SIAMO MESSI MOLTO MALE SE L’UNICO "ARGINE" A TRUMP, OGGI, È QUEL BURINO DI VANCE – IL VICEPRESIDENTE AMERICANO PORTA AVANTI LA LINEA “ISOLAZIONISTA“ DEL FRONTE "MAGA" E HA PUNTATO I PIEDI SPINGENDO IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA A FERMARE I RAID CONTRO GLI HOUTHI NEL GOLFO E L’INVIO DI ARMI A ISRAELE (“LA NOSTRA POLITICA ESTERA IN MEDIORIENTE NON PUO’ ESSERE ASSERVITA ALLO STATO EBRAICO”). UNA PRESA DI POSIZIONE IN NOME DELL”AMERICA FIRST” (JD VANCE NON VUOLE L'AMERICA IMPEGNATA IN GUERRE IN GIRO PER IL MONDO) E SOPRATTUTO ALLA LUCE DEL DEBITO PUBBLICO MONSTRE CHE GLI USA DEVONO SOSTENERE – ALLA CONVENTION REPUBBLICANA DI DALLAS, VANCE È STATO INCORONATO DAL FONTE “MAGA” COME CANDIDATO PER LE PREISDENZIALI DEL 2028 – L’ULTIMO SONDAGGIO DI YOUGOV LO DÀ AL 44% DEI CONSENSI TRA I TRUMPIANI, CONTRO IL 21% DI MARCO RUBIO...
SONDAGGIO, 'VANCE IN TESTA FRA I REPUBBLICANI PER IL 2028, FRA I DEM È BATTAGLIA'
(ANSA) - NEW YORK, 15 SET - JD Vance è avanti nei sondaggi fra i papabili candidati repubblicani al 2028, mentre fra i democratici è battaglia. Secondo un sondaggio di YouGov-Bowling Green State University, il vicepresidente Usa ha il 44% delle preferenze contro il 21% del segretario di Stato americano Marco Rubio e dell'8% di Donald Trump Jr. Fra i democratici Kamala Harris ha il 17% dei consensi, tallonata da Pete Buttigieg con il 16%. Gavin Newsom e Alenxadria Ocasio-Cortez hanno il 14%.
VANCE, 'LA GUERRA IN IRAN ENTRERÀ IN UNA NUOVA FASE IN UN PAIO DI MESI'
murale contro donald trump a teheran
(ANSA) - NEW YORK, 15 SET - La guerra in Iran entrerà in una nuova fase in un paio di mesi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un'intervista al New York Post, dicendosi d'accordo con Donald Trump sul fatto che il conflitto finirà subito dopo le elezioni di metà mandato.
"Non possiamo prevedere il futuro, ma penso che il presidente abbia ragione quando dice che entrerà in una fase molto diversa in un paio di mesi. Trump è anche il commander-in-chief, la persona che decide quando un conflitto inizia e poi finisce", ha aggiunto. "Capisco l'impazienza degli americani.
Fondamentalmente quello che sta accadendo ora è che gli Stati Uniti non sono impegnati in azioni aggressive. Ogni tanto l'Iran spara contro navi commerciali, ma senza successo", ha messo in evidenza.
VANCE,'NON POSSIAMO PERMETTERE NOSTRA POLITICA ESTERA SIA ASSERVITA A ISRAELE'
(ANSA) - ROMA, 16 SET - "Abbiamo molte partnership importanti nella Nato, ma questo non significa che renderemo completamente la nostra politica estera europea asservita alla Nato, così come non possiamo permettere che la nostra politica estera in Medio Oriente sia asservita allo Stato di Israele". Così il vicepresidente Usa JD Vance, a una conferenza organizzata da All-In Podcast, ripresa dal Times of Israel, ad un mese dalle elezioni in Israele.
