carlo calenda

DA MONTI (PARIOLI) CON FURORE - DA MONTEZEMOLO A RENZI, L'IRRESISTIBILE ASCESA DI CARLO CALENDA - LA FAMIGLIA COMENCINI, IL NONNO DIPLOMATICO E IL PADRE TRUFFATO DA LANDE, LA POLITICA, I TRENI CON PUNZO, AMBASCIATORE PER MANCANZA DI PROVE, MINISTRO DEL PROPRIO SVILUPPO

Michele Masneri per Lettera43 - http://www.lettera43.it/firme/calenda-lo-steve-jobs-dei-parioli-diventato-sherpa_43675231896.htm

 

E’ arrivato l’ambasciatore. Dai Parioli dove stanno le meglio ambasciate di Roma, ecco una storia targata CD, corpo diplomatico, quella di CC, Carlo Calenda, neo rappresentante presso la vituperata Unione Europea, nomina muscolare del premier Matteo Renzi che ha fatto sturbare le feluche democratiche della Farnesina.

CARLO CALENDA CARLO CALENDA

 

Romanzo di formazione non solo professionale, quello di questo quarantaduenne già viceministro; un po’ “Libro Cuore” un po’ “Linea d’Ombra” (sia il giornale che il romanzo di Joseph Conrad), autobiografia se non della nazione di quartiere, sempre Parioli. Ivi cresciuto, in una famiglia di intellettuali-cinematografari – la madre come tutti sanno è la regista Cristina Comencini, il padre è l’economista Fabio Calenda, poi ultimamente anche romanziere per Einaudi, con un libro mitologico-fantascientifico, “La porta del tempo”.

LAPO ELKANN SOSTIENE CARLO CALENDA CONTRO I BUROCRATILAPO ELKANN SOSTIENE CARLO CALENDA CONTRO I BUROCRATI

 

Calenda padre è stato anche banchiere, ma questo non gli ha impedito di finire nella lista dei truffati della lista Lande (c’è tutta la famiglia Calenda dentro, tranne il neo-ambasciatore, segno forse di astuzia personale; è comunque un fondamentale Who’s Who romano).

 

carlo calenda nel film cuore del nonno luigi comencinicarlo calenda nel film cuore del nonno luigi comencini

Avuto precosissimo da Comencini, madre ragazza se non ragazza madre, che lo alleverà col nuovo compagno Riccardo Tozzi, oggi produttore cinematografico di zeitgeist (Romanzo criminale, Suburra). L’infanzia calendaria trascorre felice nel villino ai Parioli, tra lo sceneggiato del nonno “Cuore” in cui è il protagonista bambino Enrico, in questa famiglia allargata fatta di aristocrazia, un po’ di economia, tanto cinema: la nonna materna è una Grifeo di Partanna, la sorella Giulia è sceneggiatrice, il clan degli Infascelli è collaterale (produttori di “Febbre da cavallo”, poi registi di film de paura).

 

Carlo Calenda, Claudio MarenziCarlo Calenda, Claudio Marenzi

Ma sono stati importanti soprattutto i nonni: quello materno naturalmente regista, quello paterno l’omonimo Carlo Calenda (nobili napoletani, un avo collaboratore del premier Giuseppe Zanardelli, dunque civil servants in purezza). E poi questo nonno Calenda, ambasciatore operativo e non decorativo come spesso invece accade: capo missione a Tripoli durante l’avvento del colonnello Gheddafi, poi a Nuova Delhi, poi in fine di carriera consigliere diplomatico di Enzo Pertini al Quirinale (i diplomatici della Farnesina depressi dalla decisione non ortodossa renziana se lo sognano un nonno del genere, forse per questo rosicano).

carlo calenda matteo renzicarlo calenda matteo renzi

 

In questi Tenenbaum parioli cresce il giovane Calenda: che non sembrava destinato a traguardi così siderali. Laurea in giurisprudenza, prima un liceo non di primissimo piano, poi giovanissimo alla Ferrari nel marketing e lì c’è la sliding door che gli cambia la vita per sempre: assistente di Luca Cordero di Montezemolo che lo porterà poi in Confindustria ma soprattutto nel cuore – e il rapporto con Montezemolo è più che altro un’agnizione, i due “ragazzi dei Parioli”, di due generazioni diverse, si riconoscono, e LCDM fa forse un po’ con Calenda come Gianni Agnelli fece con lui.

ANDREA RICCARDI ANDREA ROMANO E CARLO CALENDA ANDREA RICCARDI ANDREA ROMANO E CARLO CALENDA

 

Come assistente di un Montezemolo “globale”,  presidente di Fiat, della Ferrari, di Confindustria, della Luiss, della Fiera di Bologna, nasce e si affina la figura di Calenda super sherpa ossessivo dei dettagli, con una personalità parallela ma complementare a quella del suo mentore.

