1- TRA LE PIEGHE DEI DOSSIER TELECOM, SBUCA LA CELEBRE PIAGA DEI CONTI ESTERI DEI DS 2- A RIVELARE COME VENNE LASCIATA \"RAFFREDDARE\" LA TRACCIA DELL’OAK FUND CHE PORTAVA - SECONDO ALCUNI TESTIMONIANZE - IN DIREZIONE DI MASSIMO D’ALEMA È IL GIUDICE MILANESE MARIOLINA PANASITI: \"LA PROCURA INQUIRENTE SOTTOVALUTÒ IL DOSSIER SUI PRESUNTI FONDI ESTERI DELLA QUERCIA\". E DOPO SEI MESI IL GOVERNO PRODI (CON LA LEGGE MASTELLA) SEPPELLÌ TUTTO CON UNA PROVVIDENZIALE LEGGE AD HOC 3- NEI LUNGHI MESI PASSATI TRA LA SCOPERTA DEL DOSSIER SUI DS E L’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE MASTELLA, PERCHÉ LA STORIA DEI FONDI OCCULTI DELLA SINISTRA È STATA INFILATA NEL CASSETTO DEI \"FATTI NON COSTITUENTI REATO\"? AH, SAPERLO... 4 - “NON È AFFATTO SCONTATO CHE IL DOSSIER SU OAK FUND RACCOLTO DA CIPRIANI PER CONTO DI TELECOM SULLA COMPOSIZIONE AZIONARIA DI BELL, VADA A FINIRE AL MACERO”

1 - PERCHÉ LA STORIA DEI FONDI OCCULTI DELLA SINISTRA È STATA INFILATA NEL CASSETTO DEI \"FATTI NON COSTITUENTI REATO\"? AH, SAPERLO...
Luca Fazzo per \"Il Giornale\"

\"\"MASSIMO DALEMA

«Fatto non costituente reato»: con questa formula la Procura di Milano liquidò la traccia dei conti esteri dei Ds, quando vi si imbatté nell\'ambito dell\'inchiesta sui dossier Telecom. La traccia che poteva permettere di scavare sugli affari occulti della Quercia venne sottovalutata e ibernata per sei mesi: fino a quando, cioè, entrò in vigore la legge Mastella, approvata a tempo di record e alla quasi unanimità dal Parlamento, che prevedeva la distruzione di tutti i dossier illegalmente raccolti. Compreso quello sull\'Oak Fund (letteralmente, in inglese, il «Fondo della quercia»), la misteriosa entità che controllava una quota della Bell.

\"\"Emanuele Cipriani (agf)

A raccontare come venne lasciata raffreddare la traccia che portava - secondo alcuni testimonianze - in direzione di Massimo D\'Alema è il giudice milanese Mariolina Panasiti, nelle motivazioni depositate ieri della prima sentenza sul caso Telecom. È la sentenza che ha assolto da buona parte delle accuse Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom, e numerosi altri imputati, tra cui l\'investigatore privato Emanuele Cipriani.

\"\"Giuliano Tavaroli

Come ci si attendeva, nella sentenza la dottoressa Panasiti boccia esplicitamente la linea della Procura su un punto centrale dell\'indagine: i vertici di Telecom, a partire da Marco Tronchetti Provera, secondo il giudice erano «interessati » alle attività occulte della security. Ma, a sorpresa, la Panasiti formula giudizi pungenti nei confronti della Procura anche su un altro passaggio-chiave dell\'inchiesta: il trattamento riservato all\'affare Oak Fund, indicato nel compact disc sequestrato a Cipriani come «operazione New Entry ».

Scrive la Panasiti: «L\'autorità inquirente (ovvero la Procura, ndr ) assai probabilmente non ne aveva percepita neppure la portata, tanto che la notizia medesima relativa alla Operazione New Entry era stata separata dal procedimento principale, con iscrizione a c.d. \"modello 45\", quali atti non costituenti notizia di reato, ed inviata, in data 12/5/2006, al Procuratore della Repubblica in sede per le sue determinazioni ».

\"\"ROBERTO COLANINNO

Per sei mesi non accade nulla. Il 20 novembre entra in vigore la legge «Mastella». Il 20 dicembre 2006 il procuratore della Repubblica scrive ai pm titolari del fascicolo chiedendo se nelle carte su Oak Fund «fosse configurabile, con riguardo alla detta documentazione confluita nel separato fascicolo, un\'ipotesi di raccolta illegale di informazioni ».

