ITALIA DEI VALORI E DELLE CARTE BOLLATE – ANTONIO DI PIETRO RIVELA UNA NOTIZIA INEDITA E CLAMOROSA SUL FALLIMENTO DEL SUO VECCHIO PARTITO: “L’INIZIALE DECRETO INGIUNTIVO DEL 2016, CHE MI OBBLIGAVA A PAGARE 2,7 MILIONI A GIULIETTO CHIESA ED ELIO VELTRI, È STATO POI REVOCATO. IL SUCCESSIVO GIUDIZIO DI MERITO LI HA CONDANNATI A PAGARMI LE SPESE” – LA CANDIDATURA AL CSM E LA LINEA DURA CONTRO I MARANZELLI TEPPISTI: “LO STATO HA IL DIRITTO ED ANZI L’OBBLIGO USARE ANCHE IL PUGNO DURO. SMETTIAMOLA CON I CONTINUI GIUSTIFICAZIONISMI INTELLETTUALOIDI SECONDO CUI LA COLPA È SEMPRE DELLA SOCIETÀ. I GIOVANI DEVONO CAPIRE CHE NON HANNO SOLO DIRITTI MA ANCHE DOVERI. SI RIMBOCCHINO LE MANICHE E CERCHINO DI COSTRUIRSI UN FUTURO ANCHE CON LE LORO FORZE”
Estratto dell'articolo di Tobia De Stefano per “La Verità”
ANTONIO DI PIETRO SUL TRATTORE
Era il maggio del 1994 e Silvio Berlusconi, appena incaricato di formare il nuovo governo, propose ad Antonio Di Pietro, all’epoca pm di punta del pool di Mani pulite, la poltrona securitaria per eccellenza, il ministero dell’Interno.
Di Pietro rifiutò: c’era da continuare il lavoro in Procura, ma per molti sarebbe stato l’uomo giusto al momento giusto. Non avremo mai la controprova. […]
Ci riproviamo 32 anni dopo. Arresto in flagranza differita anche ai minorenni, introduzione del reato di «partecipazione violenta a una manifestazione pubblica», genitori responsabili dei risarcimenti?
SCONTRI A MILANO DURANTE LA MANIFESTAZIONE ITALIA IN PIAZZA - 17 OTTOBRE 2026
Di Pietro, di fronte alle violenze di maranza & C., se fosse stato al Viminale avrebbe «spinto» gli stessi provvedimenti del governo Meloni? Pugno duro?
«In Francia, Italia e Spagna sta venendo fuori una realtà giovanile in età adolescenziale che approfitta di un diritto riconosciuto dalla Costituzione, quello di manifestare, per fare atti di violenza e commettere reati. Di fronte a questi tipi di comportamenti noi non possiamo sempre rispondere con il solito distinguo “sì, ma però”. Lo Stato ha il diritto ed anzi l’obbligo usare anche il pugno duro “senza se e senza ma”».
Anche arrestando in flagranza ragazzi di 14 anni?
ANTONIO DI PIETRO CIRCONDATO DAI GIORNALISTI
«I ragazzi da 14 a 18 anni, anche se non ancora formalmente maggiorenni, oggi non sono più degli ingenui. Grazie ai social conoscono come funziona il mondo intorno a loro come e più di noi. Hanno mille strumenti per capire l’illegalità dei loro comportamenti e conseguentemente devono assumersi le loro responsabilità. Se spaccano una vetrina e rubano dei capi d’abbigliamento sono consapevoli di commettere un reato e lo Stato fa benissimo a intervenire per processarli e, se colpevoli, punirli anche mandandoli in po’ in carcere. Non ho difficoltà a dire che gli arresti di coloro che sono stati presi in flagranza di tali reati».
ANTONIO DI PIETRO BY FORATTINI
E i genitori quanto c’azzeccano?
«Tanto, perché li avrebbero dovuti educare a rispettare i diritti e i beni degli altri. Quindi trovo corretto che siano loro a risarcire per i danni. Chi rompe paga e, nel caso dei minorenni, è giusto che papà e mamma paghino per i danni provocati dai loro figli quando spaccano le teste dei poliziotti o le vetrine».
La sinistra?
