marine le pen emmanuel macron

SIAMO SICURI CHE MACRON ABBIA IN PUGNO LA VITTORIA ALLE PRESIDENZIALI FRANCESI? - I SONDAGGI SEGRETI (‘LE FIGARO’) DANNO MARINE LE PEN AL 34%, CONTRO IL 26% DELL’EX SOCIALISTA. E PER IL ‘FINANCIAL TIMES’ IL 40% DEI GIOVANI E' PRONTO A VOTARE PER LEI, CHE HA GRATTATO LO STRATO VETERO-FASCISTA DAL FRONTE NAZIONALE - DOPO BREXIT E TRUMP, DARE PER SCONTATI I RISULTATI ELETTORALI È DA IDIOTI

  

Marcello Foa per http://blog.ilgiornale.it/

MACRON COMPAGNAMACRON COMPAGNA

 

Siamo sicuri che Macron abbia in pugno la vittoria alle presidenziali? Come già accaduto per la Brexit e in occasione dell’elezione di Trump, l’immagine proiettata dai sondaggi e amplificata dai media mainstream rischia di essere , ancora una volta, ingannevole. Che cosa dicano lo sapete: Macron va bene, è alla pari con la Le Pen e, naturalmente, ha vinto il dibattito televisivo con i candidati all’Eliseo. Scremando la propoganda, la realtà appare diversa. Non si tratta di fare il tifo per un candidato o per l’altro ma di analizzare, per capire.

VALLS MACRONVALLS MACRON

 

Diciamola tutta: Marine Le Pen, oggi, è largamente in testa. Per tre ragioni.

 

La prima è emersa nei giorni scorsi e qualche commentatore l’ha già prontamente rilevata. E’ accaduto che un giornalista di Le Figaro si lasciasse sfuggire che, secondo i sondaggi segreti, ben diversi da quelli diffusi ogni giorno, la Le Pen sarebbe in testa con il 34% dei voti, dunque almeno 8 punti in più rispetto al 26% di cui è acceditato Macron.

 

marine le pen 2marine le pen 2

La seconda ragione trova ispirazione in un’altra fonte autorevole, il Financial Times, che rivela come il 40% dei giovani francesi sia intenzionato a votare per la candidata del Fronte Nazionale. Macron raccoglie la metà dei consensi, appena il 20%. Come si spiega? Ascoltiamo il FT:

 

La frustrazione tra i giovani per la mancanza di lavoro e le cattive prospettive economiche costituiscono gran parte del fascino del FN. Sotto il governo socialista di François Hollande la disoccupazione è rimasta ostinatamente alta, il doppio del livello di Regno Unito e Germania. La disoccupazione giovanile è al 25 per cento – dal 18 per cento del 2008. (…) “In Francia per un numero crescente di giovani meno istruiti il fatto che passeranno buona parte delle loro vite in una situazione economica precaria è quasi una certezza,” dice il politologo Joël Gombin.

 

marine le pen in egitto con il patriarca coptomarine le pen in egitto con il patriarca copto

 

 

Inoltre, ed è molto significativo, oggi Marine Le Pen non viene più percepita, soprattutto dai giovani, come un candidato xenofobo. Cito ancora il Financial Times:

 

Negli ultimi dieci anni, e in particolare a partire dal 2011 sotto la guida di Marine Le Pen, il partito ha cercato di rimodellare la propria immagine. I funzionari, per esempio, ora parlano di “immigrazione”, piuttosto che di “immigrati”, e si oppongono all’”Islam radicale”, piuttosto che all’ “Islam”, mentre i temi sui quali il partito organizza le sue campagne si sono ampliati oltre la sicurezza e l’immigrazione, per includere un messaggio anti-globalizzazione focalizzato sull’economia.

