IN ITALIA OGNI COSA SI IMPASTA PERCHE’ CI CONOSCIAMO TUTTI - L’ASSOCIAZIONE BANCARIA ABI VUOLE OPPORSI ALLA DECISIONE DEL GOVERNO MELONI DI IMPORRE AGLI ISTITUTI DI CREDITO NUOVI ONERI PER 3,8 MILIARDI NEL 2027 E 7 MILIARDI NEL TRIENNIO, E COSA FA? INGAGGIA COME CONSULENTE TRIBUTARIO LO STUDIO TREMONTI PER SOSTENERE L’OPPOSIZIONE DAVANTI AL PARLAMENTO - MA TRA LE FILE DELLA MAGGIORANZA (CHE SOSTIENE IL PRELIEVO FORZOSO) SIEDE GIULIO TREMONTI, CHE E’ DEPUTATO DI FDI E HA FONDATO QUELLO STUDIO E OGGI NE È ANCORA SENIOR PARTNER – NON SOLO: IL PRESIDENTE DELL’ABI PATUELLI HA INGAGGIATO ANCHE UNO STUDIO DI CONSULENZA COSTITUZIONALE, QUELLO DEL PROFESSOR VALERIO MORBIDELLI, LO STESSO GRAZIE AL QUALE LE FONDAZIONI BANCARIE VINSERO IL CONTENZIOSO APERTO CON IL GOVERNO BERLUSCONI CHE AVEVA COME MINISTRO DEL TESORO E DELLE FINANZE PROPRIO GIULIO TREMONTI…
Estratto dell’articolo di Dario Di Vico per “il Foglio”
[…] Le cose stanno così: l’Abi, l’associazione bancaria, è in difficoltà di fronte alla scelta del governo Meloni di imporre agli istituti di credito nuovi oneri per 3,8 miliardi nel 2027 e 7 miliardi complessivi nel triennio. Vuole opporsi anche perché tutte le banche associate hanno visto come il fumo negli occhi la decisione di Palazzo Chigi.
Ma la difficoltà consiste nel fatto che attorno a quella che sembrava essere una finanziaria-passeggiata stanno montando conflitti e veleni che attraversano la maggioranza e addirittura i singoli partiti scuotendola nel profondo. Così è arduo per l’Abi anche solo porre in testa all’agenda politica il tema del prelievo forzoso, non ultimo perché nella circostanza è venuta meno la sponda di Forza Italia che in passato, per tutelare Mediolanum, si era battuta in campo aperto mentre questa volta ha preferito disertare la pugna.
Ma il presidente Antonio Patuelli è uomo di brillante ingegno e vuole vendere cara la pelle. Da qui la mossa del cavallo rivelata dal Sole 24 Ore: ingaggiare come consulente tributario lo studio Tremonti al fine di sostenere l’opposizione dell’Abi davanti al Parlamento. Dove tra le file della maggioranza che sostiene il prelievo forzoso siede il deputato di FdI che ha fondato quello studio e oggi ne è ancora senior partner. Ovvero Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia e attualmente presidente della commissione Esteri e membro della commissione Finanze.
Lo studio Tremonti è stato fondato nel 1985 […] il grande Giulio è solo un senior partner e la governance dello studio (50 professionisti) è affidata a un comitato esecutivo di cui non fa parte. Ma il nome è rimasto e probabilmente all’ex ministro toccherà votare in Parlamento al momento dell’approvazione della finanziaria “contro” i consigli elargiti dal suo studio. All’Abi non vogliono sentir parlare di mossa del cavallo. “Indicare lo studio Tremonti è stata una scelta naturale, è già consulente principe di diverse importanti banche. E’ il più autorevole e ampio. Se funziona perché cercarne un altro?”.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
[…] Ma non è finita qui. Il presidente Patuelli ha ingaggiato anche uno studio di consulenza costituzionale con l’obiettivo di allenare l’Abi per l’audizione-clou che dovrà sostenere in Parlamento. E anche in questo caso ha scelto il meglio: lo studio che porta il nome del professor Valerio Morbidelli. Ma […] sapete perché il nome dello studio Morbidelli resterà negli annali della storia bancaria?
Perché grazie ai suoi consigli le Fondazioni vinsero con due sentenze della Corte Costituzionale il contenzioso aperto con il governo di allora, con Giulio Tremonti ministro del Tesoro e delle Finanze. Al tempo si disse che il Mef volesse (con l’articolo 11 della finanziaria) mettere sotto controllo statale gli organismi statutari delle Fondazioni ma la Consulta con le sentenze 300 e 301 del 2003 diede ragione al presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti. Che, come Patuelli oggi, aveva pensato bene di ingaggiare lo studio Morbidelli. […] Oggi i prestigiosi brand di Tremonti e Morbidelli sono dallo stesso lato della barricata, venti anni fa invece si contrapposero. […]