 

CARLO CALENDA CARLO CALENDA

“Iperattivo, ed essendo iperattivo ogni tanto fa anche cazzate. Nessuna passione se non quella per il potere. Sempre al confine tra durezza e arroganza, ma senza mai superarlo”, dice un raffinato cultore della materia. Più diplomatico dei diplomatici (al netto dei “vaffa” pronunciati, frequenti almeno quanto le sigarette, e proporzionali alla pressione e alla situazione) Calenda risolve problemi ma non crea grandi calori amicali.

 

CARLO CALENDACARLO CALENDA

Chiunque di lui ti dice “grande lavoratore”, e però tipo Steve Jobs cinematografico pare soprattutto creare prodotti migliori di sé come successo di pubblico, ma qui il suo miglior prodotto è in fondo lui stesso, oggi messo lì, caso rarissimo, quarantenne ambasciatore-chiave dal radioso futuro, essendo peraltro “esterno al culto renziano”. “Zero mondanità, fanatico del dettaglio” dice a Lettera43 Marco Simoni, golden boy della nuova squadra di economisti del principe. "Un manager, non un economista. Grande organizzatore".

 

CRISTINA COMENCINI CRISTINA COMENCINI

Passioni muliebri, pure zero, a differenza del suo mentore: magnifica ossessione il lavoro e il prodotto perfetto, cioè il lui stesso quarantenne ambasciatore; tanto zelo pesa però sulla materia cellulare, dunque età percepita almeno 50: ogni tanto osa una barba, che lo fa assomigliare al vecchio sherpa berlusconiano Valentino Valentini, ma adesso per il nuovo incarico è apparso perfettamente rasato e nuovo. Quando ingrassa assomiglia invece un po’ a Diego Della Valle (e al fondatore di Tod’s lo accomuna una parentesi sudista come direttore generale dell’Interporto campano, creatura di Gianni Punzo, sodale anche di Montezemolo nel family-treno Italo).

 

CRISTINA COMENCINI E RICCARDO TOZZI CRISTINA COMENCINI E RICCARDO TOZZI

E a Montezemolo si torna sempre, e pare che “Luca” sia orgoglioso della nomina ma prima non molto del passaggio al Pd; del resto Calenda è stato tra i fondatori di Italia Futura (il partito più elegante della storia d’Italia, con note di testa al bergamotto) e poi di Scelta Civica (candidato, non eletto). Poi lettiano (e, si dice, ferocemente antirenziano) e poi da Letta portato come viceministro allo Sviluppo.

FABIO CALENDAFABIO CALENDA

 

Lì, stimato, e non amato, come ovunque. Steve Jobs dei Parioli, anche lui ha avuto una figlia giovanissimo, addirittura a sedici anni, a cui non ha fatto però l’esame del Dna, né ha esercitato sadismi, anzi se l’è accollata da ragazzo padre, per nemesi familiare (e questo dona umanità a un personaggio non proprio ispiratore di calore. Segue un altro matrimonio e seguono altri tre figli).

 

“Grande negoziatore; spigoloso; non amato da tutti; molto concentrato su sé stesso”, dice un addetto ai livori. Però il prodotto-Calenda funziona, e anche nei giorni scorsi, tra le statue imbraghettate, tra i diplomatici ad accogliere il presidente Rohani si discuteva della perfezione della perfetta missione calendaria in Iran di novembre scorso, che poi ha preparato questa visita di Stato.

FABIO CALENDAFABIO CALENDA

 

Altre fuoriuscite di umanità (umanità pariola). Al raduno dell’Adsi, associazione dimore storiche, di fronte a una Ilaria Borletti impietrita, disse al pubblico di proprietari delle più eleganti particelle catastali italiane: “Vedete questa cicatrice che ho sulla faccia? Me l’ha fatta Moroello vent’anni fa”, ed era una scazzottata a un ballo (Moroello è Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, principe romano coi soldi, oltre ai cognomi). Un altro grande amico è Fabio Corsico, plenipotenziario di Caltagirone. Un altro è Lapo Elkann.

 

Altre volte la Farnesina che è in lui gli prende un po’ la mano: come nella ineguagliata missione commerciale in Mozambico dell’agosto 2014, dove non solo le imprese italiane rimasero soddisfattissime, ma il non ancora ambasciatore si spinse addirittura a mediare tra governo e ribelli della Renamo. “Gli italiani sono stati decisivi per l’accordo di pace raggiunto in Mozambico” disse all’epoca Renzi, e da lì nasce l’innamoramento per l'ambasciatore dei Parioli.

RENZI MONTI MONTEZEMOLO RENZI MONTI MONTEZEMOLO

 

“Calenda è andato in moto nella foresta per incontrare gli esponenti dei ribelli”, disse il premier in conferenza stampa. Fu naturalmente un successo, da ambasciatore vero seppur non di carriera. C’è anche una foto, lui trasportato su una motoretta, a Maputo, coi jeans, il blazer e gli occhiali da sole in mezzo alla sterpaglia: con una faccia un po’ perplessa, tipo “quanto manca per piazza delle Muse?”.

monti figlia e cane montezemolo monti figlia e cane montezemolo

 

MONTI RICCARDI MONTEZEMOLO MONTI RICCARDI MONTEZEMOLO

 

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