IL SUICIDIO ASSISTITO DELLA LEGA – IL GOVERNO IMPUGNA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGGE SUL FINE VITA VARATA DALLA REGIONE VENETO, GOVERNATA DAL CARROCCIO – MATTEO SALVINI, LEADER DEL PARTITO, NON HA PARTECIPATO ALLA DISCUSSIONE E ALLA VOTAZIONE, MENTRE IL MINISTRO DEGLI AFFARI REGIONALI, ROBERTO CALDEROLI, ANCHE LUI LEGHISTA, SI È ESPRESSO CONTRO L’IMPUGNAZIONE – IL VENETO È LA PRIMA REGIONE AMMINISTRATA DAL CENTRODESTRA A DARE IL VIA LIBERA AL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO, DEFINITO DA LUCA ZAIA “UNA LEGGE DI CIVILTÀ”
Estratto dell’articolo di Stefano Baldolini per www.repubblica.it
LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI
Il governo ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge sul fine vita del Veneto. Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri dove si è comunque consumato uno strappo.
Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, infatti non avrebbe partecipato né alla discussione né alla votazione. Mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è invece espresso contro l'impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore.
PERSONE CHE CHIEDONO IL SUICIDIO ASSISTITO
Il Veneto era stata la prima Regione amministrata dal centrodestra – il governatore è il leghista Alberto Stefani – a dare il via libera lo scorso settembre a "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito".
Una “legge di civiltà”, l’aveva definita il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, che fin da subito – da governatore – ha appoggiato questa battaglia.
"Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita” – ha commentato oggi lo stesso Zaia – “È una prerogativa costituzionale del governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità.
Come d'altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiamo partecipato al voto. Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato".
[…] In mancanza di una normativa nazionale già quattro regioni di centrosinistra (Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna) si sono dotate di regolamenti sul tema.
Lo scorso 24 settembre proprio la legge dell’Emilia Romagna venne impugnata dal governo, decisione che seguì analoghi provvedimenti del governo nei confronti delle leggi sul fine vita approvate da Toscana e Sardegna. A differenza del caso odierno, allora non si registrarono voti contrari da parte dei leghisti, a partire da Salvini.



