GLI AGENTI CHE HANNO ARRESTATO DELL’UTRI? L’HANNO FATTO A SPESE LORO! (L’ANTIMAFIA NON HA SOLDI) - C’È UN BOSS CALABRESE CHE SI PAGA LA LATITANZA COI FONDI EUROPEI - SARDEGNA PATTUMIERA NUCLEARE

A cura di Riccardo Bocca e Primo Di Nicola per “l’Espresso

 

  1. RIMBORSI DAL RUBINETTO

MARCELLO DELL'UTRIMARCELLO DELL'UTRI

Torneranno nelle tasche dei cittadini le somme pagate in eccesso nelle bollette dell'acqua all'indomani del referendum del 2011. L'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha infatti riconosciuto che dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 il secondo quesito referendario, che abrogava la remunerazione del capitale investito, è stato disatteso. Per questo ha sentenziato che le società che gestiscono le risorse idriche dovranno restituire 55 milioni di euro agli utenti, che se li vedranno accreditati nelle prossime bollette.

 

Ma il Forum dei movimenti per l'acqua pubblica, che aveva promosso il quesito (poi votato da 27 milioni di cittadini), contesta: «Si tratta di una cifra decisamente sottostimata rispetto a quella che effettivamente andrebbe restituita dai gestori». Quel che è uscito dalla porta è infatti rientrato dalla finestra: il 7 per cento della bolletta destinato alla remunerazione del capitale, sostiene il Forum, è stato reintrodotto «sotto mentite spoglie», vale a dire sotto la voce degli oneri finanziari e fiscali e degli accantonamenti per la svalutazione crediti.

 

MARCELLO DELL'UTRIMARCELLO DELL'UTRI

Insomma, dopo il voto e poi con il cosiddetto Metodo tariffario transitorio entrato in vigore nel gennaio 2012 - e confermato il 27 dicembre scorso anche per il 2014-2015 - il costo dell'acqua in bolletta non è diminuito. Inoltre, la restituzione deliberata dall'Autorità avverrà solo a favore delle utenze domestiche e non di quelle commerciali.A. Mas.

 

  1. BRUXELLES - FONDI EUROPEI AL LATITANTE CREA

Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta

Dal 2006 è diventato un vero e proprio fantasma. Eppure il latitante Giuseppe Crea, boss reggente del clan di Rizziconi (Reggio Calabria) ha percepito la bellezza di 188 mila 884,66 euro dall'Agea, l'Agenzia per le Erogazioni in agricoltura che vede in lui un imprenditore agricolo con tutti i requisiti necessari per ottenere il sostegno dall'Unione europea. Per gli inquirenti i soldi, regolarmente prelevati dalla moglie di Crea, che è un'invalida civile totale, sono serviti a finanziare i costi della latitanza e le attività illecite di famiglia dal 2006 al 2011.

 

L'impresa agricola di Crea non ha dipendenti, né braccianti registrati, e formalmente è stata chiusa nel lontano dicembre del 2005. Ma i finanziamenti erogati da Bruxelles e smistati dall'Agea hanno comunque continuato ad arrivare sui conti del clan. Gli stessi finanziamenti che la Calabria, al penultimo posto in Italia per utilizzo dei fondi comunitari, riesce a sfruttare solamente per un misero 7 per cento.A. Can.

MAURIZIO LUPI MAURIZIO LUPI

 

  1. NOMINE STATALI - NON HAI LA LAUREA? NON ENTRI IN PORTO

R.M. - Stop ai presidenti senza laurea. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha infatti sospeso tutte le procedure relative alla nomina dei presidenti delle Autorità portuali in attesa che la Cassazione e l'Avvocatura generale dello Stato facciano chiarezza sui criteri di nomina attualmente basati su una terna di nomi proposta dalle autorità locali al governo.

