mattarella meloni circolare bruno vespa

GONG! MELONI CALZA L’ELMETTO E DA' IL VIA ALLA CAMPAGNA ELETTORALE ATTACCANDO FRONTALMENTE IL QUIRINALE – DAL MAI OSTILE VESPA LA STATISTA DELLA SGARBATELLA, DOPO IL CEFFONE DI MATTARELLA SULLA PROPOSTA DI INTRODURRE UN NUMERO MASSIMO DI STUDENTI STRANIERI, RIFILA UN COLPO BASSO AL CAPO DELLO STATO RICORDANDO CHE 37 ANNI FA, QUINDI IN UN CONTESTO COMPLETAMENTE DIVERSO, “DA MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE REDIGEVA CIRCOLARI SUL TETTO AGLI STRANIERI IN CLASSE” – L’OFFENSIVA DELLA DUCETTA, CHE NON HA PER NULLA GRADITO L’APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO "LE CLASSI GHETTO", E’ STATA ALIMENTATA DALLE CHAT DEI PARLAMENTARI DI FDI E RAPPRESENTA UN PROVVEDIMENTO IDENTITARIO “CRUCIALE” NELLA BATTAGLIA A DESTRA CONTRO VANNACCI – LO STUPORE DEL QUIRINALE I CUI UFFICI GIURIDICI TROVANO DIFFICILE OBBLIGARE I PRESIDI A FISSARE UN TETTO - LA SORA GIORGIA IN MODALITA’ “S-FASCIO TUTTO IO” MINACCIA UNA CRISI A OTTOBRE (E ELEZIONI A FINE FEBBRAIO) SE GLI ALLEATI LA SGAMBETTANO SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE: “SE NON C’È LA FIDUCIA DEL GOVERNO, PENSO CHE NE DOVREMO PRENDERE ATTO…”  - VIDEO

 

https://video.corriere.it/politica/meloni-mattarella-da-ministro-redigeva-circolari-che-invitavano-a-non-concentrare-gli-stranieri-nella-stessa-classe/563837bd-905b-4c6d-8f71-712eebf38xlk

 

 

Tommaso Ciriaco per repubblica.it - Estratti

 

GIORGIA MELONI

Un colpo basso. Senza improvvisare, anzi: la sfida è pensata per amplificare al massimo l’effetto sul bersaglio. Giorgia Meloni si presenta a Porta a Porta con l’obiettivo di mettere in difficoltà Sergio Mattarella. Prendendone in prestito il volto, senza chiedere il permesso, per sostenere una misura del governo. E d’altra parte, rispolverare una circolare di trentasei anni prima – se si considera il dossier migratorio e quanto accaduto nel frattempo, un paio di vite fa - significa strattonare il Capo dello Stato. Consapevole dello strappo, incurante degli effetti.

 

Fin dal mattino, le chat dei Fratelli si ingolfano. Uno, cinque, dieci parlamentari rilanciano questo dettaglio del 1990: l’iniziativa dell’allora ministro dell’Istruzione, piegata in modo da giustificare la norma che in queste ore vuole approvare la destra al governo. Sono dunque le truppe che danno la carica alla leader. La quale, a sua volta, non ha per nulla gradito l’interpretazione prevalente delle parole pronunciate il giorno prima dal presidente della Repubblica sulle classi ghetto, l’inclusione, la scuola come laboratorio di tolleranza.

GIORGIA MELONI - SERGIO MATTARELLA - CINQUE MINUTI

 

E dunque Meloni rompe gli argini, mette tra parentesi le cautele diplomatiche, libera il freno a mano che di solito si impone quando si espone pubblicamente parlando di Mattarella.

 

 

(...)

