erdogan draghi

LA DIPLOMAZIA DELL'OMERTÀ - COME MAI MANCA L'AMBASCIATORE ITALIANO NELL'ELENCO DEGLI ESPULSI DALLA TURCHIA? SEMPLICE, PERCHÉ IL NOSTRO PAESE NON HA DETTO UNA PAROLA SULLA VICENDA DEL FILANTROPO OSMAN KAVALA, DETENUTO IN CARCERE DA QUATTRO ANNI SENZA UNA SENTENZA DI CONDANNA DOPO IL FALLITO GOLPE DEL 2016 - CONTINUIAMO A CHIUDERE GLI OCCHI SULLE RIPETUTE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI DA PARTE DI ERDOGAN...

Futura D'Aprile per www.editorialedomani.it

 

recep tayyp erdogan

La Turchia ha dichiarato persona non grata dieci ambasciatori occidentali che avevano firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala, detenuto da quattro anni senza una sentenza di condanna.

 

Kavala è accusato di aver preso parte al tentato golpe del 2016, di aver partecipato alle manifestazioni antigovernative del 2013 di Gezi Park e di essere vicino al magnate George Soros, figura particolarmente invisa al presidente Recep Tayyip Erdogan.

 

erdogan 1

Nel 2020 la Corte europea dei diritti dell’Uomo era intervenuta sulla vicenda chiedendo la scarcerazione di Kavala, ma ad oggi gli appelli per la sua liberazione sono sempre caduti nel vuoto.

 

A dover lasciare il paese anatolico dopo l’annuncio del ministero degli Esteri sono i rappresentanti diplomatici di Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti. Nell’elenco degli espulsi manca però l’Italia. Un’assenza che fa riflettere sullo stato delle relazioni tra Roma e Ankara e sulle priorità del nostro paese in politica estera.

 

Osman Kavala

L’Italia continua a chiudere gli occhi sulle continue violazioni dei diritti umani in Turchia e sul crescente numero di oppositori rinchiusi in carcere senza una sentenza di condanna, come nel caso di Kavala.

 

Osman Kavala

Fin dal fallito golpe del 2016, Erdogan ha usato i poteri conferitigli dallo stato di emergenza per incarcerare o licenziare attivisti per diritti umani, insegnanti, accademici, scrittori, avvocati, giudici, funzionari pubblici, sindacalisti, ex militari e parlamentari curdi.

Osman Kavala

 

Il tutto con l’obiettivo ultimo di mettere a tacere ogni forma di opposizione e di dissuadere la popolazione civile dal ribellarsi al suo presidente.

 

INTERESSI VIOLATI

Eppure neanche la politica neo-ottomana messa in campo da Erdogan nel Mediterraneo è riuscita a far cambiare posizione all’Italia, che vede i suoi stessi interessi costantemente lesi dall’espansione turca in quello che continua ad essere descritto come il mare nostrum.

 

erdogan 3

Nel 2019, solo per fare un esempio, la Turchia ha stipulato un accordo con il governo di Tripoli per la definizione dei confini marittimi e per la gestione delle risorse minerarie presenti al largo delle coste libiche, a discapito degli interessi energetici e geopolitici italiani.

 

Ma Ankara ha anche cercato di mettere le mani sulla controversa Guardia costiera libica, addestrata ed equipaggiata da un’Italia ben poco attenta all’uso che veniva fatto delle sue motovedette. La Turchia è stata abile nello sfruttare a suo vantaggio l’ambiguità di Roma nei confronti del dossier libico, arginando l’influenza italiana nel paese africano e giocando sulla debolezza dell’allora premier Fayez al-Serraj per mettere definitivamente piede in Libia.

 

TURCHIA - SOSTENITORI DI ERDOGAN

Ankara inoltre continua a sfruttare la presenza di 5 milioni di profughi sul suo territorio per ricattare l’Italia e l’Unione europea, dicendosi costantemente pronta ad aprire i propri confini e a scatenare una nuova crisi umanitaria.

 

recep tayyip erdogan

A partire da questa posizione di forza, Ankara ha anche potuto minacciare gli interessi greci ed europei nel Mediterraneo senza incorrere in alcuna sanzione, grazie anche alla posizione conciliante assunta dall’Italia in sede comunitaria.

 

I RAPPORTI ECONOMICI

Per Roma, quindi, la tutela dei rapporti economici con la Turchia continua ad essere la vera priorità. D’altronde secondo i dati Istat l'interscambio commerciale con il paese anatolico nel 2020 ha fruttato 15 milioni all’Italia, nonostante i danni causati dalla pandemia. Il nostro paese è il quinto partner commerciale della Turchia a livello mondiale e il secondo tra gli Stati Ue dopo la Germania.

 

il presidente della turchia erdogan

Nel mercato turco inoltre sono attive oltre 1.500 imprese italiane e gli investimenti diretti nel 2018 hanno raggiunto i 523 milioni di euro. Non vanno poi dimenticati gli interessi del settore militare e della difesa: nel 2020 le autorizzazioni per le esportazioni di materiale di armamento hanno raggiunto un valore di 34.6 milioni, dopo i 63.7 del 2019 e i 362.3 del 2018.

 

Alla luce di questi dati è facile farsi un’idea di quanto profondi siano i legami economici tra Italia e Turchia, ma tutto ciò è abbastanza perché il governo italiano continui ad avere un atteggiamento così tanto accondiscendente nei confronti di Ankara?

 

erdogan

La Turchia non ha riguardi verso gli interessi geopolitici di Roma o dell’Unione europea, né tantomeno per quei diritti umani che la stessa Italia si è impegnata a promuovere anche al di fuori dei propri confini.

 

Eppure neanche il governo guidato da Mario Draghi sembra intenzionato a modificare la posizione dell’Italia nei confronti della Turchia. Ad aprile il premier ha definito il presidente Erdogan un “dittatore”, ma non ha mai messo in discussione i rapporti con la Turchia, specificando che con il leader turco bisogna continuare “a cooperare per gli interessi del paese”. Anche se questi non vengono in realtà rispettati.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…