“SULL’UCRAINA TROVEREMO L’INTESA” – MENTRE GLI ISCRITTI M5S APPROVANO LA LINEA DI GIUSEPPE CONTE PER LO STOP ALL'INVIO DI ARMI A KIEV, ELLY SCHLEIN MARCA LA DISTANZA DAI 5STELLE: “FINO A CHE NON OTTENIAMO UNA PACE GIUSTA PER KIEV È FONDAMENTALE SOSTENERE UN PAESE CHE SUBISCE UN'INVASIONE CRIMINALE” – IL NODO DELLA LEADERSHIP: “PRIMA IL PROGRAMMA, POI O FACCIAMO CHE GUIDA CHI HA PIÙ CONSENSO, OPPURE FAREMO LE PRIMARIE” – I PUNTI VOTATI DAGLI ISCRITTI PENTASTELLATI: IL RITORNO DI UNA FORMA DI REDDITO DI CITTADINANZA, IL NO AL PIANO DI RIARMO E LA RICHIESTA DI UN CONTRIBUTO SUGLI EXTRAPROFITTI DI BANCHE E BIG TECH... - VIDEO
1 - LA LEADER PD: “CONFRONTO CON I 5S SULL’UCRAINA TROVEREMO L’INTESA”
Miriam Romano per “la Repubblica” - Estratti
Molte proposte «condivisibili, se non sovrapponibili». Ma sull'Ucraina Elly Schlein marca la distanza dai Cinque Stelle. Proprio nel giorno in cui gli iscritti M5S approvano la linea di Giuseppe Conte per lo stop all'invio di armi a Kiev, la segretaria del Pd ribadisce dal Festival di Open a Parma che «fino a che non otteniamo un negoziato e una pace giusta per l'Ucraina è fondamentale sostenere un Paese che subisce un'invasione criminale». Un paletto che subito dopo ammorbidisce: «Discuteremo fino a trovare un compromesso, perché nessuno di noi intende mai più fare il favore alla destra di dividerci».
Del percorso appena concluso dal Movimento, Schlein dice di aver seguito con attenzione le proposte e di averne trovate «moltissime assolutamente condivisibili, se non sovrapponibili» a quelle del Pd e delle altre forze della coalizione.
nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli
Sulle altre, Ucraina compresa, «discuteremo». Il punto di caduta, assicura, si troverà: «Quando ci mettiamo insieme governiamo bene».
Più sfuggente, invece, sui tempi.
Enrico Mentana la incalza chiedendole quando si riunirà finalmente la coalizione per scrivere il programma comune. Schlein non indica una data e ribatte che quel lavoro in realtà è già cominciato e viene portato avanti «tutti i giorni». Cita il salario minimo e il congedo paritario, battaglie condivise già dal 2023. E rivendica il «lavoro testardamente unitario» costruito in questi anni.
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Resta poi il nodo della leadership. Anche qui Mentana insiste, chiedendole se consideri prioritaria l'ipotesi che a guidare la coalizione sia chi ha più consenso rispetto alla strada delle primarie.
Schlein non sceglie: «Prima il programma, lo chiede la nostra gente.
Dobbiamo capire di quale progetto vogliamo essere coprotagonisti».
Solo dopo, «o facciamo che guida chi ha più consenso, oppure faremo le primarie».
L'obiettivo dichiarato è costruire l'alternativa al governo. «Accanto a ogni critica mettiamo una risposta alternativa», dice Schlein, richiamando le proposte contenute nella lettera a Giorgia Meloni pubblicata su Repubblica.
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2 - EXTRAPROFITTI, ABUSO D'UFFICIO E REDDITO DI CITTADINANZA 2.0 ECCO I PUNTI VOTATI DAGLI ISCRITTI
M. Pucci. Per “la Repubblica” - Estratti
Venti punti, suddivisi per grandi blocchi programmatici. Il documento uscito da Nova, destinato al tavolo della coalizione progressista, mette insieme le storiche battaglie del M5S e alcune proposte nuove: dal ritorno di una forma di reddito di cittadinanza alla settimana lavorativa più corta.
