IL PD HA UN PROBLEMA SERIO CON "L'ALLEATO" CONTE - IL VOTO CONTRARIO DI MOVIMENTO 5 STELLE E FUTURO NAZIONALE ALLA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SUGLI ATTACCHI RUSSI NEL MAR NERO MOSTRA L’INSOLITO LEGAME TRA I FILOPUTINIANI CONTE E VANNACCI, INTERESSATI A FAR FALLIRE IL BIPOLARISMO E CONDIZIONARE LA PROSSIMA LEGISLATURA - I RIFORMISTI DEM SI SONO INCAZZATI CON QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE IL PRINCIPALE ALLEATO MA I VERTICI DEL PD NON DICONO NULLA SULLE AMBIGUITÀ DI PEPPINIELLO IN POLITICA ESTERA - MASSIMO FRANCO: “QUANTO ACCADE IN EUROPA RIPROPONE UNA SALDATURA TRA POPULISMI DI DESTRA E DI SINISTRA CHE RAPPRESENTA UN ELEMENTO DI IMBARAZZO. SE SCHLEIN CHIEDESSE A CONTE DI PRONUNCIARSI CON NETTEZZA A FAVORE DI KIEV E DEGLI AIUTI MILITARI EUROPEI, IL PATTO IN INCUBAZIONE POTREBBE COMPLICARSI...”
UN ALTRO AVVISO A ELLY SCHLEIN DA PARTE DEGLI "ALLEATI" GRILLINI: IN EUROPA VOTANO CON L'ESTREMA DESTRA - AL PARLAMENTO EUROPEO IL MOVIMENTO 5 STELLE HA VOTATO CONTRO UNA RISOLUZIONE SUGLI ATTACCHI RUSSI NEL MAR NERO, IN COMPAGNIA DI “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE”, IL GRUPPO DI VANNACCI. IL TESTO, APPROVATO CON IL SOSTEGNO DI QUASI TUTTE LE FORZE POLITICHE (PPE, S&D, RENEW, ECR, VERDI), CHIEDE DI VALUTARE UN’OPERAZIONE NAVALE UE NEL MAR NERO - LA RIFORMISTA DEM LIA QUARTAPELLE INFILZA GLI ALLEATI: “SAREBBE BELLO E DOVEROSO CHE IL M5S SPIEGASSE PERCHÉ, INSIEME ALL'ESTREMA DESTRA, HA VOTATO CONTRO. DUBITO CHE ACCADA: SAREBBE COME AMMETTERE CHE NON VOGLIONO PROTEGGERE L'EUROPA E PREFERISCONO LA RUSSIA”
COSA LEGA I FILOPUTINIANI CONTE E VANNACCI? ENTRAMBI HANNO UN INTERESSE COMUNE: FAR FALLIRE IL BIPOLARISMO - PEPPINIELLO E IL GENERALE POSSONO CONDIZIONARE LA FORMAZIONE DELLE MAGGIORANZE - SE NESSUNA COALIZIONE RAGGIUNGERÀ IL 42 PER CENTO, IL PREMIO NON SCATTERÀ E LA PARTITA SI TRASFERIRÀ IN PARLAMENTO. CONTE HA GIÀ GUIDATO GOVERNI SOSTENUTI DA MAGGIORANZE DIVERSE E SE DALLE ELEZIONI USCISSE UN PAREGGIONE SAPREBBE COME MUOVERSI ATTRAVERSO ACCORDI TRASVERSALI, VANNACCI INVECE POTREBBE OCCUPARE LO SPAZIO DELLA DESTRA CHE RIFIUTA LE MEDIAZIONI - MA VANNACCI POTREBBE PER DIVENTARE DECISIVO PER LA MELONI AI FINI DELLA CONQUISTA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA…
1. RUSSIA, IL M5S IN EUROPA SI SCHIERA CON VANNACCI NUOVE TENSIONI CON I DEM
Estratto dall’articolo di Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera"
VOTO PARLAMENTO EUROPEO SU RISOLUZIONE ATTACCHI RUSSI NEL MAR NERO
La Russia continua a dividere Giuseppe Conte ed Elly Schlein. E così capita che all’Europarlamento il Movimento 5 Stelle preferisca schierarsi con Roberto Vannacci e i Patrioti piuttosto che con il Pd. È accaduto ieri quando la delegazione del M5S ha votato, insieme al generale e all’estrema destra, contro la risoluzione che condannava gli attacchi russi nel Mar Nero e al largo delle coste di Bulgaria e Romania.
