“SAREMO LA GUIDA D’EUROPA” - MARINE LE PEN, CON IL VENTO IN POPPA NEI SONDAGGI, SI SENTE GIA’ ALL’ELISEO E PROMETTE IL “RINASCIMENTO FRANCESE” – SULL’EUROPA, LA ZARINA SOVRANISTA HA PRECISATO CHE UNA DELLE SUE PRIME MISURE DA PRESIDENTE SARÀ PROCLAMARE LA PREFERENZA NAZIONALE A FAVORE DEI CITTADINI FRANCESI (MISURA INCOMPATIBILE CON IL DIRITTO EUROPEO) – POI SCARICA L’UCRAINA: “NON MANDERÒ I NOSTRI GIOVANI A MORIRE IN GUERRE CHE NON SONO LE NOSTRE. GLI AIUTI A KIEV NON CE LI POSSIAMO PIÙ PERMETTERE”
Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera” - Estratti
A sei mesi dal voto, largamente in testa a tutti i sondaggi, Marine Le Pen ha parlato dalla spettacolare sala di Orléans come se fosse già all’Eliseo, promettendo una Renaissance , il Rinascimento della Francia, grazie a una presidenza che sarà al di sopra di tutto, dei partiti, della destra e della sinistra:
«Non sono né l’ala destra né l’ala sinistra, sono l’uccello», ha detto andando a pescare un proverbio indiano, ma ispirandosi al generale De Gaulle, entrato di recente nel pantheon del Rassemblement national proprio per l’ambizione originaria di scavalcare i partiti e unire tutti i francesi.
La stessa impostazione, ecumenica almeno a parole, portò fortuna anche al deprecato Emmanuel Macron, che nel 2017 è arrivato all’Eliseo dichiarandosi né di destra né di sinistra, e che ieri è stato più volte tirato in ballo da Marine Le Pen per scatenare i fischi impietosi degli 8.500 del pubblico.
Ai comizi del presidente uscente, dieci anni fa, le bandiere europee quasi facevano ombra a quelle francesi. Ieri, come ovvio, solo un mare di tricolori bleu blanc rouge, e la promessa di passare presto alla «doppia frontiera», tra Ue e Paesi extraeuropei ma anche tra Francia e resto d’Europa.
«Uno a uno i Paesi europei si stanno liberando e recuperano la loro sovranità sottratta da Bruxelles, presto lo farà anche la Francia e ci metteremo alla testa della nuova Europa», ha detto, precisando che una delle sue prime misure da presidente sarà proclamare la preferenza nazionale a favore dei cittadini francesi (misura peraltro incompatibile con il diritto europeo).
«Il nostro sarà un governo di unità nazionale, aperto a tutte le sensibilità politiche, non vogliamo rifare la Francia di una volta ma costruire la Francia del futuro», ha aggiunto Marine Le Pen. Dopo l’inevitabile omaggio iniziale alla pulzella d’Orléans Giovanna d’Arco, Le Pen si è distanziata con abilità dalla nostalgia anni 50 dell’avversario alla sua destra Eric Zemmour, per mostrarsi fiduciosa nell’avvenire: «Non stiamo vivendo la fine del mondo, ma solo la fine del loro mondo», cioè del potere attuale.
La leader del Rn ha assicurato che non manderà «i nostri giovani a morire in guerre che non sono le nostre», anche se nessuno propone il contrario. Qualche giorno fa lei ha aggiunto che taglierà gli aiuti all’Ucraina, «non ce li possiamo più permettere».
Su un palco da rockstar, circondata da fuochi artificiali, al suo quarto tentativo di conquistare l’Eliseo, Marine Le Pen si concentra su un messaggio fondamentale: l’essere francesi è un valore in sé, superiore a qualsiasi altro.
Oggi «MLP» lascerà a Sébastien Chenu il posto di capogruppo all’Assemblea nazionale, mentre Jordan Bardella è riconfermato presidente del partito (con il 98,98% dei voti) e primo ministro designato.
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marine le pen e jordan bardella alla messa di papa leone xiv a parigi