 

Il caso è esploso dopo che il Consiglio di Stato aveva bocciato la nomina di Piergiorgio Massidda a presidente del Porto di Cagliari perché non era in possesso di una laurea che lo qualificasse come esperto del settore portuale. Lupi è stato così costretto a bloccare l'iter giunto quasi a conclusione per la nomina di Rodolfo Giampieri al porto di Ancona per il semplice fatto che il candidato non aveva nemmeno una laurea. Si è così fermato per l'ennesima volta il mercato delle nomine in uno dei settori più appetiti dai partiti politici, quello appunto della spartizione delle Autorità portuali.

 

laura ravetto con micaela biancofiore e fedele confalonieri laura ravetto con micaela biancofiore e fedele confalonieri

  1. VALLE D'AOSTA VS. MILANO - BATTAGLIA PER CINQUE PEPITE

La Regione Valle d'Aosta è pronta a dare battaglia legale pur di riavere il proprio oro. Sono cinque in tutto le pepite che nel 1999 alcuni cercatori d'oro trovarono nella miniera valdostana di Brusson, e che dieci anni dopo decisero di vendere al Comune di Milano (allora guidato da Letizia Moratti).

 

I pezzi di metallo prezioso, ritenuti pregiatissimi, vennero poi ceduti da Palazzo Marino al Museo di storia naturale della città, dove sono esposti ormai da cinque anni. Ma soltanto oggi la Regione Valle d'Aosta sembra aver preso coscienza della situazione e del furto che, da quanto ricostruito dall'avvocatura regionale, subì: le pepite, infatti, «furono trovate senza qualsivoglia permesso di ricerca». Quindi l'acquisto del Comune di Milano «non può essere considerato legittimo». G. Pagl.

 

  1. FORZA ITALIA - ADDIO SEDE, CI VEDREMO AL BAR

G. Pagl. - Anche Forza Italia inizia a risentire della crisi, e per far quadrare i conti ha deciso di risparmiare sulle spese d'affitto delle sedi. Se il partito nazionale ha dovuto lasciare la sede di via dell'Umiltà, a livello locale in certi casi le cose vanno anche peggio. Come in Trentino Alto Adige, dove per far quadrare i conti gli attivisti sono costretti a rinunciare del tutto ad avere una sede.

MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO MICAELA BIANCOFIORE MANIFESTAZIONE PDL A VIA DEL PLEBISCITO AGOSTO MICAELA BIANCOFIORE

 

Dopo quella di Trento, adesso la stessa sorte tocca anche alla sede di Bolzano, roccaforte della pasionaria berlusconiana Micaela Biancofiore. Ormai, degli eletti locali, «soltanto lei e il consigliere regionale Giacomo Bezzi versano al partito parte dell'indennità», spiega il coordinatore regionale Enrico Lillo. «Avevamo già ridotto i costi, ma adesso non possiamo più permetterci neanche l'affitto dell'appartamento in cui stiamo. Il rischio è che finiremo per vederci nei bar».

 

  1. CASSE VUOTE / 1 - ARRESTATE DELL'UTRI, MA A VOSTRE SPESE

Gli uomini della Dia di Palermo che si sono recati a Roma la settimana scorsa per arrestare l'ex senatore Marcello Dell'Utri hanno pagato di tasca loro la trasferta, biglietto aereo di andata e ritorno e pernottamento nella Capitale. Adesso attendono il rimborso. La missione per assicurare Dell'Utri alla giustizia, dopo la condanna definitiva a sette anni per reati di mafia, conferma che le casse dell'Antimafia sono ridotte ai minimi termini. In attesa dell'ok per l'estradizione, gli uffici Dia di Palermo hanno cercato di pianificare al meglio la missione.

 

GIORGIA MELONI SI FA UN SELFIE COL TRICOLORE GIORGIA MELONI SI FA UN SELFIE COL TRICOLORE

La prima opzione era recuperare Dell'Utri a Beirut: scartata per il costo eccessivo degli spostamenti. S'è scelto dunque di affidarlo alla cura dell'Interpol, nel tragitto Beirut-Roma, per prenderlo in consegna nell'aeroporto della Capitale. Così è andata. Ma per gli agenti era pronta una brutta sorpresa: al momento di partire, nelle casse non c'erano soldi sufficienti per pagarli, e gli 007 hanno dovuto provvedere di tasca loro. P.M.

