roberto vannacci mario monti foruma ambrosetti cernobbio

PERCHE’ VANNACCI SALE NEI SONDAGGI? LO SPIEGA UN LUCIDISSIMO MARIO MONTI: “SI CERCA DI DEMONIZZARE ‘FUTURO NAZIONALE’ E IL SUO FONDATORE PARLANDONE DI CONTINUO E FACENDOLO SALIRE NEI SONDAGGI. LO SI INSEGUE: SI CERCA DI CONTENERE IL SUO APPEAL SUGLI ELETTORI CERCANDO DI ANTICIPARE OGGI QUEL CHE EGLI PROMETTE PER DOMANI. ALLORA VIENE L’IDEA DI ABOLIRE IL BOLLO AUTO: GENIALE. MA LA DEMONIZZAZIONE CON INSEGUIMENTO EQUIVALE A UN DISARMO DI SE STESSI, DELLE IDEE CHE SI VORREBBERO DIFENDERE, NON DELL’AVVERSARIO - IL PROGRAMMA DI FUTURO NAZIONALE OFFRE UNA BASE SOLIDA PER DIMOSTRARE CHE MOLTE SUE PROPOSTE NON POTRANNO ESSERE ATTUATE. DI QUELLE CHE POTREBBERO ESSERLO, LA GRAN PARTE AVREBBE EFFETTI NOCIVI, A COMINCIARE DA QUELLE FASCE DI POPOLAZIONE CHE OGGI SONO ATTRATTE DAL GENERALE”

Estratto dell’articolo di Mario Monti per il “Corriere della Sera”

 

MARIO MONTI E ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO - FOTO LAPRESSE

Nel timore di indisporre il presidente degli Stati Uniti, la Commissione europea ha aspettato più di un anno prima di proporre al Canada un’alleanza che (senza lo status di Paese associato, peraltro di dubbia fattibilità) avrebbe potuto promuovere non solo con il Canada ma con tutti quei Paesi che, pur senza manifestare ostilità a Trump, non intendono seguirne l’esempio nell’attaccare lo Stato di diritto, il multilateralismo, la lotta contro il cambiamento climatico.

 

Il primo ministro canadese Carney, ben più esposto dell’Europa alle ritorsioni di Washington, ha avuto più dignità e coraggio di noi.

 

MARIO MONTI E ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO

In quei Paesi europei che più di tutti […] si dovrebbe temere un ritorno, magari in forme nuove, al nazismo o al fascismo, la Germania e l’Italia, si ha l’impressione che la resistenza contro quei possibili ritorni sia forte in termini di sdegno, di allarme, di critica aspra verso i movimenti nazionalisti estremi (oggi soprattutto di destra, a volte però con incarnazioni anche a sinistra). Ma che la resistenza non sia sempre coerente per quanto riguarda l’azione politica.

 

In Germania, le forze diverse da AfD l’hanno sì contrastata con un compatto «cordone sanitario». Ma la principale di esse, la Cdu/Csu […] da parecchi anni ha praticato una politica ambigua. Per evitare che il Ppe, la sua proiezione europea, perdesse peso nel Parlamento europeo, ha tenuto a lungo il partito di Orbán dentro il Ppe. Negli ultimi anni, poi, il Ppe ha in qualche modo «inseguito» l’AfD, spostando l’asse delle politiche europee in una direzione simile a quella dei partiti sovranisti.

 

mario monti al forum ambrosetti di cernobbio

Se la Ue non ha saputo mettere in opera politiche capaci di dare più crescita e sollievo economico-sociale a quelle fasce di popolazione che ora, disperate, guardano ai nazionalisti capaci se non altro di illuderle, è anche perché i governi di Germania e Italia, pur professandosi favorevoli all’integrazione europea, hanno spesso preferito accontentare i loro sostenitori nazionali, di solito attraverso cinquanta sfumature di protezionismo. Salvo lamentarsi poi, quei governi e con essi le organizzazioni degli industriali, perché i rapporti Draghi e Letta restano per anni sulla carta.

roberto vannacci foto lapresse 20

 

In Italia, poi, si assiste oggi a un fenomeno unico. Un nuovo partito, Futuro Nazionale, fondato da un ex generale, ha di fatto preso il potere […]  per il timore, misto a terrore, che l’ex generale suscita nel mondo politico.

 

Il timore, penso giustificato e condiviso da molti cittadini, è che un’ampia affermazione di quel partito metterebbe in realtà l’Italia sulla strada del suo «passato nazionale», […] Il terrore, nei partiti della maggioranza […] è che quella nuova forza politica sottragga moltissimi voti.

La reazione della politica è quella di un formicaio aggredito. Ma senza l’ordine con il quale le formiche reagiscono agli imprevisti, bensì con una serie di reazioni confuse: demonizzazione, inseguimento, deposizione delle armi.

 

roberto vannacci foto lapresse 23

Si cerca soprattutto di demonizzare il nuovo partito e il suo fondatore parlandone di continuo, erigendolo così a protagonista assoluto della scena nazionale e facendolo salire nei sondaggi. Lo si insegue: si cerca di contenere il suo appeal sugli elettori cercando di anticipare oggi quel che egli promette per domani. In questo senso, è già al potere.

 

Si pensa che, se arrivasse al potere, largheggerebbe nel dare denaro ai cittadini (che se poi si ritrovasse al governo in Germania i colleghi di AfD, altro che largheggiare...)? Allora viene l’idea, in quattro e quattr’otto, di abolire il bollo auto: geniale.

 

roberto vannacci foto lapresse 2

E si depongono le armi. Chi è convinto, come lo sono io, che il futuro dell’Italia sarebbe infausto se prevalessero le posizioni di Futuro Nazionale dovrebbe cercare di spiegare ai cittadini, soprattutto ai suoi potenziali elettori, quali sarebbero le conseguenze concrete, per loro, di politiche di quel tipo. Invece, la pura demonizzazione o, peggio, la demonizzazione con inseguimento, equivale a un disarmo. Ma un disarmo di se stessi, delle idee che si vorrebbero difendere, non un disarmo dell’avversario.

 

[…] ho letto il programma di Futuro Nazionale. Non ho l’impressione che chi demonizza Vannacci l’abbia letto. È una lettura che raccomando a chi voglia combattere a ragion veduta le posizioni dell’ex generale. Offre una base molto solida per dimostrare che molte sue proposte non potranno essere attuate. Di quelle che potrebbero esserlo, la gran parte avrebbe effetti pesantemente nocivi, a cominciare da quelle fasce di popolazione che oggi sono comprensibilmente inferocite e che potrebbero essere attratte dalle soluzioni illusorie del generale. […]

roberto vannacci foto lapresse 25

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?