LA STRATEGIA DELLA PENSIONE - MENTRE GIORGETTI È ALLA RICERCA DISPERATA DI COPERTURE PER LA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO, LA LEGA RILANCIA LA SUA CROCIATA SULLE PENSIONI - SALVINI, APPENA RIELETTO SEGRETARIO DEL PARTITO, CHIEDE UNA “NUOVA QUOTA 100” MA NON DICE COME FINANZIARE LA MISURA - IL NODO DELLE PENSIONI MINIME: GLI IMPORTI VALGONO 619,80 EURO AL MESE MA SENZA UN INTERVENTO IN MANOVRA GLI ASSEGNI RISCHIANO DI NON TENERE IL PASSO DELL’INFLAZIONE…
Estratto dall’articolo di Valentina Conte per “la Repubblica”
Nella manovra «molto targettizzata» annunciata dal ministro Giorgetti c'è un capitolo ancora tutto da scrivere. Quello delle pensioni. E non è piccolo: secondo il Documento programmatico di finanza pubblica, la spesa salirà da 352 miliardi di quest'anno a 367 nel prossimo. Il 15,3% del Pil. Ma mentre la Lega chiede nuove uscite anticipate, il governo deve trovare le coperture e decidere quali misure in scadenza salvare. [...]
«Smontare la legge Fornero» è la promessa rilanciata da Matteo Salvini al congresso del Carroccio. La pensione a 64 anni, assicura, è «la priorità» della Lega nella legge di bilancio. Eppure il partito ha accettato che dal 2027 i requisiti ordinari aumentino per effetto della speranza di vita: un mese in più, seguito da altri due nel 2028. [...]
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro, aveva finora sostenuto l'uscita a 64 anni con 25 di contributi. La mozione approvata dal congresso alza invece l'asticella a 36 anni, anche per chi ha cominciato a versare prima del 1996 (i "misti"). Una nuova Quota 100, diversa da quella del 2019, che consentiva di uscire a 62 anni con 38 di contributi. Il requisito più severo restringe la platea e alleggerisce il conto. [...]
Secondo quanto risulta a Repubblica, la Ragioneria generale dello Stato sta valutando con l'Inps una rimodulazione della perequazione. L'ipotesi è abbandonare il meccanismo per scaglioni e tornare alle fasce, riducendo la rivalutazione all'inflazione delle pensioni medio-alte.
Il risparmio potrebbe finanziare altri interventi previdenziali. La Consulta ha ammesso in passato limiti temporanei alla perequazione, purché ragionevoli, proporzionati e giustificati da esigenze solidaristiche interne al sistema.
Non è però un via libera a qualsiasi taglio: conteranno soglie, durata e destinazione delle risorse. A cominciare dalle pensioni minime. Oggi valgono 619,80 euro lordi al mese, compresa una maggiorazione straordinaria dell'1,3% che scade il 31 dicembre. Senza proroga, dal prossimo gennaio gli assegni continueranno ad aumentare, ma meno dell'inflazione.
MATTEO SALVINI - FOTO LAPRESSE
La ragione è semplice: la rivalutazione ordinaria si applicherà alla base di 611,85 euro, escludendo gli 8 euro circa della maggiorazione in scadenza. Con un'inflazione ipotizzata al 2,9%, la minima arriverebbe a circa 630 euro. Dieci euro in più al mese, ma un aumento effettivo dell'1,6%, contro prezzi cresciuti del 2,9%. Una perdita di potere d'acquisto per chi già vive con poco più di 600 euro.
Poi ci sono le altre scadenze. A dicembre termina l'Ape sociale, che permette ad alcune categorie fragili e agli addetti a lavori gravosi e usuranti di anticipare la pensione. Opzione donna è stata cancellata un anno fa.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
E si accorcia l'isopensione, lo strumento con cui le aziende gestiscono gli esuberi accompagnando i dipendenti alla pensione, a proprie spese, fino a sette anni prima dei requisiti ordinari. Senza interventi del governo, dal prossimo anno il limite tornerà a quattro anni. Le imprese sono in fila all'Inps per utilizzarla.
[...] La Corte dei conti calcola 1,2 miliardi di minori spese nel 2025 sui canali anticipati. Tornare a Quota 100 significa invertire la rotta. E sacrificare forse un progetto caro a Giorgetti: i mille euro alla nascita da versare nella previdenza complementare, per ora congelati.
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