peter thiel jd vance elon musk

LA TECNOCRAZIA? SARÀ PER UN’ALTRA VOLTA – PETER THIEL E ELON MUSK SOGNAVANO DI SOSTITUIRE LA DEMOCRAZIA LIBERALE CON UN’OLIGARCHIA BASATA SULLA LORO RICCHEZZA E SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL BURATTINO CON CUI DARE SOSTANZA AL PROGETTO SAREBBE DOVUTO ESSERE IL VICEPRESIDENTE, JD VANCE. CHE DOPO LA SCOPPOLA ALLE MIDTERM, IN CUI SI È IMPEGNATO IN PRIMA PERSONA, SEMBRA ORMAI BRUCIATO – LO “TSUNAMI BLU” IN TEXAS SI DEVE ALL’OPPOSIZIONE DEL POPOLO AI DATA CENTER PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE PREVEDEVANO VARI SUSSIDI STATALI, TAGLI ALLE TASSE E MAGGIORI COSTI PER LE COMUNITÀ LOCALI…

1 - IL VICE CON LE OSSA ROTTE, SI APRE LA GUERRA TRA I MAGA

Estratto dell’articolo di M. Ga. per il “Corriere della Sera”

 

JD VANCE VESTITO DA SILENTE

[…] Quanto a Vance, oltre alle ferite della campagna, deve assorbire la crisi dei suoi mentori: i tycoon conservatori della Silicon Valley, soprattutto Peter Thiel di Palantir, ma anche Elon Musk.

 

Sognavano di sostituire progressivamente la democrazia liberale e i sistemi parlamentari con una tecnocrazia basata sull’intelligenza artificiale (Ai) e speravano di fare di Vance il politico capace di dare sostanza al loro progetto. La cui realizzazione, davanti a un elettorato sempre più ostile all’Ai e che sta bocciando i progetti di decine di grandi data center, è quantomeno rinviata.

 

2 - BORSE SU, GIÙ GAS E PETROLIO PERDONO MUSK E I SOCI DI TRUMP

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

vivek ramaswamy 1

[… Illuminante […] che siano collassati o caduti i titoli dei grandi gruppi che costruiscono data center o hardware per essi.

 

Scivola Nvidia (meno 2,3% per il titolo a più vasto valore di mercato del mondo, produttore di chip per l’intelligenza artificiale); cedono di schianto le quotazioni delle società che costruiscono data center per intero: meno 9,6% CoreWeave, il cui debito tratta a prezzi bassi come se l’azienda fosse a un passo dal default.

 

donald trump premia elon musk con la medaglia nazionale della scienza

Malissimo poi anche la galassia nel mega-donatore alle campagne trumpiane e uomo più ricco del mondo Elon Musk. Le sue aziende, Tesla e SpaceX, hanno bruciato 134 miliardi di dollari in Borsa in poche ore.

 

La ragione, anche qui, è legata al voto e soprattutto alla vittoria dei democratici in Texas per un seggio al Senato e i posti di governatore e procuratore generale dello Stato.

Il punto non è tanto che tutta Big Tech (con l’eccezione parziale di Dario Amodei di Anthropic) si era prostrata a Trump in modi a tratti umilianti. Il riposizionamento di tutti gli ultra-miliardari di Silicon Valley è già partito.

 

Vivek Ramaswamy e Elon Musk – i Doge

Il punto per il mercato è che il 25% della potenza dei data center dell’intelligenza artificiale da costruire sarebbe destinata proprio al Texas. Quei progetti prevedevano vari sussidi statali, oltre al trasferimento sulla popolazione locale degli extra-costi della rete elettrica da rafforzare per poter alimentare i data center stessi. SpaceX e CoreWeave beneficiano poi di tagli alle tasse per l’uso dei terreni e di una notevole tolleranza per le violazioni ambientali dei loro impianti.

 

Con i democratici al potere in Texas, molto di questo potrebbe cambiare. I titani dell’AI potrebbero doversi pagare da sé i propri data center e i loro costi potrebbero esplodere: esattamente lo scenario per evitare il quale Musk aveva speso, invano, 445 milioni di dollari in queste midterm.

