UN LEADER AL CREPUSCOLO - A TIRANA VANNO AVANTI LE MANIFESTAZIONI DEI CITTADINI INCAZZATI CONTRO EDI RAMA, GRANDE AMICO DI GIORGIA MELONI: IL MALCONTENTO VERSO IL PRIMO MINISTRO ALBANESE RACCOGLIE UN FRONTE TRASVERSALE - LA POPOLAZIONE È SEMPRE PIU' PREOCCUPATA PER L’INFLAZIONE GALOPPANTE - IL CASO DEL SINDACO DI TIRANA ERION VELIAJ, CONSIDERATO L’EREDE POLITICO DI RAMA: SI TROVA IN CARCERE DAL FEBBRAIO 2025 PERCHÈ ACCUSATO DI CORRUZIONE - LE PROTESTE CONTRO LA COSTRUZIONE DI UN RESORT IN UN’AREA PROTETTA: UN PROGETTO SOSTENUTO DA JARED KUSHNER, IL GENERO DI TRUMP - - VIDEO
TIRANA UNA BRUTTA ARIA PER EDI RAMA - IN ALBANIA PROSEGUONO GLI SCONTRI TRA LE FORZE DI POLIZIA E I MANIFESTANTI CHE VOGLIONO LE DIMISSIONI DI EDI RAMA - IL PRIMO MINISTRO ALBANESE, CHE HA FIRMATO IL PROTOCOLLO SUI MIGRANTI CON MELONI, HA TIRATO IN BALLO LE INTERFERENZE RUSSE E IRANIANE NELLE MOBILITAZIONI MA È SEMPRE PIÙ ISOLATO, TANTO DA ESSERE CRITICATO SIA ALL’INTERNO DEL SUO PARTITO CHE DALLA COMMISSIONE EUROPEA. BRUXELLES HA BACCHETTATO TIRANA PER LA BRUTALITÀ DELLA REPRESSIONE - LE PROTESTE SONO PARTITE DAGLI STUDENTI, CHE CHIEDEVANO MAGGIORI INVESTIMENTI SULLA SCUOLA. OGNI ANNO QUASI 40 MILA PERSONE (IL 60% SONO UNDER 35) FUGGONO DALL’ALBANIA… - VIDEO
Estratto dall’articolo di Stefano Iannaccone e Nello Trocchia per “Domani”
giorgia meloni accoglie edi rama a villa pamphilij 3
Prima la svendita della terra ai Trump, poi manganelli e violenza contro gli studenti, in mezzo la crisi economica. Il crepuscolo politico di Edi Rama, primo ministro albanese, amico della nostra presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e di esponenti del Po, sembra inarrestabile.
Un crepuscolo che si manifesta nella reazione alle strade piene di ragazze e ragazzi che chiedono da settimane risposte sul caro istruzione e il futuro incerto. Il fronte che si oppone a Rama è sempre più largo e composito, nelle scorse ore il sindacato dei docenti universitari albanesi ha confermato il boicottaggio delle attività didattiche in solidarietà con gli studenti in piazza. [...]
Quella albanese è una protesta a domino, iniziata quando le persone sono scese in piazza contro il progetto edilizio dei Trump, una mega speculazione in un'area protetta sostenuta dal governo e al centro di uno scandalo internazionale.
I terreni dove dovrebbe sorgere il resort dei sogni erano di proprietà di Artur Shehu, un cittadino albanese di stanza a Miami, coinvolto in un'inchiesta per riciclaggio e traffico internazionale di droga.
Gli abitanti del villaggio sono da anni in causa con Shehu rivendicando la titolarità dei terreni che, sostengono, sarebbero stati sottratti grazie alla complicità delle autorità albanesi. I terreni nelle mani di Shehu sono stati poi ceduti a intermediari, li dovrebbe sorgere il sogno edilizio del genero di Donald Trump, Jared Kushner.
La speculazione immobiliare ha portato in piazza migliaia di albanesi, "il movimento dei fenicotteri" ha denunciato le presunte irregolarità nell'acquisizione dei terreni, il saccheggio, ma soprattutto un presidente in ginocchio davanti ai potenti del mondo.
La svendita dell'Albania ha fatto esplodere le proteste di piazza, i manifestanti chiedono le dimissioni di Rama perché il paese delle Aquile vive una crisi che non si risolve costruendo grattacieli o alberghi di lusso. In mezzo il potere dei narcos e la corruzione diffusa. In fondo bastava girare per le strade di Tirana già prima dei movimenti in piazza per scoprire il paese dai piedi di argilla.
«La crisi aumenta, noi produciamo formaggio, ma al supermercato è carissimo, l'inflazione alimentare ci ha impoveriti, incide anche la guerra in Ucraina, ma non arrivano risposte. lo guadagno ogni mese uno stipendio pari all'affitto di una casa a Tirana, 400 euro, e non me la posso permettere.
Questo è il modello? Vedo torri svettanti e fondamenta labili», racconta una giovane lavoratrice. Una crisi che è diventata la benzina delle proteste per la svendita della costa e per l'assenza di risposte alle proteste degli studenti. [...]
Oltre le proteste c'è una vicenda che è diventata un caso internazionale, quella del sindaco di Tirana, Erion Veliaj, a lungo considerato l'erede naturale del premier Rama. Ma dal febbraio 2025 e sotto arresto, accusato di corruzione, riciclaggio e abuso d'ufficio dalla Spak, la procura speciale albanese contro la corruzione e il crimine.
Una situazione singolare di un sindaco in carica, sotto arresto in attesa di processo. Addirittura nei primi mesi di prigionia non erano state formulate le ipotesi di reato. Questo alimenta i dubbi sullo Stato di diritto di un paese candidato all'ingresso con l'Unione europea. C'è, inevitabilmente, un risvolto italiano. Roma e Tirana sono connesse politicamente.
Non è un mistero che il governo Meloni sia uno dei principali sostenitori dell'ingresso dell'Albania nell'Ue. Il caso del sindaco di Tirana non aiuta il cammino verso Bruxelles. Il sindaco della capitale è in regime di detenzione da oltre un anno e mezzo, facendo sorgere dubbi sulla proporzionalità della misura.
Anche perché la Corte costituzionale albanese si era pronunciata a "favore" di Veliaj già nel novembre 2025, confermandolo al vertice dell'amministrazione di Tirana e giudicando sproporzionata la detenzione.
ERION VELIAJ SINDACO DI TIRANA
A contrario, il 15 settembre scorso, la Corte suprema ha smentito quel pronunciamento e ha ritenuto che esista il pericolo di inquinamento delle prove. Quindi il sindaco deve restare in carcere. In Italia il caso crea imbarazzo su un doppio livello.
Da un lato Meloni ha investito un capitale politico eccezionale nel rapporto con Rama, come confermato dall'accordo sui centri per i migranti. La vicinanza rende più problematica il silenzio italiano di fronte alle gravi criticità che emergono sul caso di Veliaj. D'altra parte c'è la politica europea: Rama è comunque un componente del Partito socialista europeo. Questo crea qualche problema ai socialisti nell'Europarlamento. [...]
edi rama meloni
proteste iN ALBANIA
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