«Quale sinistra? Ce ne sono tante e ognuna la pensa a modo suo a seconda dall’altra e a seconda dell’aria che tira. […]». […] «Smettiamola con i continui giustificazionismi intellettualoidi secondo cui la colpa è sempre della società che non capisce i bisogni delle nuove generazioni. I giovani devono capire che non hanno solo diritti ma anche doveri e quindi, invece di divertirsi a mettere a ferro e fuoco le città, si rimbocchino le maniche e cerchino anche loro […] di costruirsi un futuro anche con le loro forze e non solo aspettando la solita mancia dallo Stato. […]».
[…] «[…] Purtroppo, molti ragazzi si lasciano traviare da cattivi maestri che li illudono facendo loro credere che desideri e diritti siano la stessa cosa».
Mi fa qualche nome?
«I nomi sono tanti e facilmente intuibili, ma non ne faccio nessuno. Anzi, uno lo faccio. Mi riferisco all’europarlamentare Ilaria Salis, secondo la quale la colpa dei disordini di piazza sarebbe da ascrivere alla polizia e non a chi ha commesso violenze e saccheggi. E poi ci sono tipi come quel giornalista fermato ieri, tale Yussef Siher, che nei canali social legittimava le devastazioni sostenendo che sono una conseguenza della mala gestione delle istituzioni».
[…] E del caso Report che idea si è fatto? Alla fine lei dice sempre che la sua vita politica è finita a causa di un servizio del 2012 (epoca Gabanelli) sui rimborsi elettorali e i fondi dell’Italia dei Valori, il suo partito. Tra le altre cose si diceva che Di Pietro fosse proprietario di circa 50 unità immobiliari.
«Coloro che hanno sostenuto tali calunnie e diffamazioni sono stati già condannati dall’autorità giudiziaria in via definitiva plurime volte per le loro sconsiderate accuse.
Non mi riferisco alla dottoressa Gabanelli, che ha fatto solo il suo mestiere di giornalista raccogliendo affermazioni di persone all’epoca a me vicine e per questo apparentemente credibili. D’altronde, all’epoca io ero un personaggio mediaticamente esposto ed era giusto mettermi sotto i riflettori.
ANTONIO DI PIETRO CON I SUOI ASINI
Sta di fatto che la stessa autorità giudiziaria che ha condannato chi mi ha diffamato, dopo aver indagato a 360 gradi anche sulla mia persona, mi ha sempre prosciolto con la formula più piena: il fatto non sussiste! Aggiungo che due di quelle persone che inizialmente mi avevano accusato (Elio Veltri e Giulietto Chiesa), dopo essere stati condannati più volte a pagarmi le spese processuali per le sconsiderate azioni giudiziarie che avevano intentate contro di me, alla fine mi hanno anche chiesto scusa ed io li ho pure perdonati. Alla mia età e anche alla loro non c’è più spazio per il rancore!».
C’è un decreto ingiuntivo del 2016 che la obbligava a pagare 2,7 milioni al movimento alleato di Occhetto, Veltri e Chiesa.
«Quell’iniziale decreto ingiuntivo, promosso proprio da Veltri e Chiesa, è stato poi revocato e il successivo giudizio di merito li ha condannati a pagarmi le spese. Peraltro, i rimborsi elettorali che sono avanzati al partito Italia dei Valori dopo le elezioni (circa 1 milione e 700.000 euro) li abbiamo donati al Comune di Finale Emila, che li ha utilizzati per ricostruire una scuola caduta a seguito del terremoto del 2012».
Di Pietro, ma è vero che si è candidato al Csm?
«Sì, come membro laico. A breve il Consiglio superiore della magistratura deve essere rinnovato e, tra i nuovi membri, devono essere individuati dieci laici (cioè non magistrati) scelti dal Parlamento in seduta comune. Non so come sarà valutata la mia candidatura, ma io ho dato la mia disponibilità perché ritengo di averne i titoli. Tutto qui».
antonino monteleone antonio di pietro
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse1
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse3
BOLOGNA - SCONTRI TRA POLIZIA E MANIFESTANTI CONTRO IL RIARMO - 24 OTTOBRE 2026
Carlo Nordio e Silvia Albano e antonio di pietro ad Atreju - foto lapresse



