“MI IMPICCHERANNO SE LA GUERRA TERMINERÀ SENZA LA CONQUISTA DELL’INTERO DONBASS” – LA PAURA DI PUTIN RIVELATA DALL’“ECONOMIST”. ALLA LUCE DELLO STALLO IN UCRAINA, “MAD VLAD” HA DECISO DI INTENSIFICARE IL CONFLITTO E SI STAREBBE PREPARANDO A MOBILITARE 300-400 MILA PERSONE – IL NIET DEL CREMLINO ALLA PROPOSTA DEL CAPO DELLA CIA RATCLIFFE DI UN VERTICE A TRE TRUMP-PUTIN-ZELENSKY – A INSISTERE SULLA VIA DEL DIALOGO È ANCHE LA SANTA SEDE MA MOSCA CONTINUA A MARTELLARE KIEV: QUASI 2.000 DRONI, PIÙ DI 1.600 BOMBE E 31 MISSILI SONO STATI LANCIATI DA MOSCA SULL'UCRAINA NELL'ULTIMA SETTIMANA…
vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina
Secondo quanto riportato da The Economist, Vladimir Putin ritiene che la conclusione della guerra con l'Ucraina senza il raggiungimento di almeno un obiettivo minimo, ovvero la conquista dell'intero Donbass, rappresenti una minaccia per la sua sicurezza personale.
"Mi impiccheranno", avrebbe detto Putin a diversi suoi stretti collaboratori in un certo momento della guerra, secondo una fonte informata. Alla luce del punto morto in Ucraina, il presidente russo avrebbe deciso di intensificare il conflitto e si starebbe preparando a mobilitare 300-400 mila persone, secondo quanto riferito dalle fonti della rivista.
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VERTICE A TRE
Paolo Mastrolilli per “la Repubblica” - Estratti
vladimir putin donald trump volodymyr zelensky
Gli Stati Uniti propongono un vertice a tre fra i presidenti Trump, Putin e Zelensky, ma la Russia risponde che sarebbe possibile solo «allo scopo di formalizzare gli accordi». È il tentativo americano di far ripartire comunque la trattativa, sullo sfondo dei timori di una nuova offensiva su Kiev con migliaia di soldati, i bombardamenti contro le infrastrutture energetiche ucraine, e gli attacchi ibridi già in corso da tempo contro diversi paesi membri della Nato.
Il sito Axios ha scritto che durante la missione a Mosca di martedì scorso, il capo della Cia Ratcliffe ha suggerito di organizzare il vertice a tre. Se a questo si sommano le altre rivelazioni secondo cui ha ammonito la Russia a non mettere alla prova l'Alleanza Atlantica, e ha dato la sua versione su quanto male stia andando l'invasione dell'Ucraina, si intuisce la logica americana: da una parte infatti Washington avverte sui rischi di un'escalation, e dall'altra suggerisce la ripresa delle trattative, anche perché le cose non stanno andando come vorrebbe il Cremlino. Perciò Ratcliffe avrebbe aggiunto la proposta del vertice a tre, a cui Zelensky è sempre stato favorevole, per riaprire il negoziato.
La risposta è arrivata ieri dal portavoce Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti: «Da tempo si propone un vertice tra Putin, Trump e Zelensky. Voi conoscete bene la posizione del nostro capo di Stato. Un simile incontro è possibile solo allo scopo di formalizzare gli accordi». Però «gli accordi non sono una cosa semplice. Si tratta di un processo di negoziazione molto complesso, che comprende un'enorme quantità di dettagli».
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Pavlo Palisa, vicecapo di gabinetto di Zelensky, ha denunciato che la Russia prepara una nuova offensiva nel nord, che prenderebbe di mira Kiev e Chernihiv. Il Daily Star ha aggiunto che potrebbe mobilitare fino a 300.000 soldati, nonostante le difficoltà di reclutamento e le perdite superiori al milione e mezzo di uomini.
Mentre il Wall Street Journal rilancia l'allarme per gli attacchi ibridi, che servono a dividere gli europei, creare panico e frenare le forniture militari all'Ucrana nel timore di essere aggrediti. Trump ha smentito che Putin voglia sfidare la Nato, ma pochi ci credono.
VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN
PUTIN MARTELLA ANCORA KIEV L’INVIATO DEL PAPA “DOBBIAMO TRATTARE CON LUI”
Fabiana Magrì per “La Stampa” - Estratti
È un crescendo di raid russi i cui effetti, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, «sono visibili a occhio nudo». Il ministero della Difesa rilancia ulteriori attacchi «contro le infrastrutture dell'industria della Difesa ucraina».
Ma Mosca prende di mira tutto, anche grandi centri commerciali e reti logistiche. Adegua i propri obiettivi, dopo gli attacchi ucraini che hanno distrutto importanti magazzini di e-commerce in Russia. E minaccia altri massicci raid contro impianti energetici ucraini. I vertici militari, sostiene la Difesa russa, hanno già iniziato i preparativi. L'obiettivo è mettere a dura prova le reti di approvvigionamento dell'Ucraina.
E con lo sguardo orientato a un altro inverno difficile, Kyiv continua a chiedere più difesa aerea e più risorse a partner e alleati. Il nuovo ministro della Difesa ucraino, Yevhenii Khmara spinge per un anticipo dei fondi Ue previsti per il 2027, con l'obiettivo di coprire un deficit di bilancio militare di 27 miliardi di dollari. «Presenteremo ai partner – promette il ministro – una visione chiara e un piano preciso». Per Kyiv si tratta di «decisioni appropriate», di vita o di morte.
VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN
Il bilancio Zelensky, invece, guarda ai quasi 2.000 droni, più di 1.600 bombe e 31 missili lanciati da Mosca sull'Ucraina nell'ultima settimana. Anche lui promette «risposte» a ogni attacco russo e passa dalle parole all'azione nell'arco della notte: ieri sulla Russia si sono abbattuti almeno 500 droni ucraini. Fonti su entrambi i fronti confermano che una delle più grandi raffinerie di petrolio a Kirishi, a Sud-Est di San Pietroburgo, è andata in fiamme, dopo un potente attacco di Kyiv nella zona.
A insistere sulla via del dialogo è anche la Santa Sede. Il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Paul Gallagher Gallagher, è appena rientrato dalla missione a Mosca dove ha incontrato l'omologo russo Serghei Lavrov e il consigliere del Cremlino per la politica estera, Yuri Ushakov.
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Zelensky non manca di rispondere tendendo altrettanto la mano: l'Ucraina, dice, si sta preparando a ulteriori colloqui con gli Stati Uniti e anticipa che «ci saranno maggiori dettagli domani (cioè oggi, ndr)». Più disilludente la risposta di Mosca, che resta aperta ai negoziati tra le rispettive delegazioni in Turchia, ma «purtroppo non possiamo riconoscere l'esistenza di precondizioni»: quelle che, secondo il portavoce Peskov, sono alla base di qualunque negoziato accettabile da Putin. (...)
VOLODYMYR ZELENSKY E VLADIMIR PUTIN COME PUGILI SUL RING - FOTO CREATA CON GROK
DONALD TRUMP JOHN RATCLIFFE
VOLODYMYR ZELENSKY E VLADIMIR PUTIN COME PUGILI SUL RING - FOTO CREATA CON GROK