 

  1. CERCASI STRADA PER ALMIRANTE

Gli anni Settanta nel nostro Paese sono stati quelli dello scontro frontale tra fascisti e comunisti. Eppure ci sono stati due leader che si sono sempre rispettati: Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante. Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha preso carta e penna e scritto al sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere una strada in memoria del leader missino.

 

«La destra italiana ha reso omaggio ad Enrico Berlinguer», ha scritto, ed è contenta che a trent'anni dalla sua scomparsa gli sia stata intitolata una strada nella Capitale. Perché però, fa notare, non fare lo stesso per Almirante? Il segretario del Msi nel 1984, ricorda la Meloni, si recò alla camera ardente in via delle Botteghe Oscure e rese omaggio a Berlinguer. È quindi, a suo avviso, arrivato il momento di scrivere una pagina di «bella politica» dedicando anche ad Almirante un luogo della città dove ha vissuto per tanti anni. S.G.

giorgia meloni manifestogiorgia meloni manifesto

 

  1. MALAFFARE DI VINO

Dal 2007 al 2013 il valore delle bottiglie di vino e alcolici vari sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate è aumentato del 102 per cento. Così Susanna Cenni, membro Pd della commissione Agricoltura, ha presentato un'interrogazione per chiedere al ministro Maurizio Martina maggiore attenzione alla tutela di un prodotti traino del made in Italy. Nel solo 2013, stima infatti Coldiretti, sono stati sequestrati dai Nas vini e alcolici per un valore di 31 milioni, con 15 persone arrestate e 51 segnalate all'autorità giudiziaria. S.D.

 

  1. TRECCANI - PURE AMATO VA IN ROSSO

Questa volta Giuliano Amato non è riuscito a far quadrare i conti. Sotto la presidenza del più volte premier e ministro, l'Enciclopedia italiana Treccani ha perso 8,3 milioni di euro, ha visto diminuire il suo fatturato di oltre un milione e il patrimonio netto ridursi a 47,5 milioni. A certificarlo è stata, il 26 maggio, la Corte dei Conti, al termine del controllo sulla gestione della Treccani nel 2012.

Assunta Almirante Assunta Almirante

 

 Amato era stato scelto come presidente dell'Enciclopedia (con un appannaggio di 150mila euro l'anno) dal Capo dello Stato e ha dato le dimissioni nel settembre scorso quando lo stesso Giorgio Napolitano lo ha nominato giudice costituzionale (per l'incarico è previsto uno stipendio di 450mila euro lordi l'anno). Durante la sua gestione, condizionata dalla durissima crisi dell'editoria, la Treccani ha collezionato risultati con il segno meno soprattutto a causa dei prodotti editoriali giacenti in magazzino e non più commerciabili e per la svalutazione di crediti, tanto che sono state avviate vendite di immobili per sei milioni e disposto un aumento di capitale per due e mezzo. Cl. Pi.

 

  1. SARDEGNA PATTUMIERA NUCLEARE

Sembra quasi aver portato sfortuna l'ordine del giorno approvato nelle scorse settimane

fini almirante large fini almirante large

dal Consiglio regionale della Sardegna, che impegna il governatore Francesco Pigliaru «a respingere ogni possibilità che la Sardegna venga inserita tra le aree idonee a ospitare il sito sul quale sorgerà il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi». Pochi giorni dopo l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha pubblicato le linee guida per la localizzazione dell'impianto.

