renzi alfano verdini

LA SCELTA CINICA DI MATTEO - RENZI VUOLE CAMBIARE GLI EQUILIBRI DELLA MAGGIORANZA: DENTRO VERDINI E 'SCELTA CIVICA' PER DEPOTENZIARE ALFANO - QUI ARCORE: MARINA BERLUSCONI HA PIENE LE SCATOLE DEL “CERCHIO TRAGICO” INTORNO A PAPI SILVIO: “SAREBBE MEGLIO IMPACCHETTARLE...”

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera

VERDINI RENZIVERDINI RENZI

 

Le Amministrative, come il referendum, sono una formidabile arma di distrazione di massa. Perché è vero che i due test elettorali decreteranno i nuovi rapporti di forza nel sistema, ma è altrettanto vero che nel sistema è già in atto un processo di ristrutturazione in vista delle Politiche.

 

renzi boschirenzi boschi

Nel governo, Renzi si prepara ad accogliere Verdini senza dover pagare dazio agli alleati e alla «ditta», e senza dover passare nemmeno per il Quirinale. Bisognerà vedere se andrà in porto una manovra affidata al vice ministro dell' Economia Zanetti, segretario di Scelta Civica, che ieri ha (ri)lanciato (l' ennesimo) cartello dei moderati: un contenitore che in Europa vorrebbe ancorarsi ai Liberaldemocratici e che in Italia vorrebbe aggrapparsi al Pd.

enrico zanetti sottosegretario all economiaenrico zanetti sottosegretario all economia

 

Per quanto nel Paese l' iniziativa non dovrebbe avere grande impatto, date le percentuali di Sc, nel Palazzo potrebbe invece cambiare il volto della maggioranza.

Perché la proposta sarà pur «aperta a tutti», ma soprattutto è aperta ai verdiniani, che non a caso sono stati gli unici ad applaudire l' idea annunciata da Zanetti sul Foglio .

 

Ecco il cavallo di Troia dentro cui si potrebbe imbarcare Ala, che - con un processo di fusione dei gruppi parlamentari - da «sostenitore esterno» del governo si trasformerebbe senza colpo ferire in «socio interno» del governo, con tanto di rappresentanza ministeriale. Siccome nell' esecutivo non si muove foglia che Renzi non voglia, significa che è in atto un' operazione volta a rottamare l' attuale maggioranza attraverso una manovra di riciclaggio politico.

 

RENZI ALFANORENZI ALFANO

I segnali ci sono tutti, basti vedere le tensioni che nelle ultime settimane hanno incrinato i rapporti tra premier e Ncd: il modo in cui è stata derubricata la proposta del «bonus bebè» avanzata dal titolare della Salute Lorenzin; lo scontro sulla giurisprudenza in tema di adozioni per le coppie gay che ha ingaggiato il Guardasigilli Orlando con il ministro centrista Costa; e soprattutto i contrasti tra Renzi e Alfano sul nodo dell' emergenza migranti.

 

Tre indizi fanno una prova e rivelano il tentativo di togliere ad Ap quella centralità in Parlamento su cui si fonda oggi la stabilità del governo. È da vedere se la manovra avrà successo, già in passato è stata tentata ed è fallita.

 

ALFANO LORENZIN FOTO LAPRESSE ALFANO LORENZIN FOTO LAPRESSE

Ma non c' è dubbio che mentre tutti sono concentrati sulle Comunali, il premier si sta portando avanti per la riconquista di Palazzo Chigi, alimentando il sogno di una modifica dell' Italicum (dopo il referendum) che non promette e nemmeno esclude quanti cercano rifugio presso di lui. E un tormentone che spesso trova sfogo nelle riunioni di Ala, sta dentro una battuta con cui D' Anna si è rivolto a Verdini: «Denis, se tu prendi per il c... noi, ci può anche stare. Ma se Renzi prende per il c... te, è una tragedia».

 

Quel dubbio sulla legge elettorale è un limbo, una variante nei lavori in corso in cui tutti sono impegnati. Compreso Alfano, che gioca su diversi schemi alle Amministrative: tolta Napoli, c' è l' opzione «centrista» di Roma e c' è il modello di «nuovo centrodestra» a Milano.

 

VINCENZO D'ANNAVINCENZO D'ANNA

Sono le basi su cui Ap potrebbe partecipare in futuro a un accordo tra moderati, dove far pesare il 4% delle Europee, e che avrebbe un ancoraggio più solido di quanto si possa adesso immaginare. Per verificarlo, basterà attendere il momento in cui Parisi, candidato a Palazzo Marino, scioglierà la sua riserva in materia referendaria...

maria rosaria rossi con francesca pascalemaria rosaria rossi con francesca pascale

 

D' altronde proprio la chiusura di campagna elettorale, con lo scontro tra Berlusconi e l' asse Salvini-Meloni, prelude a una competizione tra i due blocchi del vecchio centrodestra che non finirà con le Amministrative. È in palio il primato della coalizione che sarà deciso dai rapporti di forza tra l' area lepenista e l' area moderata, nella quale potrebbero confluire i tronconi di quel che fu il Pdl per bilanciare il peso di Lega e FdI.

 

Il Cavaliere vorrebbe svolgere il ruolo di «federatore», ma intanto deve sedare l' annoso malcontento degli azzurri verso il «cerchio magico» guidato dalla senatrice Rossi. Da tempo gli amici più fedeli di Berlusconi si fanno interpreti delle lamentele per la «gestione incompetente del partito» e per il «debordante presenzialismo» della corte.

marina berlusconi marina berlusconi

 

La novità è che al tradizionale pranzo del lunedì ad Arcore la questione è stata sollevata anche dalla figlia Marina, assai severa per certi comportamenti e per le conseguenze sull' immagine del padre: «Sarebbe meglio impacchettarle», ha detto. Destinazione ignota. Comunque lontane dal genitore.

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...