Lavoro e welfare
Salario minimo legale indicizzato, riduzione dell'orario a parità di stipendio, diritto alla disconnessione e limiti ai contratti a termine. Per i genitori congedo paritario pagato al 100% ed esonero contributivo al rientro dalla maternità. Le tutele per malattia e maternità vengono estese ad autonomi, commercianti e artigiani. Torna poi, sotto altro nome, una delle bandiere dei 5 stelle: il "Reddito 2.0", revisione integrale dell'Assegno di inclusione e del Supporto formazione e lavoro. Sulle pensioni, più flessibilità per lavori gravosi, ritorno di Opzione Donna e rafforzamento dell'Ape sociale.
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Fisco ed economia
Niente patrimoniale in senso stretto, ma il prelievo si sposta dal lavoro alla ricchezza finanziaria: Irpef più progressiva, contributo sugli extraprofitti di banche, energia, assicurazioni, industria bellica e Big Tech e "prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie", salvaguardando piccolo risparmio e titoli di Stato.
Più tasse sulla speculazione di breve periodo e meno sugli investimenti di lungo periodo. Sul fronte opposto, pene e confische più severe per i grandi evasori. Per le imprese tornano Transizione 4.0 e crediti d'imposta, insieme a una banca pubblica per sostenere le Pmi.
Sanità, casa e scuola
Elly Schlein e Giuseppe Conte3
Più risorse al Servizio sanitario, stipendi del personale adeguati agli standard europei e tempi massimi nazionali per visite ed esami. Sulla casa, piano nazionale dell'abitare, recupero degli immobili pubblici inutilizzati e accordi con i proprietari per rimettere sul mercato a prezzi calmierati quelli sfitti. Alla scuola andrebbero invece i 13,5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto: nidi gratuiti, scuole aperte anche d'estate, libri, mensa e trasporti gratis per le famiglie non abbienti. Prevista anche l'educazione sessuale e affettiva.
Ambiente ed energia
Cinquanta gigawatt aggiuntivi di rinnovabili entro il 2030, fotovoltaico su tetti e aree già impermeabilizzate, comunità energetiche e stop agli inceneritori. Il nucleare compare soltanto come ricerca sulla fusione e poi stop al consumo di nuovo suolo e 58,9 milioni di alberi.
Legalità
Reintroduzione dell'abuso d'ufficio, rafforzamento di Corte dei conti e Anac, legge sul conflitto d'interessi e regolamentazione delle lobby. Sulla Rai, governance sottratta a governo e maggioranza. Il M5s propone inoltre voto dai 16 anni e per i fuorisede, voto elettronico e quorum dei referendum abbassato a un terzo.
Immigrazione e diritti
Superamento della Bossi-Fini e del modello Albania, ingressi legati alla domanda di lavoro, Ius scholae e corridoi umanitari. Sul terreno dei diritti civili: matrimonio egualitario, adozioni omogenitoriali, legge contro l'omolesbobitransfobia e fine vita. C'è anche la depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis per uso personale.
Pace e politica
No al Rearm Eu e all'obiettivo Nato del 5% del Pil per la difesa, sì a una difesa comune europea. Sull'Ucraina la linea è esplicita: continuare a inviare armi, sostiene il documento, "significa allontanare la pace", e serve invece una svolta negoziale. Su Gaza: riconoscimento dello Stato di Palestina, fine dell'accordo di cooperazione militare con Israele.
Il voto
Sul capitolo "L'Italia ripudia la guerra", il 94,1% dice no al piano Rearm Eu, il 91,7% approva l'affermazione secondo cui continuare a inviare armi allontana la pace. Il minimo assoluto è il diritto di voto dai 16 anni nel Patto generazionale: 52,4%. Seguono il reddito di base per chi lavora nella cultura (76,5%), e il capitale di partenza per i giovani (78,4%).