"Collaboreremo con le persone - afferma Vance - quando sarà necessario, saremo in disaccordo quando non lo saremo. E perseguiremo gli interessi dell'America. Questo è l'unico modo per avere una politica estera razionale".
donald trump jd vance marco rubio
"Ovviamente Israele - afferma il vicepresidente Usa - è stato un partner importante per quanto riguarda la tecnologia militare e la condivisione di informazioni di intelligence, ma a volte gli Stati Uniti non sono d'accordo con Israele. Donald Trump è l'unico presidente degli ultimi 40 anni ad essere stato disposto a dire 'Sapete cosa? Sì, Bibi è un buon partner, ma io e Bibi abbiamo un'opinione diversa su questo', oppure 'Bibi ha torto su questo', o forse 'Bibi ha ragione dal punto di vista di Israele, ma il popolo americano ha bisogno che prendiamo una direzione diversa'."
donald trump jd vance marco rubio
MEDIA, VANCE CERCÒ DI OFFRIRE CONSIGLI A HILLARY CLINTON PER BATTERE TRUMP NEL 2016
(ANSA) - NEW YORK, 16 SET - Prima di convertirsi al movimento Maga, JD Vance cercò indirettamente di fornire consigli a Hillary Clinton su come battere Donald Trump alle elezioni del 2016. Lo riporta Vanity Fair in un lungo articolo dedicato al vicepresidente da quando studiava a Yale al suo libro di memorie 'Elegia americana'. Vance cercò di contattare Jake Sullivan, il consigliere politico di Clinton nel 2016, per elargire i suoi suggerimenti. "Odio Hillary. Ma odio ancora di più Trump. Trump non puà vincere", aveva detto vance alla campagna di Hillary Clinton.
LE PROVE DI VANCE PER IL 2028, 'I DEM IL PARTITO DELL'ODIO'
(ANSA) - NEW YORK, 10 SET - JD Vance assale i democratici descrivendoli come il "partito dell'odio" e carica i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato. In uno dei momenti più significativi della sua carriera politica e in quella che è una prima prova da candidato al 2028, il vicepresidente infiamma la convention di Dallas e presenta la sua visione del fututo facendo leva sulla sua famiglia e sui suoi figli.
Senza parlare direttamente della guerra in Iran e senza alcun riferimento al 'dividendo Trump' da 5.000 dollari in caso di vittoria dei repubblicani alle midterm, Vance si presenta sul palco sicuro di se. "E' bello sentire gridare il proprio nome", ha ammesso con un grande sorriso.
Quando dal pubblico si è alzato il coro '2028, 2028', il vicepresidente è apparso evidentemente soddisfatto: "occupiamoci delle midterm, poi vedremo cosa succede", ha detto prima di lanciare un attacco frontale ai democratici. "Sono il partito che disprezza l'America e che ha simpatia per i terroristi che hanno perpetrato l'11 settembre. Non dimentichiamoci mai l'America appartiene a chi la ama", ha tuonato.
"Non chiedo a nessuno di concordare con me su ogni singola politica dell'amministrazione. Vi chiedo si seguire l'esempio di Charlie Kirk: non buttate via il bambino con l'acqua sporca. Ciò che vi chiedo è di riconoscere il contrasto con i radicali e di riconoscere i risultati ottenuti negli ultimi 18 mesi", ha aggiunto chiedendo agli americani di non consegnare il paese a un "gruppo di folli" che lo distruggeranno, così come distruggeranno al "vostra famiglia".
jd vance e donald trump - groenlandia e canada - vignetta by osho
"Quello che voglio per la mia famiglia, lo voglio per la vostra perché il mio lavoro è battermi per tutti", ha spiegato illustrando la sua visione per il futuro. "Voglio che le aziende americane abbiano lavoratori americani che costruiscano la prossima generazione di grandi prodotti americani. Vogliono che i miei figli si innamorino e che si possano permettere una casa dove crescere i loro figli", ha detto fra gli applausi prima di passare la parola a Donald Trump.
Il presidente lo ha lodato e ha lodato i presenti all'American Airlines Center, "tutto esaurito anche questa sera". "Due anni fa sono stato eletto per salvare l'America e ho mantenuto tutte le promesse. Ho preso il momento buio dell'America e l'ho trasformato in una età dell'oro", ha ricordato Trump mettendo in guardia su un una vittoria dei democratici. "Vi confischeranno la ricchezza, vi triplicheranno le tasse e mutileranno i vostri figli. Con me avrete un dividendo da 5.000 dollari".
