L’EX ZARINA TENTA LA FUGA DA ROMA – GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO NORDIO, COSTRETTA A DIMETTERSI DOPO IL FALLIMENTO AL REFERENDUM, È TORNATA IN RUOLO COME MAGISTRATO PRESSO LA CORTE D’APPELLO DI ROMA, MA VUOLE SUBITO CAMBIARE ARIA: PUNTA AL RUOLO DI TOGA DI COLLEGAMENTO A LONDRA, CON IL COMPITO DI FACILITARE LA COOPERAZIONE GIUDIZIARIA TRA ITALIA E REGNO UNITO, E AVREBBE CHIESTO A TAJANI DI APPOGGIARE LA SUA RICHIESTA – C’È UN PICCOLO (GRANDE) PROBLEMA: È INDAGATA PER IL CASO ALMASRI: CHE COSA SUCCEDE SE VA A PROCESSO? ALTRO PROBLEMA: BARTOLOZZI NON PARLA INGLESE...
Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”
Giusi Bartolozzi è tornata a indossare la toga, ma potrebbe tenerla ancora davvero per poco. L’ex capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio, dimessasi dopo il fallimento al referendum, è tornata in ruolo come magistrata presso la corte d’appello di Roma, ma da subito sono circolate indiscrezioni sulla sua ricerca di un nuovo incarico su un fronte che non sia quello direttamente giudiziario.
Uno in particolare alletterebbe la ex zarina, portandola a trasferirsi oltre la Manica e lontana dalle tensioni nostrane: magistrato di collegamento a Londra.
giusi bartolozzi e carlo nordio
[…] La richiesta […] deve arrivare da un ministero al Csm, per ottenere il placet della prima commissione e poi del plenum. Il ministero della Giustizia – osservato speciale e in piena riorganizzazione dopo le sue dimissioni – non è in questo momento la porta giusta a cui bussare.
[…]
Ecco perché, secondo fonti interne, la richiesta a palazzo Bachelet dovrebbe arrivare dal ministero degli Esteri guidato da Antonio Tajani. Se tutto andrà come spera Bartolozzi, la richiesta arriverà dalla Farnesina al Consiglio (martedì si è svolta la seduta di commissione e nessuna lettera è ancora pervenuta), che poi dovrà assumersi la responsabilità di accordarle l’incarico.
carlo nordio e giusi bartolozzi
Del resto, il ruolo cui la magistrata punta ha molti punti di contatto con il ministero di Tajani: il ruolo infatti prevede facilitare la cooperazione giudiziaria tra Italia e Regno Unito e le funzioni riguardano rogatorie, estradizioni, riconoscimenti di sentenze e scambio di informazioni tra procure e tribunali. Insomma, dall’ufficio passano tutti i dossier transnazionali più complessi, oltre che il rapporto con le autorità giudiziarie del Regno Unito per le indagini su reati di criminalizzata.
GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO
La richiesta di un incarico fuori ruolo a Londra di Bartolozzi a cui la Farnesina sta pensando, tuttavia, rischia di incontrare molti problemi, sia politici che pratici. [...]
Anche perché, sostengono fonti di via Arenula, l’ex capa di gabinetto non parla inglese. Lo starebbe studiando, ma per un incarico di tale responsabilità servirebbe quantomeno la padronanza fluente della lingua.
Un premio politico a Bartolozzi, invece, sarebbe molto complicato da giustificare dopo le sue dimissioni “forzate” e richieste su forti pressioni addirittura di palazzo Chigi.
CARLO NORDIO E GIUSI BARTOLOZZI
Il fatto che la richiesta di questo nuovo incarico possa passare dalla Farnesina, poi, è il segnale di una sua cesura definitiva con il mondo di Fratelli d’Italia, cui lei era molto legata grazie allo stretto rapporto con l’ex sottosegretario Andrea Delmastro.
Tanto che, prima del referendum, si favoleggiava di un seggio per lei sicuro in Sicilia. Invece, secondo fonti del ministero, Bartolozzi starebbe cercando buoni uffici presso il suo ex partito, visto che il ministero è guidato dal leader di Forza Italia, con cui era stata eletta alla Camera e che lei aveva lasciato nel corso della passata legislatura per traslocare al gruppo misto.
Nel caso in cui la richiesta del ministero degli Esteri arrivasse al Csm, si aprirebbero anche una serie di problemi di natura tecnica. Il Consiglio che ha appena rimesso in ruolo Bartolozzi, infatti, dovrebbe prendere in considerazione la sua nomina all’estero nel momento in cui la toga risulta ancora indagata per il caso Almasri.
Ora il fronte penale è fermo, in attesa che si risolva il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera nei confronti della procura di Roma davanti alla Corte costituzionale. Bartolozzi, infatti, è indagata per false informazioni al pubblico ministero e, se la Consulta stabilisse che la competenza sul suo caso spetta al tribunale dei ministri e non ai magistrati romani, l’autorità giudiziaria dovrà chiedere un’autorizzazione a procedere a Montecitorio dagli esiti scontati, come già avvenuto per i ministri coinvolti nel caso e “scudati”.
Se così non fosse, invece, l’ex capa di gabinetto ora tornata in toga rischia di trovarsi imputata in un procedimento penale e questo si tradurrebbe anche nell’apertura di un procedimento disciplinare a suo carico al Csm.
In altre parole, nel caso di richiesta della Farnesina, ai consiglieri del Csm si porrà il dilemma di accordare o meno un incarico fuori ruolo a Bartolozzi, nelle more in cui si attende di sapere se sarà o meno rinviata a giudizio.
Dal punto di vista generale, la prima commissione in genere accorda sempre le richieste che provengono dai ministeri sulla base del principio di leale collaborazione e, di norma, eventuali preclusioni a nuovi incarichi scattano per le toghe nel momento in cui vengono colpite da sentenze di condanna. Non il caso di Bartolozzi, che in caso di rinvio a giudizio comunque avrebbe davanti un iter processuale ancora da cominciare. [...]
GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO



