“SULL’UCRAINA CONTE DEVE CAMBIARE POSIZIONE, SE VUOLE UN ACCORDO” – IL RIFORMISTA DELLA MINORANZA DEM GIORGIO GORI FA CAPIRE CHE NON SARA’ FACILE UNITE PD E MOVIMENTO SULLA POLITICA ESTERA - "NOI NON CAMBIAMO LINEA PERCHÉ LO CHIEDE M5S. NON C'È MODO DI FARE MARCIA INDIETRO RISPETTO ALLA NECESSITÀ DI GARANTIRE UN SOSTEGNO PIENO ALLA RESISTENZA DELL'UCRAINA” - TIMORI CHE POSSA VINCERE CONTE ALLE PRIMARIE? IO CREDO CHE QUESTA POSSIBILITÀ SIA PIUTTOSTO REMOTA PERCHÉ CONOSCO IL…”
(askanews) - "Io penso che debbano cambiare queste posizioni se vogliono un accordo, perché sanno perfettamente quale sia la posizione del Partito democratico, che è la posizione dell'Unione europea, che è la posizione di tutte le forze socialiste europee". Lo dice Giorgio Gori, europarlamentare Pd, parlando a '24 mattino' su Radio 24. Per Gori "non c'è modo di fare marcia indietro rispetto alla necessità di garantire un sostegno pieno alla resistenza dell'Ucraina, compreso lo strumento militare. Questo se qualcuno tiene veramente alla pace.
Se invece fa il tifo per la resa degli ucraini, allora può anche smettere di mandargli le armi". Insomma, "la posizione di Giuseppe Conte sull'Ucraina è un problema perché ha blindato una posizione che sarà più difficile da cambiare al tavolo della composizione del programma del campo largo, ma la posizione del Partito democratico è quella da anni e non è che può cambiare perché Conte ha deciso tramite la manifestazione Nova che bisogna smettere di mandare sostegno agli Ucraini".
GORI, 'VITTORIA CONTE A PRIMARIE REMOTA, GAZEBO IN DNA PD'
GIORGIO GORI - FIN CHE LA BARCA VA
(Adnkronos) - "Le primarie sono uno strumento storicamente utile ad allargare il consenso ed il radicamento di un progetto politico e quindi non se ne deve avere paura. Se si trovano altri strumenti, altri modi per selezionare il leader o la leader della coalizione di centrosinistra va molto bene. Ma se non si trova, penso che le primarie debbano essere affrontate con tranquillità, senza apprensione". Lo dice Giorgio GORI a 24 Mattino su Radio24. "Leggendo le interviste dei principali leader mi sembra difficile che trovino a questo punto un altro modo che non siano le primarie. Ma le primarie non sono una cosa da temere di cui avere paura.
Ho letto interviste in cui si dicevano le primarie sono un autogol. Non lo penso affatto. Io per fare il sindaco a Bergamo ho fatto le primarie che sono state fondamentali per avvicinarmi a quegli elettori che poi mi hanno sostenuto nelle elezioni vere e proprie". Timori che possa vincere Conte? "Se si accetta un percorso che comprende le primarie, se ne accettano poi i risultati alla fine. Io credo che la possibilità che vinca Conte sia piuttosto remota perché conosco il radicamento del Partito democratico, conosco l'attitudine anche dei nostri militanti a partecipare a questo modo di selezionare la leadership. I gazebo sono nel Dna del Partito democratico e credo che questo faccia la differenza". (Mon/Adnkronos)
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