POPULISMO CHIAMA POPULISMO – ANTONIO POLITO: “SE SI GUARDA ALLE DUE PAROLE D’ORDINE CON CUI I DEMOCRATICI HANNO VINTO NEGLI STATI UNITI, SCOPRIREMO CHE SONO LE STESSE CHE HANNO DATO LA VITTORIA A TRUMP DUE ANNI FA: NO AL CAROVITA E ALL’INFLAZIONE, BASTA AVVENTURE MILITARI LONTANO DA CASA. LA DOMANDA DEGLI ELETTORI È RIMASTA PIÙ O MENO LA STESSA, MA HA CERCATO (E TROVATO) RISPOSTE IN UN’OFFERTA POLITICA DI DIVERSO COLORE” - “QUELLO CHE È CAMBIATO È CHE SI STA STRUTTURANDO UNA NUOVA ‘SINISTRA SOCIALE’, MOLTO MENO INTERESSATA AI DILEMMI WOKE E ALLA CULTURA GENDER, E PIÙ ATTENTA ALLE DISUGUAGLIANZE E AL REDDITO” (CAPITO ELLY SCHLEIN?)
Estratto dell’articolo di Antonio Polito per il “Corriere della Sera”
donald trump perde le elezioni di meta mandato meme 11
[…] I repubblicani non prendevano una botta di queste proporzioni dalle elezioni di midterm del 1974, quando si votò tre mesi dopo le dimissioni di Nixon per lo scandalo Watergate.
È vero che tutti i presidenti americani di solito perdono le elezioni a metà mandato; ma così, in queste dimensioni, di rado.
A guardare le cose dall’Europa, viene però qualche dubbio sull’ipotesi di una svolta a sinistra.
ALEXANDRIA OCASIO CORTEZ - OVULI CONGELATI
Se si guarda alle due parole d’ordine con cui i democratici hanno vinto, scopriremo infatti che sono le stesse che hanno dato la vittoria a Trump due anni fa: no al carovita e all’inflazione, basta avventure militari lontano da casa (soprattutto se perdenti). Se ne deve dunque dedurre che la domanda degli elettori è rimasta più o meno la stessa, ma ha cercato (e trovato) risposte in un’offerta politica di diverso colore.
Molti tra i democratici che hanno vinto possono essere definiti «populisti», seppure di conio diverso rispetto ai Maga: più moderati e rispettosi delle istituzioni repubblicane, ma non meno radicali contro l’establishment. Solo che stavolta è l’altro establishment.
alexandria ocasio-cortez ABDUL EL-SAYED E BERNIE SANDERS
Quello che è cambiato, magari, è che, come a New York, a Londra a Berlino nelle elezioni per il sindaco, si sta strutturando una nuova «sinistra sociale», molto meno interessata ai dilemmi woke e alla cultura gender, e più attenta alle disuguaglianze e al reddito.
Non più dominio incontrastato della destra Maga, il mercato elettorale dei «latinos», dei giovani, dei «forgotten men», i «dimenticati» da una società sempre più diseguale, tecnologica, impersonale, ha trovato dei competitori agguerriti nei democratici.
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Se ci fosse davvero una svolta ideale verso sinistra, non si spiegherebbe d’altronde come mai, in base ai dati finora disponibili, in California sia stata bocciata in un referendum la proposta di una patrimoniale del 5% a carico dei super ricchi, presentata dal più di sinistra di tutti, Bernie Sanders. E come mai, all’opposto, in Florida sia passata a furor di popolo una riduzione delle tasse sugli immobili, lanciata dal governatore repubblicano dello Stato.
In ogni caso, vedremo presto se un vento nuovo esiste davvero, e se soffia anche in Europa: oppure se, a fine mese, il partito di estrema destra Vox vincerà le elezioni in Spagna insieme con l’alleato Partito popolare, e nella prossima primavera Marine Le Pen conquisterà l’Eliseo, dopo cinquant’anni di tentativi di famiglia. Può darsi insomma che il voto contro Trump non sia un voto di sinistra. Ma contro Trump. […]
supporter di abdul el sayed foto lapresse.
alexandria ocasio cortez