Mettendo in evidenza l'importanza delle midterm, il presidente ha chiesto "un favore, il favore piu grande: andate a votare, fate finta che sia io a correre e il mio nome sia sulla scheda". Poi si è spinto fino a chiedere ai presenti un giuramento di fedeltà a se stesso. "Alzate la mano e ripetete con me: prometto al più grande presidente della storia degli Stati Uniti che ci ama così tanto che e andrò a votare.
Giuriamo che il 3 novembre andremo a votare", ha detto mentre il pubblico ripeteva le sue parole. "Sapete cosa succede se non andate a votare? Andrete all'inferno", ha scherzato. Trump ha quindi chiuso la prima convention repubblicana per le midterm assicurando che renderà "l'America di nuovo grande". Sulle note dell'inno nazionale intonato da Christopher Macchio centinaia di palloncini sono scesi sul pubblico, segnando la chiusura della kermesse tanto voluta da Trump ma i cui effetti sulle elezioni non sono chiari.
VANCE LANCIA LA SFIDA AL 2028, I MAGA A DALLAS LO INCORONANO
jd vance suona la batteria nel video meme sullo shutdown pubblicato da donald trump
(ANSA) (di Serena Di Ronza) - NEW YORK, 11 SET - JD Vance lancia la sua sfida al 2028. Dopo aver conquistato Dallas, è volato a Ground Zero per le celebrazioni dell'11 settembre incontrandosi con tutti gli ex presidenti americani ancora in vita. Accanto a Joe Biden, George W. Bush, Bill Clinton e Barack Obama è apparso proiettato verso quella Casa Bianca per la quale non è ancora sceso in campo ufficialmente, ma a cui sembra puntare.
E il suo discorso guardando al 2028, durante la convention repubblicana per le elezioni di metà mandato, ha incassato di fatto il sostegno del movimento Maga. Sul palco si è posto come l'erede naturale di Donald Trump, conquistando il pubblico. 'JD, JD' e '2028' sono stati i cori che hanno interrotto il suo intervento a Dallas. Lui è apparso evidentemente soddisfatto ma ha mantenuto la calma, consapevole che anche un piccolo passo falso agli occhi del presidente potrebbe costargli caro.
Nel discorso più importante della sua carriera politica ha illustrato la sua visione per il futuro senza prendere troppo le distanze dal capo, noto per la sua suscettibilità. In un gioco di equilibrio delicato, che alla fine gli è valso i complimenti di Trump. Al pubblico che gli chiedeva di candidarsi alla presidenziali, ha risposto con un sorriso smagliante.
"Occupiamoci prime delle midterm, poi vedremo cosa succede", ha detto prima di lanciarsi in un duro attacco contri i "folli" democratici. Perfettemente consapevole che una vittoria dei repubblicani alle midterm metterebbe il vento in poppa a una sua candidatura al 2028, Vance ha dipinto i liberal come il "partito dell'odio", coloro che vogliono "distruggere le vostre famiglie" e simpatizzano con i terroristi dell'11 settembre. Ha fatto poi riferimento alla nascita del suo quarto figlio e alla sua voglia di guardare al futuro tramite i suoi occhi.
DONALD TRUMP - JD VANCE - PETE HEGSETH
"Non chiedo a nessuno di essere d'accordo con me su ogni singola politica dell'amministrazione. Quello che vi chiedo è di riconoscere il contrasto con i radicali e di riconoscere i risultati ottenuti negli ultimi 18 mesi", è stato l'appello agli elettori, soprattutto a quei millenial orfani del suo amico Charlie Kirk. Vance non ha mia citato il 'dividendo Trump' da 5.000 dollari in caso di vittoria alle midterm né tantomeno la guerra in Iran, sulla quale dietro le quinte appare preoccupato.
jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
Il vicepresidente - secondo indiscrezioni del New York Times - ha contatto direttamente i comandanti in prima linea per ottenere informazioni dirette sul conflitto, ricevendo un quadro ben diverso da quello che l'amministrazione rivendica in pubblico. I contatti sembrano confermare il suo coinvolgimento in prima linea in una guerra che lo ha sempre visto contrario, ma anche la sua fuga in avanti per ottenere informazioni di solito non disponibili a un numero due.