\"\"9 em gnutti1 lap

A quel punto, cioè, si ipotizza al massimo di indagare su Cipriani e Tavaroli per avere realizzato il dossier. Di quello che il dossier invece contiene, la Procura non si può occupare perché lo vieta la legge approvata in gran corsa. Ma prima, nei lunghi mesi passati tra la scoperta del dossier sui Ds e l\'entrata in vigore della legge Mastella, perché non si è fatto nulla? Perché la storia dei fondi occulti della sinistra è stata infilata nel cassetto dei «fatti non costituenti reato»? Per il giudice Panasiti, si è trattato di una sottovalutazione: la Procura «assai probabilmente non ne aveva percepita neppure la portata».

Cosa c\'era in quel dossier? A parlarne ai pm, ricorda la Panasiti, è Giuliano Tavaroli: durante la scalata di Pirelli a Telecom, Tronchetti aveva chiesto di scoprire chi si nascondesse dietro la sigla Oak Fund, che controllava una quota della Bell. Il timore di Tronchetti era che dietro la società ci fossero manager di Telecom.

Invece, grazie alle indagini di Cipriani, arrivò la sorpresa: «Nel corso dei suoi accertamenti il Cipriani aveva ritenuto di individuare che i soggetti realmente interessati al fondo Oak fossero esponenti del partito politico dei Democratici di sinistra».

\"\"TRONCHETTI

Nella copia del rapporto finale finito nel cd, i nomi dei beneficiari del fondo sono occultati da una provvidenziale macchia.

Ma Tronchetti ha ricordato il riassunto che gliene fece Tavaroli: «Marco Tronchetti Provera ha indicato di avere avuto riferita la circostanza nel 2005 da Tavaroli, con indicazioni che la vera proprietà del fondo era da riportarsi ad un partito politico e, in particolare, alla persona di Massimo D\'Alema. Aveva indicato in quel contesto al Tavaroli che se vi fossero state delle cose rilevanti avrebbe dovuto denunziarle alla magistratura ».

Ma alla magistratura non venne denunciato nulla, e a Cipriani venne ordinato di sospendere le indagini. Alla fine, il cd con i dossier alla magistratura arrivò lo stesso: ma ugualmente non accadde nulla.

\"\"PIERO FASSINO

2 - TELECOM, QUELLA NORMA (GOVERNO PRODI) CHE AFFOSSÒ INDAGINE OAK FUND
Da Il Velino.it

\"Non è affatto scontato che il dossier su Oak Fund raccolto da Cipriani per conto di Telecom sulla composizione azionaria di Bell, vada a finire al macero\". I legali di Emanuele Cipriani, titolare dell\'agenzia investigativa fiorentina Polis d\'Istinto, attendono la prima udienza di venerdì prossimo fissata dal gip di Milano che dovrà affrontare (ma di udienze ce ne vorranno parecchie) il tema della distruzione dei dossier \"illegali\" emersi dalla vicenda giudiziaria relativa alle indagini fatte dalla security di Telecom, direttamente o indirettamente, su imprese e personaggi del mondo politico, giornalistico ed imprenditoriale.

Il gip di Milano dovrà decidere se fra le tante pratiche da mandare al macero dovrà inserire anche il file su \"Oak Fund\" rinvenuto nel corso delle perquisizioni a carico di Cipriani.

\"\"Marco Mancini

La legge, infatti, proposta dal governo Prodi e votata alla fine del 2006 in tutta fretta dopo le polemiche sulle intercettazioni telefoniche pubblicate dai giornali e relative ad alcuni esponenti di primo piano del partito allora guidato da Piero Fassino e che coinvolgevano anche l\'ex ministro degli Esteri Massimo D\'Alema, fu aggiornata in dirittura d\'arrivo con un piccolo emendamento che apparve quasi ininfluente.

Non andavano distrutte soltanto le intercettazioni illegali ma, si stabilì con una minuscola norma passata quasi inosservata, anche le investigazioni illecite. Nessuno si accorse che l\'emendamento sarebbe stato decisivo per chiudere la vicenda \"Oak Fund\" .

