“OSAMA BIN LADEN? SAREBBE STATO UN ECCELLENTE CONSIGLIERE PER IL GOVERNO ITALIANO” - I MILLE ATTACCHI DI QUELLA ZOCCOLOVA DI MARIA ZAKHAROVA ALL’ITALIA, DALLE STILETTATE A MATTARELLA AL CASO FEDOROV. LA PORTAVOCE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO HA DEFINITO “MOLTO RIDICOLA” LA NOMINA DELL’EX MINISTRO UCRAINO FEDOROV A CONSULENTE DELLA DIFESA SCOMODANDO PERFINO GIANNI RODARI (“SE FOSSE VIVO SCRIVEREBBE UNA FAVOLA SATIRICA SU TUTTO QUESTO”) - UNO DEI BERSAGLI PREFERITI DI ZAKHAROVA RESTA SERGIO MATTARELLA. NEL FEBBRAIO 2025 BOLLÒ COME “BLASFEMO E OLTRAGGIOSO” IL PARAGONE FATTO DAL CAPO DELLO STATO TRA L’AGGRESSIONE RUSSA E IL PROGETTO DEL TERZO REICH; A LUGLIO MATTARELLA FINÌ IN UNA LISTA DI “RUSSOFOBI” – LE BORDATE A TAJANI, ALLA STAMPA E AL GOVERNO…
Monica Ricci Sargentini per corriere.it - Estratti
Nella lunga partita tra Mosca e Roma non ci sono soltanto cyberattacchi e disinformazione. C’è anche una campagna pubblica di accuse e provocazioni contro il governo, il Quirinale e i media italiani, cresciuta con il sostegno dell’Italia all’Ucraina.
L’ultimo affondo è arrivato martedì da Maria Zakharova. La portavoce del ministero degli Esteri russo ha definito «molto ridicola» la nomina dell’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov a consulente della Difesa italiana, accusando Roma di essersi affidata a un uomo che vorrebbe «uccidere più russi possibile». Poi ha scomodato Gianni Rodari: «Se fosse vivo scriverebbe una favola satirica su tutto questo». Un mese fa, sulla stessa vicenda, aveva evocato Osama bin Laden: «Sarebbe stato un eccellente consigliere per il governo italiano».
Uno dei bersagli preferiti di Zakharova è Sergio Mattarella. Nel febbraio 2025 bollò come «blasfemo» e «oltraggioso» il paragone fatto dal capo dello Stato tra l’aggressione russa e il progetto del Terzo Reich; a marzo lo accusò di «menzogne e disinformazione» per aver denunciato a Hiroshima la retorica nucleare di Mosca. A luglio Mattarella finì in una lista di «russofobi».
Mosca ha più volte accusato l’Italia di sostenere i «neonazisti ucraini». Nel febbraio scorso Zakharova parlò di «calunnie» dopo che Tajani aveva attribuito ad hacker filorussi gli attacchi cyber contro ambasciate e alberghi delle Olimpiadi.
Nel mirino anche la stampa: due inviati Rai bollati come «traditori della professione», la protesta per una «campagna antirussa» dei media e, dopo la mancata pubblicazione sul Corriere di un’intervista scritta a Sergej Lavrov, l’accusa al giornale di appartenere a una «mafia mondiale» che proteggerebbe Kiev. A novembre, dopo il crollo della Torre dei Conti a Roma, Zakharova disse che finché il governo continuerà a spendere soldi per l’Ucraina «l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri».
Anche Lavrov ha alzato i toni. A novembre accusò il governo italiano di sacrificare i propri interessi nazionali schierandosi con chi punta alla «sconfitta strategica» della Russia e di sostenere «i neonazisti di Kiev»: i rapporti bilaterali, disse, attraversavano la crisi più grave dal dopoguerra. A gennaio, dopo l’apertura di Meloni al dialogo con Mosca, replicò: «Chi vuole parlare con noi in modo serio, ci chiami», aggiungendo che le relazioni con l’Italia restano «al livello più basso».
Ad aprile Vladimir Soloviev, volto della tv di Stato russa, ha insultato Meloni definendola «fascista», «idiota patentata», «cattiva donnuccia», «vergogna della razza umana».
mattarella ai giochi del mediterraneo a taranto
gianni rodari
rodari le avventure di cipollino
gianni rodari 34


