meloni schlein conte

IL MONDO VA A FUOCO, LE FAMIGLIE ITALIANE SI PREPARANO A UN AUTUNNO DI LACRIME E SANGUE E LA POLITICA LITIGA SU BALLOTTAGGIO E PRIMARIE – IL POLITOLOGO LORENZO CASTELLANI: “ENERGIA, INDUSTRIA, DIFESA, RIARMO, SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE E PROTEZIONE DELLE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO IMPONGONO UNA POLITICA DI LUNGO PERIODO. RICHIEDONO COMPATTEZZA, GERARCHIE NELLE PRIORITÀ, RIFORMULAZIONE DEL BILANCIO DELLO STATO E UNA CLASSE DIRIGENTE DISPOSTA A PAGARE IL COSTO DELLE DECISIONI. OGGI L’ITALIA NON SEMBRA AVERE UN SISTEMA POLITICO NÉ UNA LEADERSHIP ALL’ALTEZZA DI UNA SITUAZIONE SEMPRE PIÙ DIFFICILE. IN UN MONDO TORNATO COMPETITIVO, COSTOSO E ARMATO, QUESTE NON SONO BUONE NOTIZIE PER IL PAESE…”

Estratto dell’articolo di Lorenzo Castellani per “Domani”

 

giorgia meloni amatrice foto lapresse

La politica italiana si avvia verso mesi difficili con l’aria di chi discute ancora delle formule elettorali mentre cambiano, assai più rapidamente, le condizioni materiali dell’esistenza economica e politica.

 

Per molti anni il Paese ha potuto rinviare le scelte difficili: protetto da una moneta stabile, sostenuto dalla domanda estera, rassicurato da una pax americana considerata irreversibile e da un’energia dai costi sopportabili. Quella stagione è finita. E il problema italiano è che al mutamento del mondo esterno corrisponde una crescente incapacità interna di produrre decisioni coerenti.

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte

[…] Partiamo dall’economia. La nuova tensione energetica torna a sospingere i prezzi generali verso l’alto: in un paese a crescita quasi zero i redditi reali si erodono e in modo più rapido di quanto il palazzo creda.

 

Di conseguenza, il ritorno di tassi d’interesse meno favorevoli sul debito pubblico […] restringerà ulteriormente i margini della politica di bilancio. La crisi energetica non è dunque un capitolo settoriale, ma una componente della più generale fragilità economica e finanziaria italiana.

 

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

È il sintomo di una vulnerabilità strutturale: l’Italia continua a dipendere in misura eccessiva da fattori che non controlla, dalle rotte marittime agli approvvigionamenti, dal prezzo del gas a quello dei prodotti petroliferi raffinati.

 

L’Europa ha aggravato questa condizione confondendo la necessità della transizione ecologica con l’idea che essa potesse essere realizzata per decreto, senza una parallela politica industriale.

 

[…] Anche l’automotive riassume questa contraddizione. L’Europa rischia di affrontare la conversione elettrica indebolendo le proprie basi produttive e lasciando spazio a concorrenti che controllano più saldamente batterie, materie prime e filiere tecnologiche.

 

giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 5

Le difficoltà di grandi gruppi come Volkswagen, Stellantis e Porsche segnalano che la transizione […] può tradursi in chiusure, ridimensionamenti e perdita di occupazione. È la contraddizione di un’Europa che proclama l’autonomia strategica e rischia invece di importare dall’esterno una parte decisiva della struttura industriale della propria transizione.

 

[…] In questo scenario, la politica italiana appare singolarmente inadeguata. Il centrosinistra si avvicina alle elezioni senza sciogliere il nodo fondamentale: non la semplice scelta di un candidato, ma la definizione di una coalizione politica. Elly Schlein e Giuseppe Conte competono per egemonizzare due elettorati diversi, due culture politiche differenti, due idee non coincidenti di Stato, Europa e politica estera.

 

roberto vannacci coi meloni in mano

Si specula allora di un nome terzo, magari amministratore di una grande città. Ma la popolarità locale non coincide con la legittimazione nazionale: sindaci e governatori sono difficili da trasformare in pochi mesi in un candidato nazionale riconoscibile e credibile da contrapporre a Giorgia Meloni.

 

A destra, intanto, la crescita del partito di Roberto Vannacci introduce un fattore ulteriore di instabilità. Significa che una parte dell’elettorato sovranista e protestatario, più grande del previsto, cerca una rappresentanza più radicale di quella offerta dal centrodestra tradizionale. E ogni punto sottratto alla coalizione di governo rende più incerta la possibilità di una maggioranza.

 

Persino la riforma elettorale in discussione potrebbe non risolvere il problema. Può verificarsi, infatti, il caso più italiano di tutti: elezioni senza un vincitore netto nonostante la nuova legge sia pensata per costruirne uno. Ci si ritroverebbe di fronte a partiti capaci di impedire agli avversari di governare, ma incapaci di costruire essi stessi una direzione nazionale.

CETRIOLONI PER L ITALIA - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

Il punto decisivo, allora, non è elettorale ma di governo. Energia, industria, difesa, riarmo, sicurezza delle infrastrutture e protezione delle catene di approvvigionamento impongono una politica di lungo periodo. Richiedono compattezza, gerarchie nelle priorità, riformulazione del bilancio dello Stato e una classe dirigente disposta a pagare il costo delle decisioni. Oggi, invece, l’Italia non sembra avere un sistema politico né una leadership all’altezza di una situazione sempre più difficile. In un mondo tornato competitivo, costoso e armato, queste non sono buone notizie per il Paese.

MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI roberto vannacci coi meloni in mano Elly Schlein e Giuseppe Conte3

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