Il testo, approvato da Ppe, Socialisti e democratici, Renew, Ecr e Verdi, chiede alla Ue di valutare lo schieramento di una missione navale e invita la Nato a considerare un’iniziativa nella regione. [...]
Già, i riformisti dem non ci stanno. Per loro diventa sempre più difficile gestire un’alleanza con chi non considera la Russia di Putin una minaccia. Durissima Lia Quartapelle: «Sarebbe bello e doveroso che il M5S spiegasse perché ha votato insieme all’estrema destra contro quella risoluzione. Dubito che accada. Sarebbe come ammettere che non vogliono proteggere l’Europa e preferiscono la Russia».
Per loro il sostegno a Kiev è «una questione dirimente». E vogliono bloccare il tentativo dei 5 Stelle di forzare la mano al Pd. Lo si capisce anche dalle parole di Lorenzo Guerini. Il presidente del Copasir, nonché leader dei riformisti dem, non accenna all’episodio di ieri all’Europarlamento, ma certo si rivolge al M5S quando dice: «Serve un approccio più responsabile della politica a questi temi. Senza mentire all’opinione pubblica per qualche voto in più».
Sta parlando di riarmo e difesa comune, Guerini. Un altro argomento su cui tra riformisti e Movimento 5 Stelle c’è una divergenza difficilmente sanabile. In questo campo, secondo il presidente del Copasir «la strada è chiara», ma «ci vuole una politica abbastanza seria per percorrerla».
Fuori dal Pd è il leader di Più Uno Ernesto Maria Ruffini ad attaccare i 5 Stelle per il loro atteggiamento su Kiev: «Nessuno ama la guerra ma chi è contrario al sostegno all’Ucraina dovrebbe avere il buon gusto di non celebrare il 25 Aprile. Perché quello è un giorno in cui si celebra il fatto di aver avuto la possibilità di difendere la propria autodeterminazione». [...]
2. LA GUERRA RESTA LA QUESTIONE IRRISOLTA DELLE SINISTRE
Estratto dall’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
[...] Al Parlamento europeo il M5S ha votato insieme con l’estrema destra di Roberto Vannacci contro una risoluzione che denunciava gli attacchi russi all’Ue e nel Mar Nero.
L’episodio è passato in secondo piano, in un’Italia dominata dai controversi decreti sicurezza e dal tentativo del governo di placare la protesta di Tir e e agricoltori che blocca da giorni l’economia del Sud. Ma l’eco di quella votazione è arrivata da Bruxelles come la conferma di un compromesso sempre acrobatico tra il partito di Elly Schlein e quello di Giuseppe Conte: almeno sulla politica estera.
[...] Quanto accade in Europa, tuttavia, ripropone una saldatura tra populismi di destra e di sinistra che rappresenta un elemento di imbarazzo. È vero che la risoluzione è stata approvata a larga maggioranza: a conferma che si tratta di formazioni estremiste per ora minoritarie. Il segnale per il «campo largo» rimane comunque preoccupante, come per quei settori governativi che non escludono una qualche intesa con FnV, il partito di Vannacci. La contraddizione risulta problematica soprattutto per il Pd, però.
[...] Se Schlein chiedesse a Conte di pronunciarsi con nettezza a favore di Kiev e degli aiuti militari europei, il patto in incubazione potrebbe complicarsi. Ma l’ombra della Russia difficilmente si dissolverà nei prossimi mesi.
I centristi di Più Uno già avvertono che chi non sostiene l’Ucraina non può partecipare alle manifestazioni del 25 aprile sulla Liberazione. Insomma, un alone di ambiguità sulle alleanze internazionali continuerà a perseguitare le opposizioni come «la» questione irrisolta: esorcizzata eppure dirimente.
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Elly Schlein e Giuseppe Conte3
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Elly Schlein e Giuseppe Conte