 

3 - CASH OR TRASH VANCE, MUSK, E LA SCOMMESSA PERSA DEI TECNOLIGARCHI

Estratto dell’articolo di Alessandro Cappelli per www.linkiesta.it

 

Gina Hinojosa

 […] Vance era tornato a casa per fare campagna elettorale e si è ritrovato con due batoste da spiegare. In Ohio, lo Stato in cui è nato e ha costruito la propria carriera politica, il Partito Repubblicano ha perso sia la corsa per il governatore sia quella per il Senato. E stiamo parlando di uno Stato che alle presidenziali ha votato Donald Trump tre volte nelle ultime tre.

 

[…] Amy Acton ha battuto il miliardario Vivek Ramaswamy nonostante oltre cento milioni di dollari spesi contro di lei, mentre il democratico Sherrod Brown ha riconquistato il seggio senatoriale che Vance aveva lasciato quando era diventato vicepresidente, sconfiggendo il repubblicano Jon Husted.

 

Elon Musk si trasferisce in Texas

In questa doppia sconfitta ci sono diverse note da tenere a mente. Intanto, Ramaswamy non era un candidato qualsiasi, ma uno dei rappresentanti più riconoscibili della nuova destra imprenditoriale americana, già protagonista delle primarie repubblicane e del progetto del Department of Government Efficiency (Doge) insieme a Elon Musk. Husted, invece, era un esponente più istituzionale del Partito repubblicano, con una lunga esperienza politica alle spalle. Vance aveva sostenuto entrambi. Hanno perso entrambi. Ottimo lavoro, vicepresidente.

 

Alex Karp e Peter Thiel - Palantir

[…] In Elon Musk c’è il riflesso della sconfitta politica di Vance e del partito. Musk ha speso circa 446 milioni di dollari, una cifra senza precedenti per un singolo finanziatore in un ciclo elettorale. Eppure ha collezionato sconfitte in serie. […]

 

Il vicepresidente è la testa di ponte tra l’universo Maga e i tecnoligarchi della Silicon Valley. La sua ascesa politica è stata sostenuta per primo da Peter Thiel, che nel 2022 aveva versato quindici milioni di dollari a sostegno della sua candidatura al Senato.

 

Intorno a Vance si è costruita un’alleanza tra imprenditori, investitori, intellettuali e organizzazioni conservatrici, convinti di poter saldare il populismo delle classi popolari con gli interessi della grande industria tecnologica. Una nuova destra nazionalista e conservatrice, critica del liberalismo, ma favorevole alla deregolamentazione e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

 

vivek ramaswamy 3

Il Texas dimostra quanto questa alleanza possa essere fragile. Musk ha trasferito lì alcune delle sue principali attività e ha investito oltre duecento milioni di dollari in iniziative elettorali per mantenere lo Stato repubblicano. Ma i candidati da lui sostenuti hanno perso: Ken Paxton nella corsa al Senato e il governatore uscente Greg Abbott, sconfitto dalla democratica Gina Hinojosa.

 

Quest’ultima ha fatto della contestazione all’espansione dei data center, molto energivori, uno dei temi della campagna, chiedendo una moratoria sui nuovi progetti fino all’introduzione di maggiori garanzie per le comunità locali. Poche ore dopo il voto, Musk ha commentato su X: «I data center nello spazio sembrano decisamente più interessanti, adesso». L’ha messa giù con una battuta, ma nasconde a malapena la paura per le possibili ripercussioni sulle sue imprese.

 

PETER THIEL A ROMA - FOTO PIAZZAPULITA - LA7

[…] Fino a pochi giorni fa, Vance era il candidato con più chance di una nomination repubblicana alle presidenziali del 2028. La media di RealClearPolitics lo dava davanti a Marco Rubio, con il 38,6 per cento contro il 26,4. La sua candidatura non può essere evaporata in una notte. Da vicepresidente ha ancora una grande piattaforma politica e una rete di sostenitori, finanziatori e organizzazioni molto solida. Il problema è che le elezioni di midterm sono state un rifiuto netto inequivocabile degli elettori per Trump, per il trumpismo e per tutto ciò che rappresenta. E Vance dovrà faticare più del previsto per uscire dall’ombra del suo capo.

vivek ramaswamy - matteo salvini

 

statua di elon musk a starbaseprogetto di snailbrook la citta di musk in texas

 

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