Il \"Fondo Quercia\" è un dossier realizzato, a detta di Cipriani, per conto di Telecom che pagò una fattura molto salata, come risulta dagli atti, affinché si mettessero in chiaro le partecipazioni della società, appunto Oak Fund, azionista, nel ‘99, della Bell, la finanziaria lussemburghese che fu utilizzata per la scalata azionaria a Telecom e che fece risparmiare fiscalmente agli acquirenti mille miliardi di vecchie lire.

Il titolare dell\'agenzia di investigazioni private agli inizi del 2000, dopo che Telecom passò a Marco Tronchetti Provera, fu incaricato (ha sostenuto davanti ai magistrati milanesi) da Giuliano Tavaroli, ex capo della security della società telefonica, di scoprire chi effettivamente si celava dietro quella società creata nel ‘96 a Georgetown, la capitale delle isole Cayman. Cipriani pare abbia ricostruito interamente la catena di comando della società e svelato chi aveva accesso ai conti nei Caraibi e a Londra.

Proprio in una banca londinese sarebbero arrivati fondi e plusvalenze per milioni di euro.

 

Fatto sta che l\'inchiesta fu chiusa, grazie a quel piccolo emendamento fatto di alcune parole, ma decisivo per sbarrare la strada ai pubblici ministeri che, si apprende adesso dalle carte del processo Telecom, non furono molto curiosi. A sostenerlo è un giudice, Mariolina Panasiti che, come scrive Il Giornale: \"formula giudizi pungenti nei confronti della Procura .....\" sul ... \" trattamento riservato all\'affare Oak Fund, indicato nel compact disc sequestrato a Cipriani come ‘operazione New Entry‘\".

\"\"PIERO FASSINO

Per la Panasiti, \"l\'autorità inquirente (ovvero la Procura, ndr ) assai probabilmente non ne aveva percepita neppure la portata, tanto che la notizia medesima relativa alla Operazione New Entry era stata separata dal procedimento principale, con iscrizione a c.d. ‘modello 45\', quali atti non costituenti notizia di reato, ed inviata, in data 12/5/2006, al Procuratore della Repubblica in sede per le sue determinazioni\'.

Per sei mesi non accade nulla. Il 20 novembre entra in vigore la legge Mastella. Il 20 dicembre 2006 il procuratore della Repubblica scrive ai pm titolari del fascicolo chiedendo se nelle carte su Oak Fund ‘fosse configurabile, con riguardo alla detta documentazione confluita nel separato fascicolo, un\'ipotesi di raccolta illegale di informazioni‘\". E\' la fine dell\'inchiesta sui contenuti del dossier , quella norma mandò tutto in soffitta in attesa delle decisioni della Corte costituzionale, che confermando la legittimità costituzionale della legge, ha obbligato il gip di Milano a convocare gli interessati per procedere all\'eventuale distruzione degli atti.

Ma la stessa procura non può certo dirsi sicura di distruggere definitivamente il dossier su Oak Fund. Infatti sono stati appurati nel corso del processo e delle indagini sul dossieraggio Telecom, gli stretti rapporti fra Tavaroli e settori importanti dei servizi segreti. Consultazioni frequenti e tanto rilevanti che la presidenza del Consiglio ha dovuto vincolare l\'uomo che più di tutti manteneva i rapporti con Tavaroli e cioè Marco Mancini (ex capo operativo del Sisde, oggi all\'Aisi) al \"segreto di Stato\".

\"\"irl02 fassino dalema\"\"Il Gup Mariolina Panasiti

Si può pertanto prevedere che copia del dossier di Cipriani sia finita al Sisde ed anche all\'M16, i servizi segreti inglesi. Insomma anche se il gip di Milano dovesse decidere per la distruzione del file \" operazione new entry\", nessuno è in grado di stabilire che non sia stato già archiviato da altre istituzioni. Della vicenda si è già parlato, ma senza particolare approfondimento, nel corso di alcune sedute del Comitato per la sicurezza della Repubblica, guidato da Massimo D\'Alema, ma nessuno è fino ad oggi in grado di fare chiarezza .

D\'altro canto anche se il gip dovesse decidere per non utilizzabilità giudiziaria del dossier sulla società che controllava la Bell, non è detto che i servizi segreti debbano adeguarsi. Ed è quello che con ogni probabilità accadrà e, forse, fra qualche anno fughe di notizie più o meno interessate potranno farci conoscere l\'intero documento e se dietro Oak Fund c\'era veramente un partito ed alcuni dei suoi leader.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?