donald trump

DALL’UCRAINA AL CASO EPSTEIN, DA MUSK ALLA CORRUZIONE DELLA FAMIGLIA TRUMP: I QUATTRO DOSSIER SU CUI I DEMOCRATICI, CHE HANNO IL CONTROLLO DI CAMERA E SENATO, POSSONO FAR MALE AL DERAGLIATO MENTALE DELLA CASA BIANCA - IL RISCHIO MAGGIORE PER IL TYCOON È ESSERE MESSO IN UNO STATO DI “INDAGINE SISTEMATICA”, PIÙ DELL’IMPEACHMENT. I DEM VOGLIONO USARE I POTERI INVESTIGATIVI PER ESAMINARE SE TRUMP ABBIA USATO IL POTERE A VANTAGGIO PROPRIO, O DELLA SUA FAMIGLIA, PER ESEMPIO DEL GENERO JARED KUSHNER. SOTTO LA LENTE FINIRANNO I SUOI LEGAMI CON FORNITORI DELLA DIFESA ISRAELIANA – IL CONGRESSO POTREBBE CONTRASTARE GLI ACCORDI CHE ALLENTANO LE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA. E SU MUSK, I DEM ANNUNCIANO NUOVE INDAGINI…

Jacopo Iacoboni per "la Stampa" - Estratti

 

donald trump

 E ora cosa cambia, per la guerra di Putin all’Ucraina, ma anche per l’entourage Trump, e per i suoi sodali più stretti?

 

Da gennaio, i democratici controlleranno tutte le commissioni d’inchiesta del Congresso, intanto con potere diretto di “subpoena”, ossia di citazione giurata, in audizione. Significa che, se vogliono, possono apprestare un vero e proprio Vietnam a Trump negli ultimi due anni di mandato. I problemi più gravi per il giro Trump arriveranno da quattro dossier, su cui i Dem sono estremamente attivi, almeno a parole, ora possono passare ai fatti: Ucraina. Epstein, Musk, Kushner.

 

 Robert Garcia, il democratico di punta nella Commissione Oversight, aveva detto che il procuratore generale ad interim Todd Blanche e altri funzionari rischiano subpoena fin dal “giorno uno”, dopo una vittoria Dem a midterm. E che l’indagine sull’orbita e le ramificazioni anche internazionali di Jeffrey Epstein sarebbe stata approfondita, con la “corruzione della famiglia Trump” tra i temi principali. Secondo Reuters, lettere a aziende e contractor, che preparano il terreno ai subpoena, sono già state scritte e stanno partendo nelle prossime ore e giorni.

DONALD TRUMP E JARED KUSHNER

 

Il rischio maggiore per Trump è esser messo in uno stato di “indagine sistematica”, più che l’impeachment (la Camera può votare l’impeachment a maggioranza semplice. Ma per la condanna e la rimozione servono 67 voti al Senato: anche con 53 seggi servirebbero circa 14 repubblicani. Oggi è uno scenario remoto). I Democratici vogliono usare i poteri investigativi per esaminare se Trump abbia usato il potere a vantaggio proprio, di alleati o donatori. O della sua famiglia, per esempio del genero Jared Kushner.

 

Garcia ha già chiesto ad Affinity (il Fondo di Kushner, nel quale il fondo sovrano saudita PIF ha investito 2 miliardi di dollari, e che secondo un’indagine guidata da Jamie Raskin gestisce circa 6,16 miliardi di dollari di cui il 99% proviene da stranieri, tra cui i fondi sovrani di Arabia Saudita, Emirati e Qatar) i dettagli degli investimenti, citando il conflitto d’interessi tra i suoi affari e il lavoro in Medio Oriente. Le accuse contenute nel libro di Matthew Cole (che Kushner gestisse almeno due conti miliardari con denari da sauditi e emiri) hanno acceso altre piste e polemiche.

ELEZIONI DI MIDTERM - VIGNETTA BY NATANGELO

 

Garcia ha chiesto anche conto dei legami di Kushner con fornitori della difesa israeliana. Al Senato Ron Wyden indaga da anni sui flussi dal Golfo al marito di Ivanka Trump. Raskin aveva già fatto capire che la commissione Giustizia indagherebbe su Kushner in caso di vittoria. Per Kushner significa dover consegnare documenti e comunicazioni con i partner del Golfo, e forse testimoniare. (…)

 

Per Elon Musk i rischi sono imminenti. Richard Blumenthal, il senatore democratico di punta nella sottocommissione permanente d’inchiesta, ha detto che indagherà su Musk e sui licenziamenti del Doge, il dipartimento che Musk guidò per rendere efficiente la pubblica amministrazione (Musk ha risposto con toni di sfida: “Live by the sword, die by the sword”, vivi combattendo, muori combattendo).

 

I democratici hanno annunciato indagini anche sui contratti di SpaceX con la Nasa, sui benefici statuali per Tesla e su un capitolo che tocca davvero da vicino la vicinanza di Trump a Putin, e se la sicurezza nazionale americana sia stata di fatto privatizzata: le accuse, arrivate da vari fronti, di aver limitato l’accesso a Starshield, la rete satellitare militare, agli ucraini sotto le bombe di Putin (il che pone anche un serio problema relativo al primo emendamento Usa).

 

Elon Musk Donald Trump

Accuse che Musk e Trump si sono rimpallati, incappando in diverse contraddizioni. Trump, consapevole di quanto il suo amico capo di Starlink rischiasse, ha messo le mani avanti dicendo che se avrà problemi potrebbe usare per lui la grazia. Il che però protegge per fatti passati, non per elementi che emergessero da inchieste attuali che andassero avanti.

 

Le commissioni della Camera (Vigilanza, Forze armate, Esteri) possono convocare Musk e dirigenti SpaceX e chiedere contratti e comunicazioni con Pentagono e Casa Bianca (un’indagine simile c’era già: nel 2024 i deputati Raskin e Garcia avevano chiesto a SpaceX conto dell’uso di Starlink da parte russa).

 

Entrambe le camere controllano il bilancio: ad aprile i democratici delle commissioni bilancio avevano contestato il blocco di 430 miliardi di fondi già approvati, e il tema degli stanziamenti congelati dall’esecutivo tornerà. L’Ucraina ovviamente sorride, anche se Trump non è stato certo destituito.

 

donald trump mister veto

 Ma una sconfitta così eclatante dell’uomo che ha sospeso di fatto le sanzioni petrolifere Usa alla Russia, con l’accordo sul diesel e il rifiuto di applicare il “Lindsey Graham Act”, apre alcui scenari piuttosto realistici, se non addirittura imminenti: il Congresso potrebbe votare nuovi aiuti all’Ucraina (Trump ha il veto, ma è da vedere se sia politicamente in grado di usarlo qui) e contrastare gli accordi che allentano la pressione delle sanzioni su Mosca.

 

Sulla specifica questione degli aiuti all’Ucraina e delle sanzioni, ci sono tanti malumori verso Trump anche tra senatori repubblicani: un pacchetto approvato con i due terzi in entrambe le camere supererebbe un veto presidenziale, la soglia è alta ma non impossibile se una parte dei repubblicani, diciamo intorno ai 13 senatori, si unisse.

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