Dopo l'appassionato intervento, Vance ha lasciato il palco a Trump per la chiusura della prima convention per le midterm della storia, ribattezzata Trump-a-looza. Il presidente ha difeso il suo operato e insistito sul suo dividendo. Ha attaccato i democratici e promesso che se dovessero vincere bloccherà "tutte le loro iniziative per due anni".
Poi lanciato il suo ultimo appello. "Vi chiedo un favore, il favore più grande: andate a votare", ha esortato. "Alzate la mano e ripetete con me: prometto al più grande presidente della storia degli Stati Uniti che ci ama così tanto che e andrò a votare. Giuriamo che il 3 novembre andremo a votare", ha detto mentre il pubblico ripeteva le sue parole. Poi ha scherzato: "sapete cosa succede se non andate a votare? Andrete all'inferno". Il giuramento di fedeltà è stato seguito dai saluti e da un Trump che, "un po' stanco della politica", ha invitato il pubblico a godersi con lui della musica. Il tenore Christopher Macchio è salito sul palco e ha intonato l'inno nazionale e 'Nessun Dorma' mentre palloncini rossi, oro, bianchi e blue scendevano sul pubblico e calava il sipario sulla kermesse.
UN ANNO DOPO KIRK, TURNING POINT GUARDA A VANCE PER IL 2028
(ANSA) (di Alessandra Baldini) - NEW YORK, 10 SET - Un anno dopo l'uccisione di Charlie Kirk, Turning Point Usa è tornata nel campus dello Utah per ricordare, ma anche per guardare al futuro. L'organizzazione fondata dall'attivista conservatore punta su JD Vance per traghettarne l'eredità politica e generazionale in vista del 2028.
In poco più di un decennio Kirk aveva trasformato Turning Point da piccola organizzazione giovanile in una macchina politica nazionale con milioni di fan che contribuì a portare verso Donald Trump una parte dell'elettorato più giovane. Charlie aveva 31 anni quando il 10 settembre 2025 fu ferito a morte durante un confronto con gli studenti della Utah Valley University di Orem.
erika kirk e nicki minaj alla turning point usa fest
Un anno dopo, la macchina è sopravvissuta (oltre un milione di studenti coinvolti, 3.500 club nelle scuole superiori e 1.500 sezioni universitarie) ma resta una domanda: chi lo sostituirà come volto giovane del conservatorismo americano? "Non puoi schioccare le dita e crearne uno nuovo", ha ammesso il portavoce Andrew Kolvet.
La risposta per ora è il 42enne Vance, per Kolvet il "ponte generazionale" capace di parlare direttamente agli under 30 che amavano Charlie. Kirk e Vance erano amici e alleati. Charlie sostenne JD nella corsa del 2022 al Senato, due anni dopo spinse perché Trump lo scegliesse come vice e, all'indomani della vittoria del 2024, stava lavorando a una strategia per Vance 2028. Con la benedizione di Erika, la vedova di Kirk, il piano è sopravvissuto all'assassinio e Turning Point sta rafforzando la presenza negli Stati chiave delle primarie, compreso l'Iowa.
l abbraccio tra erika kirk e jd vance 1
La sfida immediata è recuperare i giovani disaffezionati tra aumenti del costo della vita, la guerra con l'Iran e le divisioni su Israele. Ieri intanto a Dallas Trump ha ricordato l'attivista ucciso alimentando le divisioni: "Milioni di americani sono sconvolti non solo perchè è stato assassinato ma anche a vedere quante persone abbiano cercato di giustificarne l'uccisione o addirittura l'abbiano celebrata".
Turning Point è tornato oggi a Oren per un evento che ha spaccato il campus: per alcuni studenti Kirk è un martire della libertà, altri vorrebbero lasciarsi alle spalle la tragedia. Nel primo anniversario sono arrivati messaggi anche dall'Italia. Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni il modo migliore per ricordare Kirk è "non lasciare che prevalga l'odio che ha cercato di zittirlo. Le idee si affrontano con altre idee".
jd vance al funerale di charlie kirk 1
jd vance al funerale di charlie kirk
jd vance charlie kirk







