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LOBBISTI ALLA VACCINARA - LA LEGGE SULLE LOBBY RESTA NEI CASSETTI DOPO DECINE DI PROPOSTE: LA PRIMA RISALE AL 1976. IL MOTIVO? IN ITALIA IL LOBBISMO SI BASA SULLE “CONOSCENZE” E NON SULLA CONOSCENZA: IL CASO GUIDI-GEMELLI E’ SOLO L’ULTIMO

Virginia Della Sala e Stefano Feltri per il “Fatto Quotidiano”

 

LOBBYLOBBY

L' Italia rischia una procedura d' infrazione europea perché due anni fa ha vietato di allevare i cani da laboratorio anche se è ancora lecito usarli per la ricerca biomedica.

Ma date tempo alla Lega antivivisezione (Lav) e anche questa incongruenza sarà risolta: alla Luiss il professor Pier Luigi Petrillo, massimo esperto di lobby in Italia, apre i suoi corsi sui rapporti tra interessi e politica parlando del gruppo più efficace, la Lav.

 

protesta contro lobby farmaceuticheprotesta contro lobby farmaceutiche

Che il 29 marzo del 2014 ottiene un decreto legislativo in contrasto con la direttiva comunitaria che il Parlamento italiano doveva recepire, prodotto di un' azione di lobbying di successo: la campagna sull' allevamento Green Hill vicino Brescia, i beagle liberati, i tanti cantanti e testimonial coinvolti. Alla fine la politica non può che adeguarsi. La Lav è riuscita a modificare anche il codice civile: ogni regolamento condominiale che vieta il possesso di animali è illegittimo.

 

Se sul web cercate di capire come si fa lobbying in Italia, una delle prime risposte che Google vi offre è il manuale di Greenpeace per condizionare le decisioni della politica: "La lobby praticata delle Organizzazioni Non Governative (Ong) è finalizzata al motivo opposto di quella tradizionale, non a proteggere gli interessi di gruppo, ma ad esigere che sia salvaguardato l' interesse della collettività.

 

ATTIVITA DI LOBBY PRO ASCENSORI SULLA MINISTRA FEDERICA GUIDI DELL ANIEATTIVITA DI LOBBY PRO ASCENSORI SULLA MINISTRA FEDERICA GUIDI DELL ANIE

È un tipo di pressione positiva, differente anche nei metodi, in quanto non può far sua la regola secondo cui il fine giustifica i mezzi". Ma questa distinzione è - anch' essa - una mossa di lobbying: far passare l' idea che ci siano lobby buone e lobby cattive, quelle che difendono gli interessi di pochi e quelle che proteggono il bene di tutti.

 

LOBBYSTI LOBBYSTI

"Cosa sarebbe successo se l' ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi avesse spinto un emendamento a favore di un parco eolico invece che del progetto petrolifero Tempa Rossa? Ci sarebbe stato meno scandalo perché le rinnovabili sono buone e il petrolio è cattivo", spiega un funzionario di un ministero che spesso ha a che fare con lobbisti.

 

PIER LUIGI PETRILLOPIER LUIGI PETRILLO

È il primo argomento di ogni lobbista: spiegare che il proprio interesse particolare coincide con quello generale. Ma l' idea che esistano lobby utili e lobby pericolose è troppo semplice per essere vera o, almeno, utile nel gestire i rapporti con i gruppi di interesse. Un caso di scuola: nel 2010 alla Camera si discute la riforma del codice della strada, un deputato propone per i motociclisti l' obbligo di avere giubbotti con protezioni, oltre al casco, per limitare i danni in caso di incidente.

 

L' interesse generale - i motociclisti soffriranno meno - coincide con l' interesse particolare della Dainese, la società leader nell' abbigliamento da strada. Parte la controffensiva: Honda e Piaggio, temendo il crollo delle vendite di scooter da città, si mobilitano per argomentare che un motociclista costretto a indossare abiti più rigidi è più impacciato e in pericolo, soprattutto d' estate quando il caldo peggiora la situazione.

LAVLAV

 

Di nuovo: interesse generale e particolare vanno insieme. Vincono le aziende degli scooter. Visto che non si può impostare un approccio che discrimina i lobbisti positivi da quelli negativi, l' unico modo per mettere ordine nel settore è quello di regolare il rapporto tra politica e lobby a prescindere da qual è l' interesse rappresentato:

 

il professor Petrillo tiene un censimento di tutte le proposte di legge sul tema, la prima risale al 1976, la presentò l' onorevole Nicola Sanese (Dc) e identificava il lobbista con l' addetto alle pubbliche relazioni. Da allora ci sono stati tentativi a decine e nessuna legge.

 

DAINESEDAINESE

La proposta più recente, presentata nel 2014, è impantanata in commissione Affari costituzionali al Senato. Nel suo rapporto 2014 Transparency International, una ong specializzata in lotta alla corruzione, analizzava i tentativi di alcune Regioni italiane di introdurre registri dei lobbisti: l' Abruzzo lo ha previsto nel 2010, efficace dal 2012, nel 2014 contava soltanto sei soggetti iscritti, tra questi il "Centro di ricerca internazionale sul cane da lavoro".

