“SARÀ UN'ESCALATION” - L’ALLERTA DELL'INTELLIGENCE DOPO GLI ALLARMI BOMBA SU DECINE DI VOLI IN TUTTA EUROPA. SONO L'ULTIMO PASSAGGIO DI UNA STRATEGIA PRECISA PER SEMINARE PANICO E PAURA: PRIMA LE SCUOLE, POI GLI OSPEDALI, I CENTRI COMMERCIALI. E INFINE, IERI, GLI AEROPORTI. E DOMANI? – LA MAIL CHE ANNUNCIAVA LE BOMBE PARTITA DALL’ACCOUNT DI UNA DONNA COLOMBIANA E LA RIVENDICAZIONE DEL GRUPPO RUSSO DEI SEDICENTI “GUERRIERI DELLO STATO MASCHILE” - ATTENZIONE: LA RIPETIZIONE DEGLI ALLARMI PUÒ PRODURRE ASSUEFAZIONE E RENDERE ORDINARIA L'EMERGENZA, FINO AL PUNTO DA FAR SOTTOVALUTARE QUELLA VERA…
L’ALLARME DEGLI 007
Giuliano Foschini per la Repubblica - Estratti
Abituiamoci. «Sarà un'escalation», avvertono fonti dell'intelligence. Perché gli allarmi bomba che negli ultimi giorni hanno coinvolto decine di voli in tutta Europa sono soltanto l'ultimo passaggio di una strategia precisa. Prima le scuole, poi gli asili, i tribunali, gli ospedali, i centri commerciali.
ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
E infine, ieri, gli aeroporti. Domani, chissà. Obiettivi diversi, ma colpiti sempre con la stessa metodologia: mail inviate agli indirizzi giusti, da account protetti o compromessi, difficili da rintracciare. Minacce di ordigni inesistenti, apparati di sicurezza costretti a intervenire. Per dire: soltanto in Italia sono state circa trecento le scuole raggiunte da questi messaggi. Una campagna di attacchi concentrici, costruita per colpire luoghi sensibili, paralizzare servizi essenziali e soprattutto seminare paura. Perché le bombe non ci sono. Ma la paura sì. Ed è esattamente questo l'obiettivo.
(…) secondo quanto risulta a Repubblica, la mail inviata ieri agli aeroporti italiani è partita dalla Colombia. Quelle della precedente ondata contro le scuole rimanderebbero invece agli Emirati Arabi Uniti.
Ma questo non significa nulla.
Certo, ora si indagherà. Sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale, mentre le procure di Roma e Busto Arsizio hanno aperto fascicoli per procurato allarme. Polizia postale e Polaria stanno cercando di ricostruire i percorsi delle comunicazioni e individuare eventuali collegamenti tra le diverse campagne. Ma sarà difficilissimo. Il sospetto, anzi ormai la certezza, è che dietro gli attacchi ci sia una mano unica.
Non tanto per la successione degli obiettivi, quanto per la metodologia utilizzata. Chi?
In calce alle ultime mail compare una firma: "Combattenti dello Stato Maschile". Un nome che rimanda al *Muzhskoe Gosudarstvo*, movimento estremista russo fondato nel 2016 dal blogger Vladislav Pozdnyakov.
ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
Un'organizzazione ultranazionalista, misogina e omofoba, che diffondeva propaganda d'odio e incitamenti alla violenza, tanto da essere stata messa al bando nel 2021 da un tribunale di Nizhny Novgorod. Ma questa rivendicazione non dimostra nulla. Anzi, potrebbe essere stata utilizzata proprio per confondere le indagini, attribuendo le minacce a un gruppo già noto per le sue campagne estremiste.
Se la rivendicazione è vera o falsa, si capirà. L'ipotesi che dietro ci sia uno Stato straniero, e in particolare la Russia, è la pista principale considerata dagli investigatori (ieri il Cremlino ha smentito). Certo, lo schema è compatibile con una forma di guerra ibrida: non distruggere le infrastrutture, ma costringerle a fermarsi.
Non provocare esplosioni, ma ottenere effetti concreti sulla vita quotidiana di migliaia di persone. E c'è un rischio ulteriore. «Non possiamo fare il gioco dell'al lupo, al lupo», spiega un investigatore dell'Antiterrorismo.