 

E, dando un'occhiata al documento, tra le regioni candidate ad ospitare il sito la Sardegna pare essere proprio la candidata più papabile. Secondo l'Ispra, uno dei parametri più importanti per l'individuazione dell'area è la stabilità geologica e geomorfologica: le aree contrassegnate da sismicità elevate sono da escludere. E, rispetto alla maggior parte delle regioni italiane, la Sardegna presenta un rischio sismico pressoché nullo. Se si considera poi la bassa densità di popolazione dell'isola, la scelta sembra già fatta. La Sogin, la società di Stato che gestisce lo smantellamento delle centrali nucleari, potrebbe comunicare la decisione entro la fine dell'anno. G. Pagl.

 

  1. NASSIRIYA - GOVERNO ALLA SBARRA

Maurizio Martina Maurizio Martina

I familiari delle vittime della strage di Nassiriya sono stati costretti a fare una nuova causa allo Stato. Questa volta per ottenere il pagamento delle spese legali sostenute. Subito dopo l'attentato del 12 novembre 2013, che in Iraq costò la vita a 19 italiani e 9 iracheni, le famiglie dei caduti hanno iniziato a dare battaglia, per scoprire eventuali responsabili dell'accaduto anche tra quanti dovevano garantire la sicurezza della base Maestrale.

 

Prima si sono costituite parte civile nel processo penale, finito con l'assoluzione di tutti gli ufficiali imputati. Poi hanno avviato un giudizio civile, ancora in corso, chiedendo al ministero della Difesa di risarcirle del danno subito. E ora hanno dovuto fare un ricorso contro i ministeri dell'Economia e della Giustizia, la Procura di Roma e due generali per far saldare il loro legale. In casi del genere le spese sostenute dalle vittime del terrorismo sono infatti a carico dello Stato, ma quando l'avvocato Francesca Conte ha presentato la parcella il Tribunale di Roma le ha riconosciuto soltanto 15 mila euro. Cl. Pi.

 

  1. CONFINDUSTRIA - C'È KRAUS NEL MIRINO

MAURIZIO MARTINA MAURIZIO MARTINA

La manovra di palazzo è programmata subito dopo l'assemblea straordinaria convocata il 19 giugno per approvare la riforma di Confindustria. Regista Francesco Fiori, l'ex europarlamentare vicino a Marcello Dell'Utri che è divenuto il braccio destro del presidente, Forrest Gump-Giorgio Squinzi.

 

Obiettivo: traslocare il responsabile delle politiche territoriali, dell'innovazione e dell'education, Andrea Bairati, sulla poltrona di vicedirettore generale, per poi consentirgli, giocando di sponda con l'uomo di Confindustria a Bruxelles, Gianfranco Dell'Alba, di insidiare il posto del direttore generale Marcella Panucci, il cui rapporto con Squinzi si è allentato. Solo che per liberare la poltrona bisogna far fuori Daniel Kraus, molto stimato in Europa e legato a filo doppio all'ex presidente Emma Marcegaglia, che nel 2012 ha spinto Squinzi fino alla presidenza e ora, dal vertice dell'Eni, si prepara a fare di nuovo da king maker nella corsa alla sua successione. S.L.

 

  1. VIAREGGIO SENZA CARRI

Matteo Renzi, ritratto quest'anno sul carro come il nuovo Lorenzo il Magnifico, o Enrico Letta, nei panni di cartapesta di Babbo Natale (con tanto di tasse come dono per

gli italiani), in futuro potranno forse dormire sonni tranquilli. E con loro Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Angela Merkel, bersagli, come i primi due leader politici, dell'impietoso carnevale di Viareggio.

 

Sì perché il comune versiliese, guidato dal sindaco del Pd Leonardo Betti, e da tempo sull'orlo di una crisi finanziaria, ha fatto sapere di non essere in grado di pagare il contributo di oltre un milione per i carri del 2015. E così un evento di satira politica tra i più seguiti rischia di non ripetersi il prossimo anno. Ma Stefano Pasquinucci, presidente della fondazione Carnevale, non molla: «I politici non si illudano: faremo di tutto per far sfilare i nostri carri».M. La.

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