 

Diego Piacentini Diego Piacentini

Anche il ministero dell' Agricoltura, ai tempi del tecnico Mario Catania nel 2012, ha sperimentato un registro: i lobbisti che vogliono presentare documenti o avanzare richieste relative a un provvedimento devono iscriversi, in modo trasparente. Non ha fatto scuola.

 

Lo scopo dei registri è quello di creare un quadro per il lobbying "regolare" in modo che, per esclusione, se emergono attività fuori da quei binari vengano classificate in automatico come sospette. Anche se non è semplice come potrebbe sembrare stabilire chi è un lobbista:

 

mario catania mario catania

ci sono grandi società che hanno i direttori delle relazioni istituzionali con interi staff a disposizione, quelle più piccole che si affidano a società di lobbying per conto terzi (F&B, Cattaneo & Zanetto ecc.), alcune che hanno insieme le relazioni esterne e quelle istituzionali (Autostrade), fusione che rende difficile separare in modo netto le attività di lobbying da quelle di comunicazione.

 

GUIDI E GEMELLI GUIDI E GEMELLI

Poi ci sono le multinazionali con uffici in Italia che, pur avendo grandi strutture, assoldano comunque società esterne per il monitoraggio normativo, per non dover seguire direttamente quello che succede nelle commissioni parlamentari o a livello regionale. O per sapere qual è il soggetto giusto da incontrare: un ministro, un sottosegretario, un direttore generale o un senatore (molti lobbisti sono pagati anche soltanto per organizzare gli appuntamenti).

 

FEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLIFEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLI

Qualunque sia la qualifica che ricopre o la sua mansione, se volete vedere un lobbista all' opera è tempo perso consultare i registri dei ministeri (anche se molti dirigenti ricevono solo su appuntamento e in ufficio, così da lasciare una traccia scritta dell' incontro): molto meglio fare un giro all' ora di pranzo all' Enoteca Spiriti, in piazza di Pietra a Roma, o - suggerisce Transparency - nella sala lounge del Fitelity Club di Alitalia all' aeroporto di Milano Linate, da dove partono i collegamenti per Roma.

 

Secondo Transparency International, la caratterista del sistema di lobbying italiano è "la prevalenza del lobbying ad personam". In Italia il lobbista efficace è quello che ha conoscenze, non conoscenza, che può ottenere favori senza doversi sforzare di convincere.

 

PAOLO ZANETTO PAOLO ZANETTO

Visto che spesso i direttori generali dei ministeri o anche i capi di gabinetto sono inamovibili per anni, chi ha relazioni durature è sicuro di avere l' accesso giusto, che il funzionario risponda al telefono, che magari faccia uno sforzo per un vecchio amico. Il caso di Federica Guidi lo dimostra: il suo compagno, Gianluca Gemelli, non agisce come un lobbista anglosassone, non presenta interessi particolari in rapporto all' interesse generale.

 

Si limita a usare la relazione con il ministro per garantire il risultato promesso agli imprenditori per conto dei quali si muove. Nella fitta rete di relazioni all' italiana da qualche anno si stanno inserendo i colossi del digitale.

 

Piero Crivellaro (direttore dell'ufficio di Bruxelles) e i soci Jim Fabiani, Paolo Zanetto, Richard Pinto e Alberto CattaneoPiero Crivellaro (direttore dell'ufficio di Bruxelles) e i soci Jim Fabiani, Paolo Zanetto, Richard Pinto e Alberto Cattaneo

Due elementi concreti certificano il loro peso: il governo Renzi si è opposto a ogni ipotesi di Google Tax (il tentativo di far pagare più tasse in Italia ai fornitori di servizi digitali con sedi all' estero) e l' arrivo di Diego Piacentini, un vicepresidente di Amazon in aspettativa, come nuovo commissario per l' Agenda digitale di palazzo Chigi.

 

Google, Uber e gli altri hanno un approccio nuovo: la tecnologia evolve così in fretta che è inutile dichiarare guerra per qualche emendamento, investire tempo e risorse su singole battaglie. Molto meglio lavorare sul medio periodo, convincere la politica che imprese tecnologiche e pubblica amministrazione devono procedere insieme.

 

google sbaglia la bandiera italiana nel doodlegoogle sbaglia la bandiera italiana nel doodle

Google, per esempio, ha lanciato il progetto "Crescere in digitale" che fornisce a tutti gli iscritti a Garanzia Giovani (un programma di tirocini finanziati dal pubblico) un corso gratuito per usare i social network nelle piccole imprese. I politici possono vantare nuovi risultati a costo zero, le aziende sanno di contare su un alleato che, come minimo, cercherà di non danneggiarle quando si discutono leggi rilevanti.

 

"Si ragiona sempre meno in termini di lobbismo, sempre più in termini di campagna elettorale o culturale. Bisogna concordare sul principio più che sull' intervento specifico.

il country manager italia di google fabio vaccarono e il presidente di upa sassoli de' bianchiil country manager italia di google fabio vaccarono e il presidente di upa sassoli de' bianchi

È un' opera di educazione" spiega Paolo Zanetto, di Cattaneo & Zanetto (che tra i suoi clienti conta Uber).

 

Secondo Transparency International uno dei migliori antidoti al lobbying generato è "la promozione, anche attraverso una maggiore tutela, del giornalismo investigativo, che può contribuire a far conoscere e comprendere il fenomeno in modo più obiettivo". Ma questa è davvero un' altra storia.

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