 

 

Meloni, comunque, non sembra intenzionata a fermarsi. E anzi, Palazzo Chigi tratta informalmente con il Colle per capire se è praticabile la strada del decreto. Un’altra forzatura. L’alternativa è fondere il disegno di legge governativo con la proposta già incardinata alla Camera (prima firma Sara Kelany) per portare a termine il progetto. Insistere sul decreto sarebbe un altro segnale della volontà di strappare con il Quirinale.

bruno vespa

 

Gli slogan sui migranti sono pensati per aiutare la rincorsa verso le urne. E di fronte a Bruno Vespa - in onda stoicamente nonostante l’incidente domestico - la presidente del Consiglio ricorda al suo partito, ma soprattutto agli alleati, che intende votare con una nuova legge.

 

Se proveranno a sgambettarla, si tornerà dagli elettori in tempi rapidissimi: «Le preferenze sono nella norma, credo che sia una vittoria che gli italiani possano scegliere i parlamentari: nel momento in cui torna alla Camera credo che vada fatta chiarezza. Se non c’è la fiducia del governo, penso che ne dovremo prendere atto». Significa minacciare una crisi a ottobre, approvare una legge di bilancio da dimissionari e chiedere elezioni entro fine febbraio. Forzare, ancora: contro amici, nemici, Quirinale. Non si fanno prigionieri.

 

MELONI

SERGIO MATTARELLA G

Ilario Lombardo per la Stampa - Estratti

 

(…)

La sua campagna elettorale è cominciata e vuole che il decreto annunciato vada in porto, il prima possibile. Un provvedimento identitario, che considera cruciale nella battaglia a destra contro Roberto Vannacci, e che segna un cambio di passo della narrazione della presidente del Consiglio. Meloni sta riproponendo i classici del suo repertorio, con toni rabbiosi e il vocabolario di destra.

 

Se ne sono accorti, come tutti, anche al Quirinale. Dagli uffici della presidenza della Repubblica, ieri sera, tutto taceva. Non c'è alcuna voglia di replicare alla premier. Mattarella vuole evitare di cadere nella trappola elettorale, prestandosi a polemiche che verrebbero alimentare strumentalmente dai partiti.

 

Dal Colle si limitano a un invito: di leggere con attenzione i passaggi di quel testo di trentasei anni fa. Uno, su tutti. C'è scritto «ove possibile». In realtà, le circolari sono due.

 

GIORGIA MELONI CINQUE MINUTI

La prima del settembre 1989. «L'immigrazione – scriveva – rende necessario da parte della scuola, una serie di interventi intesi a garantire alla generalità degli immigrati l'esercizio del diritto allo studio e a valorizzare le risorse provenienti dall'apporto di culture diverse». In quest'ottica «ove si presentino più alunni immigrati da uno stesso Paese e con analogo livello culturale, potrebbe essere didatticamente proficuo inserirli in una medesima classe, tenendo conto che sarà bene non superare le quattro-cinque unità». La valutazione, però, a differenza delle intenzioni di Meloni, veniva lasciata agli istituti. Nella seconda circolare, quella del 1990, Mattarella aggiungeva: «L'assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe». Dunque, non si trattava di limitare gli stranieri in senso generico, ma di dare maggiore attenzione all'apprendimento nelle classi. Nulla di vincolante, comunque.

 

il presidente della repubblica sergio mattarella

Nel frattempo, la società è completamente cambiata e l'immigrazione è aumentata in maniera esponenziale. Inoltre, dal punto di vista normativo una circolare è molto meno coercitiva di un decreto. Al di là dei possibili rilievi di incostituzionalità, gli uffici giuridici del Quirinale trovano difficile obbligare i presidi a fissare un tetto. Da quanto filtra, non ci sarebbe alcuna preclusione verso il decreto, a parte forse la non sostenibilità del criterio di urgenza. Ma al Colle vogliono prima capire cosa il governo infilerà al suo interno.

giorgia meloni a cinque minuti

BRUNO VESPABRUNO VESPA

 

CIRCOLARE MATTARELLA MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE 36 ANNI FA

(...)

 

il presidente della repubblica sergio mattarella

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…