del vertice Nato, spiegò la decisione di delegare al ministro degli Esteri Tajani la partecipazione a successivi appuntamenti internazionali con queste parole:

giorgia meloni a new york - assemblea onu

 

''Non per disimpegno, ma perché arrivo da diversi vertici internazionali e ho l'obbligo di occuparmi di diversi dossier anche in Italia''. Una scelta, dunque, che ''non ha bisogno di essere giustificata né difesa'', spiegano da Palazzo Chigi, richiamando precedenti o assenze di altri leader internazionali. ''Negli anni scorsi, infatti, si sono registrate le assenze del primo ministro britannico Starmer, del cancelliere tedesco Merz e del primo ministro del Canada Mark Carney'', concludono le stesse fonti.

 

MELONI VERSO IL NO ALL’ONU: A NEW YORK SOLTANTO SE TRUMP RIUNISCE I LEADER

Estratto dell'articolo di Tommaso Ciriaco per "la Repubblica" - 30 agosto 2026

 

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

Quindici anni. Da tre lustri, un presidente del Consiglio italiano non diserta l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Dovesse davvero decidere di farlo “inviando” Antonio Tajani, come non si esclude al vertice dell’esecutivo in queste ore, Giorgia Meloni sfiderebbe una tradizione consolidata.

 

Ad eccezione del 2020 e 2021 - anni funesti di Covid e videoconferenze – bisogna risalire al 2011 per imbattersi in un altro premier che manda un suo delegato a New York. Ai tempi, il Cavaliere cancellò l’appuntamento nel pieno della crisi politica che lo costrinse poi alle dimissioni.

 

Eppure, Meloni medita il forfait. Finirà così, raccontano fonti a lei vicine, a meno che non si realizzi una specifica condizione: un vertice tra leader presieduto da Donald Trump. Proprio attorno alla figura del tycoon ruota buona parte di questa storia. Ragioni diverse che si mescolano e che meritano di essere raccontate nel dettaglio, dopo aver consultato fonti informate.

 

Partiamo da ciò che è certo e che risulta a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nell’eventuale missione: al momento il programma provvisorio dell’Assemblea prevede l’intervento di Tajani subito prima del russo Lavrov. Ciononostante l’agenda di Meloni è libera tra il 18 e il 22 settembre. O meglio, non c’è nulla che non si possa cancellare o rinviare senza troppa difficoltà.

 

GIORGIA MELONI - ASSEMBLEA GENERALE ONU

È una misura precauzionale decisa tenendo conto dell’estrema volatilità dello scenario internazionale: nessuno può escludere un cambio di programma legato a una delle numerose crisi in corso. In quel caso, il viaggio a New York sarebbe preceduto da una tappa istituzionale in Norvegia. Ma torniamo al dilemma: da cosa dipende la scelta?

 

Il fattore decisivo, si diceva, risponde al nome di Trump. Nella sede del governo si è fatto il punto della situazione, pesando costi e benefici di una rinuncia. E lo si è fatto rispondendo ad alcuni quesiti. Primo: quanto costa politicamente cancellare la missione a New York? Poco, è stato il ragionamento, visto che il tycoon è il primo a mal sopportare gli organismi multilaterali.

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI -. MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Secondo dubbio: come giustificare un’assenza a un evento che ospiterà riunioni sulla riforma del Consiglio di sicurezza (pallino della diplomazia italiana da decenni), sulla guerra in Ucraina e in Medio Oriente, ma soprattutto sul Libano? A dicembre, è bene ricordarlo, scade la missione Unifil dell’Onu e Roma spinge da mesi per prorogarla.[...]

 

Fin qui, tutto gestibile. Politicamente scomodo e scivoloso, certo, visto che soprattutto Unifil è una priorità, ma comunque gestibile. Diverso, invece, è se fosse Trump a guidare le danze. C’è un’ipotesi che circola da settimane. Riguarda la possibilità che il presidente degli Stati Uniti sfrutti la presenza dei principali big del globo sul suolo americano - anche Xi Jinping sarà alla Casa Bianca in quei giorni, il 24 settembre - per presiedere vertici di massimo livello. In quel caso, è la linea decisa a Palazzo Chigi, Meloni volerà negli Usa. Stravolgendo così i piani a cui la diplomazia lavora da tempo.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani

Un viaggio negli Stati Uniti, infatti, è al centro delle strategie meloniane da mesi. Con discrezione e mantenendosi a distanza di sicurezza, per evitare nuovi incidenti. La questione, in sintesi, è la seguente: la premier vorrebbe ricucire con Trump, ma senza rischiare di scottarsi di nuovo. E senza mostrarsi all’inseguimento dell’alleato. Si spiega così l’intervista al New York Times: bastone e carota, risposte gelide alternate a segnali di pace al resto dell’amministrazione.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

[...] C’è infine un’altra ragione capace di condizionare il forfait della premier all’Onu: la politica interna. Si avvicinano le elezioni e intende concentrarsi sui dossier nazionali. Girare il Paese, favorire riscontri d’immagine immediati. Per rispondere anche alla sfida di Roberto Vannacci. Il quale, per paradosso, progetta a sua volta un viaggio negli Usa per accreditarsi con la galassia Maga.

giorgia meloni all onu 3meme pubblicato da donald trump contro giorgia melonigiorgia meloni all onu 1

 

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