Ogni minaccia deve essere considerata credibile fino a quando non viene esclusa la presenza di esplosivi. Ma la ripetizione continua degli allarmi può produrre assuefazione, consumare risorse e abbassare la soglia di attenzione. Rendere ordinaria l'emergenza, fino al punto da far sottovalutare quella vera.
(…)
CACCIA CHE SI ALZANO IN VOLO DOPO ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
«IL CIELO SARÀ ROSSO» CHI C’È DIETRO LO «STATO MASCHILE» E LA MAIL DEL PANICO
Rinaldo Frignani per il Corriere della Sera - Estratti
Un profilo sospetto intestato a una donna colombiana che dovrebbe lavorare nel settore amministrativo di un’azienda sanitaria di Bogotà, in Colombia, per annunciare via mail all’alba di ieri la presenza di bombe a bordo di aerei in arrivo al «Leonardo da Vinci» di Fiumicino.
Ordigni piazzati da un sedicente gruppo eversivo — i «Combattenti dello Stato Maschile» — pronti a colpire «il vostro regime femminista». Un controsenso — o una provocazione, a seconda dei casi — alla base della minaccia che ieri, per la terza volta questa settimana, ha fatto scattare l’allarme aereo anche in Italia oltre che in altri Paesi europei.
MAIL DI RIVENDICAZIONE DOPO ALLARMI BOMBA SU VENTICINQUE AEREI
«Siete tutti complici di un complotto criminale, vogliamo annientarvi per questo», c’era scritto in un italiano approssimativo, forse tradotto in automatico, nella e-mail rimbalzata a una dipendente di Aviapartner, una delle tre società di handling che collabora con Aeroporti di Roma, e a una serie di colleghi proprio di Adr. «Con le nostre azioni di oggi — proseguivano gli pseudo terroristi — lasceremo un segno nella storia, il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà fra 60 minuti, oggi il vostro cielo sarà rosso».
(…) Le Procure di Roma, probabilmente con quelle di Milano, Bergamo e Pescara — da dove sono decollati o atterrati altri voli presi di mira —, attendono le informative della polizia postale e della Polaria per aprire un fascicolo sugli allarmi che potrebbero essere collegati ad altri su aerei e nelle scuole.
La firma dell’ultima mail lascia tuttavia perplessi gli investigatori. Si valutano collegamenti con il «Male State» («Muzhskoye gosudarstvo»), movimento estremista russo, ultranazionalista, razzista, omofobo e misogino fondato dieci anni fa da Vladislav Pozdnyakov, l’ideologo del nazional-patriarcato, condannato nel 2018 per incitamento all’odio contro le donne proprio dai giudici russi, che nel 2021 hanno dichiarato fuorilegge la sua organizzazione, mentre il canale social «VKontakte» aveva già bloccato i suoi profili.
Per questo motivo il sospetto è che in realtà la firma dello «Stato Maschile» possa essere stata utilizzata da altri per lanciare gli allarmi di ieri. Non certo una novità visto che in meno di un mese in Italia di sigle di rivendicazione ne sono comparse parecchie. Il 19 ottobre scorso infatti la mail che annunciava bombe in alcune scuole italiane e su un volo Ryanair per Gedda era firmata dal «Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica» e la minaccia arrivava da un profilo-fake del ministero dell’Istruzione dell’Arabia Saudita: (…)
Poi — due giorni dopo — è stata la volta dei «militanti della provincia di Neviansk» (Russia siberiana) che con la loro mail inviata a decine di dipendenti Adr, come la misteriosa colombiana, annunciavano bombe su due voli Ryanair, anch’essi fatti atterrare e ispezionati dagli artificieri della polizia al «Leonardo da Vinci».
Dai primi accertamenti sembra che quasi tutti gli indirizzi mail sfruttati per far rimbalzare le segnalazioni di minaccia nei vari episodi non fossero protetti e comunque disponibili su fonti aperte. Fatto che potrebbe scagionare gli hacker filorussi di NoName057(16) e Z-Pentest, che hanno invece rivendicato gli attacchi ai supermercati europei e fino a oggi sono stati responsabili di azioni più complesse. Ma è ancora presto per dirlo.


