IL PIDDINO UNO E TRINO - L’EX SOTTOSEGRETARIO PD GIAN PIERO SCANU DEVE RESTITUIRE I 77 MILA EURO PERCEPITI A TITOLO DI INDENNITÀ PER L’INCARICO DI COMMISSARIO DELLA PROVINCIA DI SASSARI, IN AGGIUNTA ALLA PENSIONE DA EX DIRIGENTE INPS E AL VITALIZIO DA EX ONOREVOLE: LO HA DECISO IL TRIBUNALE DI SASSARI - SCANU, ALL’ATTO DELLA NOMINA, AVREBBE SOTTACIUTO “DI ESSERE STATO DIRIGENTE INPS, DI ESSERE STATO COLLOCATO IN QUIESCENZA E DI PERCEPIRE IL VITALIZIO DI PARLAMENTARE”. IL NOSTRO EROE ERA GIÀ NOTO ALLE CRONACHE COME IL CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DIVENTATO DIRIGENTE A TEMPO INDETERMINATO DELL'INPS “SENZA AVERCI LAVORATO UN GIORNO”
Estratto dall’articolo di Leo Amato per “il Fatto quotidiano”
L’ex sottosegretario Gian Piero Scanu deve restituire i 77 mila euro percepiti a titolo di indennità per l’incarico, semestrale, di commissario della Provincia di Sassari. In aggiunta alla pensione da ex dirigente Inps e al vitalizio da ex onorevole.
Lo ha deciso il Tribunale di Sassari respingendo il ricorso del due volte sindaco di Olbia e tre volte parlamentare Ppi-Margherita-Pd, già noto alle cronache come il consigliere di amministrazione Inps diventato dirigente a tempo indeterminato della stessa Inps “senza averci lavorato un giorno” (copyright Sergio Rizzo sul Corriere della Sera). Il tutto grazie a un trasferimento “in mobilità” seguito da immediato “upgrade” contrattuale, in ragione del ruolo di consigliere, per effetto di un provvidenziale intervento legislativo.
A chiedere la restituzione dell’indennità è stata la Città metropolitana di Sassari, erede di “tutti i rapporti attivi e passivi” della provincia omonima, soppressa ad aprile del 2025. Dopo i sei mesi di gestione Scanu. A luglio 2025, infatti, l’amministrazione guidata dal sindaco Pd Giuseppe Mascia si è avveduta della pensione percepita dal non-più-commissario, che nel 2023 aveva dichiarato redditi per 131 mila euro. Con conseguente possibile violazione della legge Madia, che vieta gli incarichi pubblici retribuiti ai pensionati (…)
In particolare avrebbe sottaciuto: “di essere stato dirigente Inps, di essere stato collocato in quiescenza e di percepire all’atto della nomina il vitalizio di parlamentare in qualità di ex deputato e senatore della Repubblica (circostanza anche questa rilevante perché, ove mai riconosciuto il suo diritto all’indennità per l’incarico, egli avrebbe dovuto comunicare alle Camere di riferimento, la necessità di sospendere il beneficio)” (…)
“Si andrà sicuramente in appello”, ha annunciato al Fatto l’avvocato Francesco Ballero, che con Benedetto Ballero e Luigi Cocchi ha assistito Scanu. “Altrimenti – ha aggiunto il legale – si configurerà una responsabilità della Regione Sardegna, che in primo grado si è costituita a sostegno delle nostre ragioni” (…)


