giorgia meloni gennaro sangiuliano maria rosaria boccia

L’AFFAIRE SANGIULIANO-BOCCIA DIVENTA UN PROBLEMA INTERNAZIONALE PER IL GOVERNO MELONI - PALAZZO CHIGI E’ STATO INTERPELLATO DA ALMENO DUE PAESI CHE PARTECIPERANNO AL G7 DELLA CULTURA SUI RISCHI DI SICUREZZA LEGATI ALLE INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA PSEUDO-CONSULENTE DI POMPEI – I SERVIZI DI INTELLIGENCE STRANIERI SI INTERROGANO SUL RUOLO DELLA “POMPEIANA ESPERTA” E, SOPRATTUTTO, SULLE INFORMAZIONI CHE SONO STATE CONDIVISE CON LEI. PER TOGLIERSI DA OGNI IMBARAZZO È PROBABILE CHE LA TAPPA DEL G7 A POMPEI SALTI – P.S.: PERCHE’ DUE UOMINI DELLA SCORTA DI SANGIULIANO HANNO CAMBIATO SERVIZIO? LA BOCCIA HA UTILIZZATO L’AUTO BLU ANCHE IN MANCANZA DEL MINISTRO?

Lorenzo Foschini per “la Repubblica” - Estratti

 

boccia sangiuliano

L’affaire Sangiuliano è diventato un problema internazionale per il governo Meloni. Almeno due paesi che parteciperanno al prossimo G7 della Cultura, in programma dal 19 al 21 settembre in Campania, hanno chiesto nelle scorse ore delucidazioni e rassicurazioni su quanto sta succedendo in Italia.

 

Temono infatti che la sicurezza o, comunque, il corretto funzionamento dell’evento possano non essere garantiti. In particolare i servizi di intelligence stranieri si stanno interrogando sul ruolo della dottoressa Maria Rosaria Boccia e, soprattutto, sulle informazioni che sono state condivise con la (non) collaboratrice del ministro Sangiuliano.

 

Boccia ha infatti nel suo telefono audio e video registrati durante gli incontri effettuati al ministero e fuori. Alcuni fatti con il cellulare, altri con la telecamera negli occhiali. Come se si fosse voluta preparare un canovaccio.

 

«Ma io non ho mai riccattato nessuno, ho solo raccontato la verità», ha detto ieri Boccia rispondendo a Elisabetta Piccolotti di Avs, in un messaggio a Luca Telese di In Onda, trasmissione di la 7. «Anzi l’ho protetto: sono rimasta otto giorni in silenzio e ho parlato solo quando dichiarazioni inesatte mi hanno colpito nella mia dignità».

sangiuliano meloni

 

 

Ma che materiale ha Boccia? Di cosa si tratta? «Nulla di sensibile», ha giurato il ministro ancora ieri alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (...)

 

A Repubblica risulta che la situazione sia però un po’ più complessa. Esistono un paio di documenti, preparati dalle forze di Polizia, nei quali si davano conto delle procedure di preparazione dell’evento.

 

boccia sangiuliano

Documenti in cui viene annotata nel corso dei sopralluoghi la presenza della Boccia, indicata come “collaboratrice” del ministro. Di contro però nessuna delle informazioni condivise era da definirsi “classificata”.

 

(...) per togliersi da ogni imbarazzo è molto probabile che la tappa di Pompei, prevista nel pomeriggio del 20 settembre (con le delegazioni che avrebbero dovuto visitare il sito archeologico, un concerto dell’Orchestra Scarlatti di Napoli diretta da Beatrice Venezi e poi la cena nella Palestra Grande), salti.

 

GENNARO SANGIULIANO MARIA ROSARIA BOCCIA - MEME

Al momento è ancora nel programma ma domani è in calendario un incontro in Prefettura proprio per discutere del punto. Tagliare la tappa di Pompei, quella che Boccia aveva caldeggiato e per la cui organizzazione si era direttamente impegnata, è un tentativo per mettere a tacere i mal di pancia internazionali.

 

Che rappresentano oggi il vero problema della premier Giorgia Meloni e dei suoi più stretti collaboratori di Palazzo Chigi. È quello che ieri la presidente del Consiglio ha spiegato, nel colloquio a Palazzo Chigi, al ministro Sangiuliano. “Non possiamo permetterci altre figuracce” gli ha detto, incassando le rassicurazioni che nemmeno un euro dello Stato è stato speso, “neanche per un caffè” per la mancata consigliera ai Grandi Eventi.

 

SANGIULIANO MELONI

In realtà oltre alle questioni economiche – che comunque hanno qualche punto oscuro: per esempio l’utilizzo dell’auto blu della Boccia anche in mancanza del ministro – a rendere delicata questa vicenda ci sono anche diversi tipi di problemi.

 

E cioè: com’è stato possibile che una persona dal curriculum non così pesante sia arrivata così vicina a un ministro, tanto da almeno sfiorare dossier delicatissimi come appunto quello dell’organizzazione del G7? Com’è possibile che le è stato consentito di registrare audio e video? Che tipo di controlli sono stati fatti a monte per evitare che un ministro possa in qualche maniera essere finito sotto ricatto? Davvero è così facile arrivare nelle stanze del Governo?

 

sangiuliano meloni

A questo riguardo si sta cercando di capire per quale motivo nelle scorse settimane due uomini della scorta del ministro abbiano cambiato servizio. Potrebbe centrare proprio la Boccia e alcuni articoli di Dagospia.

 

 

meme gennaro sangiuliano maria rosaria boccia 1maria rosaria boccia in prima fila con gennaro sangiuliano a sanremo MARIA ROSARIA BOCCIA - GENNARO SANGIULIANO

(...)

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)