centro migranti mauritania pedro sanchez

PEDRO SANCHEZ, IL SOLITO PARACULO – IL PREMIER SPAGNOLO CHE SI ERGE A PALADINO DEI MIGRANTI, E SBERTUCCIA GIORGIA MELONI E IL SUO PROGETTO DI “HUB” IN PAESI TERZI (VEDI ALBANIA), HA FATTO LO STESSO! – IN GRAN SEGRETO, A OTTOBRE 2025, LA SPAGNA HA APERTO DUE STRUTTURE PER MIGRANTI IN MAURITANIA, UNA REPUBBLICA ISLAMICA CHE PUÒ GARANTIRE UN TRATTAMENTO BRUTALE AI POVERACCI IN CERCA DI UNA VITA MIGLIORE (A GIUDICARE DAL CAOS MIGRANTI A CEUTA, NON HA FUNZIONATO BENISSIMO, COME DEL RESTO GLI HOTSPOT ITALIANI OLTRE-ADRIATICO)

Pedro Sanchez

MADRID, 'A VERTICE UE CHIARITO CHE NESSUNO LASCIA CEUTA SENZA CONTROLLI' 

(ANSA) - "Nella videocall è stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale del 1991, nessuna persona può uscire da Ceuta senza controlli alle frontiere". Lo ha detto il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, sottolineando che la riunione "è stata necessaria" per affrontare tematiche legate alla crisi. Nel corso dell'incontro "è stato riconosciuto il lavoro" fatto dalla Spagna nella gestione della crisi, ha aggiunto il ministro.

pedro sanchez

 

MADRID, 'A VERTICE UE CHIARITO CHE NESSUNO LASCIA CEUTA SENZA CONTROLLI' 

(ANSA) - "Nella videocall è stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale del 1991, nessuna persona può uscire da Ceuta senza controlli alle frontiere". Lo ha detto il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, sottolineando che la riunione "è stata necessaria" per affrontare tematiche legate alla crisi. Nel corso dell'incontro "è stato riconosciuto il lavoro" fatto dalla Spagna nella gestione della crisi, ha aggiunto il ministro.

 

LA SPAGNA ESTERNALIZZA I MIGRANTI IN MAURITANIA

Marco Santopadre per https://ilmanifesto.it/, articolo dell’8 novembre 2025

 

Il presidente della Repubblica Islamica di Mauritania Mohamed Ould El Ghazouani e il premier spagnolo pedro sanchez

Anche la Spagna, come altri paesi europei, ha deciso di compiere un ulteriore passo nel processo di esternalizzazione delle frontiere, finanziando la costruzione di due centri di trattenimento per migranti in Mauritania.

 

A rivelarlo è un’inchiesta realizzata dalla “Fondazione porCausa” e pubblicata dal quotidiano “El Salto” che sta agitando le acque nella già traballante maggioranza di governo. L’esecutivo non ha dato grande pubblicità all’inaugurazione, avvenuta il 17 ottobre scorso, delle due strutture situate nella capitale mauritana Nouakchott e a Nouadhibou, al confine con il Sahara Occidentale. Entrambi i centri sono stati finanziati, con un milione di euro di fondi europei, dalla Fondazione per l’Internazionalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni (FIAP), un’agenzia di cooperazione che fa capo al Ministero degli Esteri di Madrid.

 

Inaugurazione del centro di detenzione per migranti a Nouakchott IN Mauritania

Ufficialmente si tratta di due “Centri di Accoglienza Temporanea per Stranieri” (CATE) simili a quelli già realizzati alle Canarie; a differenza di questi, però, oltre a 183 adulti le due strutture potranno ospitare anche dei minori, neonati compresi, una pratica vietata dalla legge spagnola.

 

Secondo Madrid i migranti potranno essere trattenuti per un massimo di 72 ore allo scopo di chiarire se siano vittime di tratta, minori non accompagnati, persone vulnerabili o richiedenti protezione internazionale. Non è chiaro però cosa succederà agli “ospiti” una volta trascorso il periodo massimo di trattenimento. Finora la FIAP, i due governi coinvolti e la delegazione dell’Ue nel paese africano si sono rifiutati di rispondere alle richieste di chiarimenti degli autori dell’inchiesta e di vari esponenti politici. Secondo le fonti spagnole e mauritane citate nell’inchiesta si tratterebbe di veri e propri centri di detenzione per migranti, locali o provenienti da altri paesi.

Migranti detenuti nella prigione per migranti di Ksa in mauritania

 

Il progetto sarebbe partito nel maggio del 2024, poco prima che 15 governi europei inviassero una lettera alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, chiedendole di seguire l’esempio di Giorgia Meloni che aveva aperto un centro di detenzione per migranti in Albania. Il governo spagnolo non firmò la missiva ma assegnò l’appalto per la realizzazione dei due CATE; tre mesi dopo, Sánchez e von der Leyen visitarono la Mauritania promettendo al governo del generale Mohamed Ould El Ghazouani l’invio di 500 milioni di euro da destinare al contrasto dell’immigrazione clandestina.

 

pedro sanchez foto lapresse

Le associazioni per i diritti umani denunciano che nel 2025 la polizia locale ha incrementato le retate contro i migranti con il supporto di 80 agenti spagnoli che chiudono un occhio sui metodi illegali e violenti utilizzati dai colleghi. Una volta catturati, i migranti vengono privati di tutti i loro beni (documenti e telefoni compresi), portati in prigione e sottoposti per giorni a condizioni di detenzione inumane; dopo di che, in alcuni casi, vengono abbandonati in una zona desertica al confine con il Mali.

pedro sanchez

 

Non stupisce che la pubblicazione dell’inchiesta abbia scatenato le proteste di tutte le formazioni a sinistra del Partito Socialista, da Sumar a Esquerra Republicana, dai baschi di Bildu ai galiziani del BNG, per non parlare di Podemos che usa toni durissimi. Irene Montero, eurodeputata e numero due del partito viola, chiede la chiusura immediata dei due centri che definisce “prigioni illegali che violano i diritti umani”.

 

Tesh Sidi, parlamentare di Más Madrid e Sumar, in un’interrogazione presentata al ministro degli Esteri José Manuel Albares accusa il governo di “attuare alle nostre spalle il modello Meloni, un modello di esternalizzazione delle carceri in Paesi terzi dove i diritti umani non vengono rispettati”.

PEDRO SANCHEZ A DAVOSpedro sanchez foto lapresse

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