 

marine le pen con il gattomarine le pen con il gatto

 

Dunque da forza di estrema destra, il Fronte Nazionale si è trasformato in un movimento di protesta che non si lascia più imbrigliare negli schemi politici classici. Certo, difende l’identità, i valori della Nazione francese ma presentandosi sempre più come forza neogollista ovvero come legittime erede di una corrente, che il centrodestra tradizionale ha progressivamente abbandonato.

marine e jean marie le penmarine e jean marie le pen

 

In un’epoca in cui i programmi della destra moderata e socialisti tendono a convergere, elidendosi, e in cui i partiti di sinistra, contaminati dai disastri della presidenza Hollande, appaiono in crisi di credibilità, la Le Pen si propone come colei che sa interpretare il forte malessere sociale di una parte importante della società francese. E’ conservatrice e al contempo sociale. Crede nel libero mercato ma attacca una globalizzazione che privilegia le multinazionali. Non eccede mai nei toni, per non spaventare l’elettorato borghese, e dimostra un notevole livello di preparazione, ad esempio nella critica all’euro e all’Unione europea.

 

Si è riposizionata sul centrodestra, occupando lo spazio lasciato libero da Sarkozy e ora da un Fillon azzoppato dagli scandali, e oggi Marine Le Pen riesce a presentarsi come un leader di rottura ma credibile, in grado di catalizzare, oltre ai voti della vecchia Francia iperconservatrice, anche quelli, nuovi e arrabbiati, di una gioventù che un tempo votava per la gauche. Di fatto può pescare in ogni area politica.

 

emmanuel macronemmanuel macron

La terza ragione è un po’ tecnica ma fondamentale. Lo sappiamo: Donald Trump ha vinto le elezioni grazie al sostegno conquistato sui siti internet e sui social media. E oggi in tutti i Paesi occidentali la capacità di persuasione del web è almeno pari, ma in certi casi addirittura superiore, a quella della tv e dei media tradizionali. Immagino già l’obiezione: la Francia non è l’America. Vero, però è la patria del Minitel ovvero di quello che è stato il primo vero social media, ed è un Paese assai digitalizzato. Ecco perché, anche a Parigi, per valutare il peso di un candidato bisogna non lasciarsi condizionare dal “rumore mediatico” che – in Francia oggi, come in America ieri – dà per sicura l’elezione di un solo candidato. Là era Hillary, qui è Macron.

 

Sui social media i ruoli si ribaltano. Macron è indietro, mentre Marine batte tutti, come rileva un’altra fonte insospettabile, l’Huffington Post, a margine del dibattito tra i candidati dell’altro giorno, che, secondo i media, è stato vinto dal giovane ex ministro dell’economia di Hollande, ma che, stando al sentiment di Facebook e di twitter, é andato alla Le Pen (per i dettagli vedi qui).

 

BENOIT HAMONBENOIT HAMON

Un responso che riflette la presenza complessiva sui social. Marine si è mossa per tempo e decisamente bene. Su twitter conta 1,34 mln followers ed ha molto più seguito di Melenchon (1 milione di follower), di Macron (577mila), di Fillon (461mila) e di Hamon (348mila). Su Facebook il distacco è ancora più ampio: ha 1.258.777 fan, rispetto a Melenchon (709.130 fan), Fillon (311.377), Macron (228.398) e Hamon (148.107).

 

Numeri che sono importanti ma che da soli non sono del tutto significativi. Per valutarne il peso occorre stimare la capacità di mobilitazione – e dunque di “contagio digitale” – che è determinata dalla quantità dei post e dall’assiduità dei fan. E anche qui, pochi dubbi: la motivazione dei sostenitori di Marine appare molto più elevata di quella degli altri candidati e soprattutto di Macron.

 

benoit hamon manuel vallsbenoit hamon manuel valls

Questo significa che la Le Pen conquisterà l’Eliseo? Non corriamo, qualunque previsione è prematura, tanto più in un sistema elettorale a due turni. Significa, però, che la sua vittoria non può più essere esclusa, perché la sua candidatura è molto più strutturata, politicamente, e molto più radicata, socialmente, di quanto i suoi avversari siano disposti ad ammettere. I quali preferiscono far finta di non vedere e continuano a confidare nella propaganda tradizionale, amplificata dai media, tutti schierati contro Marine.

 

Una situazione che ricorda, ancora una volta, quella delle presidenziali americane. Attenti alle sorprese…

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